Teardrop Explodes
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Kilimanjaro (1980), 7/10
Wilder (1981), 6/10
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I Teardrop Explodes furono una delle formazioni guida del revival psichedelico di Liverpool della fine degli anni '70. Ma la loro non era semplice calligrafica ripresa dei suoni degli anni '60. Era semmai una fusione di spirito new wave e di spirito psichedelico. Il risultato era un formato di canzone che era tanto melodico quanto bizzarro. Un fatto piu` formale che emotivo, ma "formale" nel senso di rinnovamento delle strutture, non nel senso di imitazione delle strutture. I loro massimi maestri erano i Doors, ma rivisti attraverso gli occhi di Television e Brian Eno.

I Teardrop Explodes di Julian Cope esordirono nel 1979 con due 45 giri che coniugavano lo stile da Farfisa-band e un senso panico del primitivo con la ritmica ossessiva del dark-punk: Sleeping Gas e Bouncing Babies. Il materiale di quel periodo verra` raccolto su Piano (Document, 1990).

Il primo album, Kilimanjaro (Mercury, 1980), si distinse per canzoni ipnotiche, atmosferiche e lussureggianti come Treason, Went Crazy, Books, Reward, Ha Ha I'm Drowning, Poppies In The Field, Suffocate, arrangiate con fiati funky, ritmi disco, tastiere melodiche e dissonanze lisergiche; ma non meno suggestive erano le piece piu` sperimentali, nelle quali il melodismo di Cope e le arie tastieristiche di David Balfe si esprimevano in costruzioni armoniche piu` introverse e visionarie (When I Dream e Thief Of Bagdad, il punk-a-billy alla Fall di Brave Boys).

La psichedelia manieristica e neo-romantica di Cope lascio` il segno anche sulle gemme di Wilder (Mercury, 1981): Passionate Friend, Bent Out Of Shape e Great Dominions.

Sciolto il complesso, dopo un terzo album incompiuto, Everybody Wants To Shag (Fontana, 1990), Julian Cope avra` modo di sfogare la sua personalita` eccentrica.

Teardrop Explodes' keyboardist Paul Simpson launched his project Wild Swans of danceable dark-punk with the single The Revolutionary Spirit (1982), followed by the EP The Peel Sessions (1986), containing No Bleeding, and the albums Bringing Home The Ashes (1988) and Space Flower (1990). It took him two decades to give it a follow-up, The Coldest Winter for a Hundred Years (2011), after the career retrospective Incandescent (2003) had already written their epitaph. (Translation by/ Tradotto da xxx)

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