Apples In Stereo
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Science Faire , 6/10
Fun Trick Noisemaker , 6/10
Tone Soul Evolution, 7/10
Her Wallpaper Reverie , 6/10
The Discovery Of A World Inside The Moone , 6/10
Velocity of Sound , 5/10
New Magnetic Wonder (2007), 6/10
Electronic Projects for Musicians (2008), 3/10
Travellers In Space And Time (2010) , 6/10
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Gli Apples In Stereo, attivi dal 1992, sono un quartetto di Denver dedito al pop piu` dolciastro degli anni '60.

Dopo un pugno di singoli all'insegna del "lo-fi" di Sebadoh e Guided By Voices, fra cui quello con Tidal Wave e (Elephant 6, 1993) e quello con Hypnotic Suggestion (SpinArt, 1995), poi raccolti sull'antologia Science Faire (SpinArt, 1997), il primo album Fun Trick Noisemaker (spinArt, 1995 - One Little Indian, 2008), li aveva laureati fra gli imitatori dei Beach Boys di Pet Sound e fra i revivalisti del sintetizzatore. Winter Must Be Cold e Glowworm seducevano all'insegna di un melodismo vellutato, onirico e spaziale. Lucky Charm e Dots 1-2-3 si spingevano al limite del bubblegum, mettendo gia` in luce le doti commerciali che li avrebbero resi famosi.

Ad emergere erano soprattutto le smaliziate doti di produttore di Robert Schneider, un piccolo Phil Spector del rock alternativo. Schneider formo` a Ruston, in Louisiana, la compagnia Elephant 6 con gli amici d'infanzia Will Hart e Jeff Mangum. Hart formo` gli Olivia Tremor Control e Mangum i Neutral Milk Hotel, gruppi altrettanto intriganti degli Apples In Stereo.

Per il secondo album, Tone Soul Evolution (SpinArt, 1997), il gruppo abbandona le velleita` sperimentali, sostituendo il sintetizzatore con un arsenale di strumenti acustici. Il McCartney della situazione e` John Hill, secondo cantante e chitarrista. Schneider e Hill compongono una dozzina di canzoni che sono all'altezza dei classici a cui si ispirano. Seems So funge da manifesto, impiegando un repertorio sofisticato di armonie vocali, ritornelli orecchiabili e tintinnii chitarristici per fondere folk-rock, surf e Merseybeat. Per What's The # vengono sfruttati la cadenza solenne e il piglio sbarazzino del bubblegum, per l'omaggio a Tin Pan Alley viene scomodato uno strimpellio country. I motivetti piu` innocenti vengono resi progressivamente piu` consistenti, sia un lento alla White Album dei Beatles, come About Your Fame, sia la fanfaretta a passo di jug di Shine A Light.
Il genio di Schneider trabocca da tutti i brani. We'll Come To Be riesce ad assorbire senza traumi persino controritmi e riff da garage, ogni sorta di eccentricita` canore. Get There Fine nasconde dietro i ritmi leggeri e il canticchiare impalpabile una struttura complessa e articolata che ne fa un piccolo gioiello di prestidigitazione sonora, ormai completamente emancipata dai modelli degli anni '60. Silvery Light Of A Dream ritorna alle atmosfere delicate dell'album precedente ma con grazia e malizia ben superiori.
Il singolo Man You Gotta Get Up compare solo sull'edizione in vinile dell'album.
Questo non e` soltanto un disco di arrangiamenti (alla brit-pop, per intenderci), ma anche un disco di grandi melodie. Troppo leggero per essere davvero un capolavoro che conta e si ricorda (stesso difetto del brit-pop), ha comunque tutti i pregi dell'artigianato pop "at his best".
Hilarie Sidney alla batteria e Eric Allen al basso completano la formazione.

Sidney e la cantante Lisa J hanno registrato un EP nel 1996 e un album, Secret Square (Elephant 6, 1997).

