Bardo Pond


(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Bufo Alvarius, 8/10
Big Laughing Jym, 5/10
Hash Jar Tempo: Well Oiled , 9/10
Amanita, 7/10
Lapsed, 7/10
Set And Setting, 6/10
Hash Jar Tempo: Under Glass, 8/10
Dilate , 5.5/10
On the Ellipse (2003), 5/10
Ticket Crystals (2006), 5.5/10
Batholith (2008), 4/10
Alasehir: Tormenting The Metals (2009) 5/10
Bardo Pond (2010), 5/10
Yntra (2012) , 5/10
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Towering over every other space-rock band of the era, Philadelphia-based Bardo Pond turned the acid-rock jam into a major art. Bufo Alvarius (1995) coined a new form of music built around supersonic drones. The average piece was a rainstorm of guitar distortions, strident turbulences and catastrophic drumming, halfway between MC5's heavy blues and Spacemen 3's shoegazing. It was the soundtrack of a cosmic trauma that still haunts the firmament. While no less brutal, Amanita (1996) revealed a spiritual element that harked back to both Popol Vuh's Hosianna Mantra and Pink Floyd's A Saucerful of Secrets; but nothing could be less religious than the apocalyptic chaos of Lapsed (1997). These albums were as musical as Einstein's relativity.

The members of Bardo Pond (guitarists John and Michael Gibbons, drummer Joe Culver, bassist Clint Takeda) also shone on two magnificent collaborations with guitarist Roy Montgomery, both credited to Hash Jar Tempo (110), Well Oiled (1997) and Under Glass (1999). The former, a seven-movement instrumental jam, is a cosmic hymn of monumental proportions, the psychedelic equivalent of a symphonic mass. Guitars compete for and concur to a universal "om", first running against each other, battling for the highest form of enlightenment, and then joining together in unison. The music emerges from spacetime warps, propelled by seismic rhythms, only to delve into deeper and deeper abysses, hypnotized by an unspeakable force. The second album was even more experimental, less dependent on guitars, and explicitly inspired by classical music. It alternated between glacial, imposing structures and chaotic noise collages, reconciling Wagner and Amon Duul, Verdi and Hawkwind, Bach and Red Crayola.


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Bardo Pond e` il progetto varato a Philadelphia dai fratelli chitarristi John e Michael Gibbons. I primi singoli, Trip Fuck (Drunken Fish, 1994) e Dragonfly (Compulsiv, 1995), erano ancora canzoni rock, ma marchiate a fuoco da uno stile chitarristico fortemente rumoroso e spaziale.

La loro arte di droni supersonici si sublima su Bufo Alvarius (Drunken Fish, 1995). Tanto il passo solenne e la pioggia a dirotto di distorsioni di Adhesive quanto la stridente turbolenza di Vent (nugoli di insetti extraterrestri) coniano, con il loro jamming confuso e ripetitivo, un'armonia che su scala microscopica e` ovviamente dissonante ma su scala macroscopica sembra lineare e melodica, un'armonia che su scala microscopica e` ovviamente dinamica (freneticamente dinamica) ma su scala macroscopica appare statica. Questi due strumentali da soli riassumono gran parte del pensiero dei Bardo Pond.
Nelle stesse fitte nebbie di accordi "sporchi" si perdono la cantilena bisbigliata in On A Side Street (un'ombra di shoegazer britannici), i riff piu` carnosi di Capillary River (da cui trapela l'influenza degli MC5), le scale sornione di Absence (in cui si palesa l'influenza dei Sonic Youth), talvolta con qualche solismo appena piu` pronunciato, talaltra con una parvenza di crescendo della batteria, ma per lo piu` rispettando la consegna di non allontanarsi mai troppo da dove sono cominciati, dall'allucinazione che funge da baricentro. Le tre coordinate del sound (Sonic Youth, MC5, shoegazer) finiscono per destabilizzare del tutto la canzone rock, lasciandole soltanto uno scheletro macilento di arrangiamento. Nel complesso gli excursus sterminati delle chitarre e il batterismo catastrofico di Joe Culver intonano un trionfale inno all'immanenza del suono.
L'album va in gloria con la mezz'ora dello strumentale Amen, che comincia con un loop di pedestri clagori metallici intrecciato ai riff pesantissimi delle chitarre e muta in maniera impercettibile in un delicato flusso di riverberi chitarristici, di rombi galattici di basso (Clint Takeda) e di gorgheggi di flauto (Isobel Sollenberger), assente del tutto la batteria.
Su questo disco compaiono ancora tracce di blues-rock devoluto alla Royal Trux (Back Porch e No Time To Waste), destinate a estingersi presto.

