Woodentops
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I Woodentops coniarono uno dei formati pop piu` originali degli anni '80, meno banale di quello degli Smiths e meno enfatico di quello degli U2.

La formazione era guidata da Rolo McGinty (canto), Simon Mawby (chitarra) e Alice Thompson (organo). Il singolo Plenty (1984) metteva soltanto in luce un buon talento melodico, ma il retro Have You Seen The Lights faceva intravedere anche i ritmi galoppanti e le timbriche elaborate per cui diventeranno famosi. Nel 1985 il gruppo trovo` la vocazione con i singoli travolgenti Move Me (voodoobilly in crescendo maniacale), Well Well Well (con una frenetica pulsazione elettronica e dissonanze tastieristiche che ricordano i Suicide) e It Will Come (un country and western accelerato a quei ritmi epilettici), e che nei retri sfociano spesso in una psichedelia titanica di tastiere trattate, sinistre cadenze da jungla, voci eteree fluttuanti, recitati-thriller alla Jim Morrison e distorsioni libere (rispettivamente Steady Steady, Cold Inside e Plutonium Rock), con le uniche eccezioni di Do It Anyway (un rockabilly a ritmo "ferroviario") e Get It On (ancora nel segno della liturgia allucinata dei Suicide). I primi singoli vennero raccolti in Well Well Well (Upside, 1986).

Il balbettio armonico dei Woodentops (che porta alla paranoia le intuizioni dei Suicide e prima ancora quelle di Bo Diddley e Marc Bolan) e` una delle infrastrutture piu` originali e stranianti mai usate da un complesso di pop melodico: il canto di McGinty ha qualcosa del registro enfatico e macabro di Jeffrey Lee Pierce e le cadenze da cardiopalmo delle sue canzoni ricordano spesso quelle dei combo di skiffle o delle quadriglie.

Giant (Rough Trade, 1986) attenuo` pero` il feroce cinismo degli esordi, e viro` verso il folk-rock intellettuale di Feelies e REM. Il marchio di fabbrica dei Woodentops brilla ancora su Love Train (su un altro ritmo ferroviario mozzafiato), Hear Me James (sorta di novelty di country and western), Travellin' Man (funk concitato e angoscioso con organetto "acido" e arpeggi mediterranei) e Shout (altra square dance indemoniata). Ma Love Affair With Everyday Living, reel sincopato alla Talking Heads, Last Time, marziale danza slava, History, con persino passi di tip-tap, e So Good Today, una polka con tanto di fisarmonica, puntano verso una forma eccentrica di ballata folk-soul. Good Thing fonde i due modi in una tenera ballata a ritmo caraibico.

Il loro programma schizofrenico oscilla fra una cupa e nevrotica danza moderna che puo` richiamare tanto i Sonic Youth e i Velvet Underground quanto il soul della Tamla, tanto il rockabilly della Sun quanto i reel celtici, e una gioviale, goliarda novelty pan-etnica che si situa fra gli strumentali naif di Jonathan Richman, il folk amatoriale dei Violent Femmes e le slapstick demenziali dei Camper Van Beethoven. Sempre limpido e spartano, il loro rock non ricorre mai agli effettismi dei neo-psichedelici.

Wooden Foot Caps On The Highway (Rough Trade, 1988), con Anne Stephenson al violino e alle tastiere, raffino` gli arrangiamenti immettendo elementi country, heavy metal, hip-hop e funk (You Make Me Feel, Heaven, Stop This Car, You Make Me Feel e Wheels Turning, e, soprattutto, Maybe It Won't Last).

The Woodentops created an intriguing new style based on feverish tempos (a mixture of T. Rex, Suicide and Feelies). Their singles Move Me (1985), Well Well Well (1985), Get It On (1986), as well as their album Giant (1986), were more restless than exuberant.
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