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Il nuovo EP degli Apples In Stereo, Her Wallpaper Reverie (Which, 1999), e` un altro spassionato tributo ai Beach Boys, anche se i titoli parafrasano i Beatles (She Looks Through The Empty Windows, Benefits Of Lying, Strawberryfire). In teoria si tratta di un mini-concept: le 8 canzoni e i 7 interludi strumentali seguono le vincende di una ragazza, Ruby, in un giorno di pioggia. In pratica e` soltanto un pretesto per tener desta l'attenzione del pubblico con canzoncine come Benefits Of Lying, dove piu` che altro resuscita lo spirito giocondo dei Turtles. The EP Her Wallpaper Reverie (Which, 1999) is yet another passionate homage to the Beach Boys, even if the titles paraphrase the Beatles (She Looks Through The Empty Windows, Benefits Of Lying, Strawberryfire). In theory, it is a mini-concept album: the 8 songs and the 7 instrumental interludes follow the misadventures of a girl, Ruby, on a rainy day. In practice, it is only a pretext to keep alive the attention of the audience with ditties like Benefits Of Lying, in which, more than anything else, it is the jovial spirit of the Turtles that triumphs.
(Translation by/ Tradotto da Alessandra DeAngelis)

Il talento melodico di Robert Schneider e' innegabile su The Discovery Of A World Inside The Moone (spinArt, 2000 - One Little Indian, 2008), ma sembra anche diventare sempre piu'stereotipato. Gli arrangiamenti elettronici sconfinano nel disco orchestrale del 1970, le trombe e i cori risuonano di funk e soul. Hilarie Sidney ha scritto due delle canzoni migliori. La band eccelle quando non da' l'idea degli Apples In Stereo (l' hit The Bird That You Can't See e' un rap alla Beck, What Happened Then e' un madrigale per flauto e sintetizzatori, e 20 Cases Running Over e' un motivetto psichedelico). Go e' l'hit radiofonico del momento.

Robert Schneider's melodic talent is undeniable, but it also sounds more and more stereotyped on The Discovery Of A World Inside The Moone (spinArt, 2000). The electronic arrangements border on 1970s orchestral disco, horns and choir echo funk and soul. Hilarie Sidney wrote two of the best songs. The band excels when it doesn't sound like Apples In Stereo (the hit The Bird That You Can't See is a Beck rap, What Happened Then is a madrigal for flute and synthesizer, and 20 Cases Running Over is a psychedelic ditty). Go is the radio-friendly hit du jour.
Continuing Apples In Stereo's slide into triviality, Velocity of Sound (Spinart, 2002) While slightly louder and faster (Please, Rainfall, Baroque), these songs are still bubblegum novelties for the sake of being bubblegum novelties. Like all jokes, it should have lasted only one song.

In the following years Schneider launched two new solo projects, Ulysses, that debuted with 010 (Eenie Meenie, 2004), an album of lo-fi pop recorded in his garage, and Marbles, documented on Expo (2005), an album of synth-pop performed on a laptop. Basically, Apples In Stereo was about the songwriting and the process; Ulysses was about the songwriting minus the process; and Marbles was about the process.

The double-disc New Magnetic Wonder (Yep Roc, 2007) marked a return to form of sort for Apples In Stereo (now a quintet with guitarist John Hill, bassist Eric Allen, keyboardist Bill Doss, drummer John Dufilho), given the fundamental predictability and mediocrity of any psychedelic-pop revival. The 14 songs are simply the best melodies and arrangements that Schneider could put together (notably Can You Feel It), while the ten intermezzos provide a bit of intellectual entertainment (notably the six brief parts of Beautiful Machine Parts).

Electronic Projects for Musicians (2008) collects rarities.

The concept Travellers In Space And Time (2010) perfected the slick sumptuous baroque electronic dance-pop style of the Electric Light Orchestra with a number of impeccable productions (Dream About The Future, Told You Once, CPU).

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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