Le sette canzoni dell'EP Big Laughing Jym (Compulsiv, 1995) propongono un approccio piu` ambientale, alla Earth, ma soprattutto si avvalgono per la prima volta di una produzione professionale, che conferisce al sound tutta la potenza di cui il gruppo e` capace (in particolare la cadenza trascinante e i wah-wah assordanti di Dispersion e la muraglia di distorsioni di Hummingbird Mountain). Il tallone d'Achille del gruppo e` rappresentato dalle voci. Tanto la ragazza (su Chomp) quanto uno dei ragazzi (su Soaked) provano a sostituirsi alla marea degli strumenti e ad allestire psicodrammi ad alta tensione, ma il risultato e` difficile da digerire.

Soltanto l'autoindulgenza impedisce ad Amanita (Matador, 1996) di essere il capolavoro che e` alla portata del gruppo. La trance e` piu` massacrante che mai, l'intensita` quasi religiosa ma distorta in un maniera grottesca. I dieci minuti di Limerick sono l'equivalente della coda di Dark Star (Grateful Dead) piu` un'invocazione tibetana e un salmo di Hosianna Mantra (Popol Vuh). High Frequency e` una jam di space-rock alla Hawkwind. Il lento, massacrante crescendo di RM e` la quintessenza di tutte le jam chitarristiche della musica rock. Con loro quel genere viene spinto verso un vertiginoso abisso sonoro. Le chitarre si arrotolano sui loro riff senza neppure cercare la melodia e la batteria le insegue con un ritmo terribile. Forse anche per merito/colpa di una produzione approssimativa, che appiattisce gli arrangiamenti, Il disco e` brutale ed essenziale.
I brani cantati sono meno traumatizzanti. Sembra quasi di ascoltare un altro complesso nel blues-rock sincopato di Wank, per quanto riuscito, e nella ballata soul di Be A Fish, con sussulti hard-rock degni dei Nirvana, Il canto trova un suo ruolo acconcio soltanto fra gli accordi liquefatti e gli echi siderali di Tantric Porno e nella suspence psicotica dei primi Pink Floyd di Yellow Turban, Il disco (quasi un'ora e un quarto) costituisce pur sempre un monumento alla loro arte certosina di contrappunti fra chitarre.

Alla compilation Harmony of the Spheres (Drunken Fish, 1996) i Bardo Pond contribuiscono la suite Sangh Seriatim, un lento raga marziale solcato da barriti apocalittici di chitarra che si frantumano in luccichii stellari.

Well Oiled (Drunken Fish, 1997), accreditato agli Hash Jar Tempo, e` una collaborazione fra Roy Montgomery e i Bardo Pond, cosi` come il successivo Under Glass (Drunken Fish, 1999).

Dopo la prova apocalittica del singolo Tests For New Swords (Siltbreeze, 1997), esce l'album Lapsed (Matador, 1997). Il caos rimane la loro religione. Le assordanti tempeste cacofoniche a passo marziale di Tommy Gun Angel e di Green Man sono tipiche della loro psichedelia dell'eccesso sonoro. Il crescendo epico di Pick My Brain tenta di darle una struttura, una ragione, una trama. I riff da panzer di Flux sposano il loro deliquio ai deliri di Melvin e Earth. Straw Dog e` l'unico brano che continua la loro tradizione di blues-rock devoluto, alla Royal Trux, ed e` forse il piu` devoluto della loro carriera.
Aldrin e` la lunga suite di turno, diciassette minuti che cominciano con un fievole bisbiglio della cantante su un tappeto di accordi dissonanti e continuano con un ipnotico flusso di improvvisazioni chitarristiche sovrapposte e intrecciate, come in una Sister Ray dilatata e deformata.
Cio` che salva queste composizioni dall'apatia e` un fremito viscerale che tiene sempre acceso il vulcano da cui proviene il fumo.

