Stranglers
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Gli Stranglers furono uno dei primi gruppi punk a registrare un album. A capitanarli era il cantante Hugh Cornwell, un maestro di atmosfere gotiche e tenebrose, affascinato dalle saghe nordiche e dai feuilleton ottocenteschi. Al suo fianco Jean-Jacques Burnell, bassista dalle linee cavernose, e Dave Greenfield, tastierista notturno e "doorsiano".

Gli album del 1977, IV Rattus Norvegicus (A&M) e No More Heroes, si svolgono all'insegna di emozioni violente, sono truci e atmosferici, abbruttiti dai vocalizzi vampireschi del leader e imporgono un nuovo standard armonico al vetusto horror-shock.

L'ipnotico riff di tastiere di Get A Grip, il singolo del 1977 destinato a rimanere il loro manifesto, ruba qualcosa al tecno-rock dei Roxy Musix. Il tema swingante dell'organo (nonche' i suoi assoli jazz) e il ritornello demenziale del coro aggiungono qualcosa del cabaret espressionista in Peaches. Lo stile piu' cadenzato, e quindi ballabile, di Hanging Around, accoppiato a una melodia piu' grintosa ed enfatica, culmina nel loro capolavoro, No More Heroes, un ritornello dal piglio punkrock propulso da un incalzante carillon del synth.

Il motivetto banale di Something Better Change, la sarcastica Nice'N'Sleazy (in stile Ian Dury) e Walk On By del 1978 (che tradisce le influenze dei musical) completano il quadro di quella prolifica stagione, anche se il terzo Black And White (A&M, 1978) denota gia` una certa stanchezza.

Con i brani sofisticati di Raven (UA, 1979), soprattutto Meninblack, Duchess, Don't Bring Harry, nel 1979 gli Stranglers abbandonarono l'introversione acuta dei primi due anni a favore di un melodismo piu' luminoso, che avrebbe contrassegnato tutta la loro carriera futura.

Gli album del 1981, Meninblack (Stiff) e La Folie (Liberty), riassumono un po' il problema: raccolte piu` o meno tematiche che sanno suggestionare superficialmente con produzioni edulcorate, ma nelle quali brillano pochissimi momenti (Who Wants The World sul primo, Golden Brown sul secondo). Tutto sommato, e` il principio della muzak dei supermercati.

Feline (Epic, 1982) segno` una drastica svolta commerciale, parzialmente premiata da Strange Little Girl e European Female, e amplificata da Aural Sculpture, con Skin Deep, Dreamtime non contiene pero` praticamente nulla di interessante, e Sweet Smell Of Success e` l'unica ragion d'esssere del decimo album, uscito nel 1990.

I limiti del gruppo sono stati dimostrati dalle opere soliste dei membri. Cornwell aveva gia` dato con il pretenzioso Nosferatu (Liberty, 1979) la misura delle sue velleita` e nel 1988 ha tentato la strada commerciale con Wolf (Virgin, 1988). Tornera` alla luce con un terribile Hi-Fi (Koch, 2001). Burnell aveva dedicato Euroman Cometh (UA) nel 1979 a motivi politici, e aveva composto nel 1983 con Greenfield un atmosferico Fire And Water (Epic). Come sempre, tanta pompa e poca sostanza.

Molto piu' melodici dei loro compagni di strada, gli Stranglers furono un mediocre compromesso fra powerpop e gotico.

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