Tragic Mulatto
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Judo For The Blind (1984), 7.5/10 (EP)
Locos Por El Sexo (1987), 8/10
Hot Man Pussy (1989), 7.5/10
Chartreuse Toulouse (1990), 7/10
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I Tragic Mulatto, attraverso tutte le loro rocambolesche mutazioni, hanno tenuto desto l'ambiente dell'avanguardia di San Francisco.

L'album a 45 giri Judo For The Blind (Alternative Tentacles, 1984) e` oggi considerato una delle opere piu` alte e dissennate del rock "totale", un vero e proprio monumento al nonsense. Gli otto brani sono pandemoni "minimali", primitivisti, spastici, nei quali puo` succedere di tutto e suonati in maniera amatoriale. I fiati (quasi sempre sassofono e tromba) sono liberi di duettare a volonta` in maniera solo vagamente correlata ai suoni prodotti dal resto della banda, e il repertorio della sezione ritmica e` ridotto al minimo indispensabile. A parte l'uso di nastri (in qualche rara occasione) il loro manuale d'armonia finisce li`: questa era infatti una delle poche formazioni rock a non utilizzare la chitarra.
L'iniziale Not My Barn Dance e la conclusiva Not My Movie (praticamente lo stesso brano) sono i manifesti del loro free-jazz cacofonico del tutto casuale, sostenuto da una recitazione a meta` strada fra Brecht e il teatro dell'assurdo, infiorettato da gag vocali, e sommerso in tornadi di rumori fiatistici. Stop My Hand e` forse il brano piu` "rock": un canto violentemente allucinato blatera in un tripudio (quasi raga) di dissonanze del basso e in un tribalismo da cerimoniale africano, mentre impazzano i ronzii free-jazz del sassofono e della tromba. L'aspetto parodistico e` piu` forte in Tac Squad, ballata sinistra, d'atmosfera "noir", propulsa dal rombo "cingolato" del basso e da marziali cadenze voodoo.
La parodia si sposa alla nostalgia in Gossip, una danza swingante da Big Band degli anni Quaranta, con un clarinetto free senza ritegno e vocalizzi corali da manicomio (quasi Rip Rig & Panic). Allo stesso genere "comico" appartengono la fanfara festosa a ritmo marziale di 200 Responses, 10 Minutes e la fanfara enfatica a ritmo funereo di St OK, summa strumentale della loro arte.

Il circo ridicolo dei Tragic Mulatto (ridotto a un quartetto) compose un altro capolavoro in Locos Por El Sexo (Alternative Tentacles, 1987), tre anni dopo con una formazione rinnovata e un sound molto piu` professionale (i titoli dei brani sono volutamente segnati nell'ordine sbagliato). Il Reverendo Elvister Shanksley e` un temibile "urlatore", i cui ululati licantropi sventrano brani grottescamente macabri. Flatula Lee Roth e` una parossistica suonatrice di sassofono e tuba, nonche' cantante nel registro epico di Grace Slick di una sguaiatezza e una volgarita` senza precedenti. I registri cosi` maniacali dei due cantanti danno luogo a chiassate indecorose, all'insegna di testi sempre stomachevoli.
Il rosario indemoniato di Freddy, recitato da Roth con il contrappunto di versi animaleschi di Shanksley e di una chitarra dall'incedere blues sgangherato alla Jeff Cotton, il tutto sulla cadenza ossessiva di un cerimoniale satanico, non fa che incitare le donne ad evitare che l'uomo "venga" in luoghi e posizioni sconvenienti (fra cui le orecchie, gli escrementi, le calze, la gola). Il clima da tregenda e` acuito da crisi epilettiche come Underwear Maintenance che portano all'estremo la prassi della slam dance e il concetto di voodoobilly, urlate senza ritegno su un baccanale indegno (e sul primo e insuperabile assolo di tuba della storia del rock). Le sceneggiate piu` truculente sono particolarmente spassose: il sassofono di Flatula (che ripete soltanto una frase in un registro epico alla Zaremba) troneggia su Twerpenstein, danza di mostri pervertiti che costituisce forse il vertice goliardico del disco.
Flatula e` una grande rivelazione e questo disco rimarra` negli annali del rock come una delle prove piu` bizzarre e creative del vocalismo femminile. Un tipico volo "lisergico" alla Slick in un'armonia dissonante e diffusa da acid-rock viene usato nel secondo brano (senza titolo). Quel nobile crescendo suona pero` orrendamente blasfemo su un testo come quello di Monkey Boy, la confessione intima di una ninfomane. Incrociata all'enfasi isterica di Patti Smith, la dizione squallidamente selvaggia di Flatula e` irresistibile, anche quando, in Potato Swine, delira schifata: "All the dogshit you can eat/ and a bucket full of pee"...

Alla fine del decennio il complesso (giunto a sette unita`) registra Hot Man Pussy (Alternative Tentacles, 1989). Flatula ha cambiato nome in Fistula e ha trasformato il suo registro solenne di contralto in un grido di strega, quanto di piu` sgraziato donna abbia mai emesso dalla bocca, un incrocio fra Iggy Stooge e Janis Joplin, ma cosi` acuto e stridente da non essere quasi piu` percepibile (ascoltare la sua versione di Whole Lotta Love, mille dosi di adrenalina sopra quella di Plant). Fistula riprova l'innodia a spirale di Slick in The Hat, ma sempre con un tocco in piu` di malvagita`, contrappuntata oltretutto da violenti riff di heavymetal, per poi lanciarsi in un delirante assolo di sassofono. Anche Shanksley e` in bella evidenza su My Name Is Not O'Neill, in cui delizia con una delle sue recitazioni "beefheartiane".
In generale il sound e` piu` forte, pieno e rotondo, un po' perche' i musicisti sono maturati e un po' per l'introduzione di un chitarrista. Non a caso il disco inizia con il boogie lascivo di She's Ho, che e` una delle loro canzoni piu` normali. Il disco e` zeppo di citazioni, in particolare di Hendrix.
Il complesso ha anche scoperto il folk mediorientale, e lo mette a frutto nella scalmanata danza persiana di Fist Of The Fleet (assolo vertiginoso di tuba e intermezzi dissennati di urla e dissonanze) e nella nenia arabica con ritmo ipnotico e distorsioni di chitarra I Say.
Gli episodi piu` insoliti del disco sono Hardcore Bigot Scum Get Stabbed, uno strumentale quasi heavymetal in cui la tuba fa il riff della chitarra e con intermezzi "comici" come un flamenco operatico in un marasma di dissonanze e un passo da circo della batteria e della tuba; e The Sheriff Of Weed, duetto country fra banjo e tuba.
L'arte fiatistica e quella canora di Roth sono all'apice. la batterista Bambi Nonymous e il bassista Shanksley sono degni comprimari, tanto primitivi quanto creativi, coerenti con la cantante nell'adottare uno stile che consiste nel fingere di non saper suonare. Non e` piu` la discesa negli inferi di Locos Por El Sexo, ma l'operazione rimane orrendamente seducente.

In Chartreuse Toulouse (Alternative Tentacles, 1990) Flatula (e` tornata al vecchio nome), ancora affiancanta da Nonymous e Shanksley e con il nuovo Jehu alla chitarra in una formazione a cinque, ha ulteriormente raffinato il suo vocalismo, ancor piu` duttile ed emotivo, capace ancora di sortite epiche alla Slick, ma anche di escursioni acrobatiche da un'ottava all'altra alla Meredith Monk, di gridolini sempre piu` perversi, di solfeggi striduli e di toni lugubri.
La musica accentua le inflessioni psichedeliche ed orientali, per esempio nell'ondulante Stinking Corpse Lily (titolo emblematico dei temi del disco), ennesimo capolavoro vocale della cantante con la tuba che detta una cadenza comica; o nella nenia da muezzin a ritmo vertiginoso di Scabs On Lori`s Arm; o nel blues fuori tempo di Man With A Tan. Ovunque e` fortissima l'influenza dei Jefferson Airplane, con punte di pathos in I Don't Mind e in Debbie. I brani piu` sperimentali (o perlomeno piu` bizzarri) fanno intuire di cosa sarebbe capace questo quintetto se si mettesse a scrivere musica da camera (Farm). In generale le atmosfere sono meno infernali che in passato (con l'unica eccezione della tregenda di Bathroom At Amelia`s, per grugniti e sibili di strega), benche' i testi rimangano di quel genere porno-horror. Flatula e compagni si crogiolano nei loro vizi repellenti in una maniera piu` decadente che invasata.
Dove la cantante si scatena e` soprattutto nei brani piu` umoristici: nel vaudeville demenziale di My Mother, nel voodoobilly delle caverne di Rhythm Of Barcelona. Elvister si cimenta alle sue barbarie "beefheartiane" soltanto nella conclusiva Rise Up, un hardrock ferocissimo in cui il suo ruggito omicida ha modo di brillare in tutta la sua sinistra luce. Gli interventi di tuba sono sempre piu` deliziosi, da far arrossire il piu` incallito suonatore delle bande marcianti dell'Esercito della Salvezza.

Pochi gruppi possono vantare quattro album di questa levatura. E pochi gruppi possono competere con i Tragic Mulatto in fatto di genio e i loro sono forse gli album piu` avventurosi degli anni '80. Fra i discepoli di Zappa e Beefheart, Fistula e Elvister occupano un posto d'onore. Inoltre lei e` una delle cantanti piu` dotate (e piu` eccentriche) del momento.

Tragic Mulatto debuted with the eight-song mini-album Judo For The Blind (1984), a pandemonium of spastic, minimal and primitive concepts, a colossal tribute to nonsense. Pared down to a quartet, Tragic Mulatto's ridicule circus concocted Locos Por El Sexo (1987), an artistic paradox that is the musical equivalent of a descent to hell, a relentless romp of indecent bacchanals led by Flatula Lee Roth's saxophone and tuba and by her anthemic, Grace Slick-ian vocal phrasing. An eight-member outfit recorded Hot Man Pussy (1989), which expanded the palette to heavy-metal and ethnic music, while Roth launched into witchy spasms and blaspheme exorcisms. Even more psychedelic and exotic, Roth reveled in even more perverted and lugubrious shrieks on Chartreuse Toulouse (1990), their swan song.
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