The abstract paintings of Set And Setting (Matador, 1999) are becoming a little too abstract. This Time shows a purpose, but too many of these tracks simply drift aimlessly.

The leftovers of those sessions are collected on Slab 10-Inch (Three Lobed, 2000) . Off The Precipice is wilder and crazier than anything on the album.

Having established themselves as possibly the greatest living psychedelic band, and one of the greatest ever, Bardo Pond proceeded to undo their myth. The new album (72 minutes of it), Dilate (Matador, 2001), boasted all the eccentric and extreme inspiration of their least lucid moments, but seemed more interested in writing (traditional) songs that stand on their own merits. Sunrise unleashes a massive "acid" riff in the vein of stoner-rock and vaguely reminiscent of Donovan's Hurdy Gurdy Man.
Even the longer tracks dispense with the band's trademark chaos. The slow crescendo of the seven-minute instrumental shuffle Two Planes, the 12-minute Inside, that pits a gentle melody by the female vocals against a cosmic boogie by the instruments, sounds like Velvet Underground "lite". Aphasia is simply the more and more emphatic repetition of a simple waltz-like theme. The eleven-minute Ganges is the noisier track, but sounds like a mere catalog of the usual Bardo Pond arsenal of sounds. The central triptych, made of Favorite Uncle, Swig and Despite the Roar, are folkish pieces that favor acoustic ambience. At best, this song-oriented version of Bardo Pond drifts towards Galaxie 500's ethereal eden. But the band itself doesn't sound sure about the format to endorse. LB is typical of their confusion: it starts off as a supersonic jam a` la Hawkwind, then it turns into a heavy blues a` la Blue Cheer, then it mutates into a Led Zeppelin-ian rock'n'roll, all the time punctuated by Isobel Sollenberger's rather amateurish vocals.

On the Ellipse (All Tomorrow Parties, 2003) is in many ways the nadir of their career. Night of Frogs is an impressive showcase of psychological jamming, but overall this album is tamed and shy. Bardo Pond seems ashamed of the sonic potential and the emotional intensity of their live shows. JD, Test and Every Man experiment new ways, but in Bardo Pond's case "experiment" means "retreating".

4/23/03 (Three Lobed, 2004) documents an improvised session with Tom Carter of the Charalambides.

Cypher Documents I (3 Lobed, 2005) collects Bardo Pond rarities (including a 31-minute version of From The Sky).

Bog / Pushed Out Into The Sun (Three Lobed, 2005) is a split album with Detroit's band Buck Paco. Bardo Pond's half contains some of their most incendiary performances.

The double-cd anthology Selections: Volumes I-IV (All Tomorrow's Parties, 2005) collects rarities.

Archive 24 (aRCHIVE, 2006) is a live recording containing just two jams.

Sublimation (3 Lobed, 2006) collects pieces by side projects: 500MG, Dechemia (Isobel Sollenberger and John Gibbons) and Clint Takeda.

The highlights of Ticket Crystals (All Tomorrow's Parties, 2006) are the 18-minute FC II, one of their trademark hypnotic psychedelic journeys, and Montana Sacra II, that sounds as close to musique concrete as psychedelic rock ever got. Alas, the shorter and simpler songs exhibit the same fragile inconsistency of On the Ellipse.

Batholith (Three Lobed, 2008) and Peri (Three Lobed, 2009) collect rare and unreleased tracks.

Michael Gibbons' side-project 500MG was devoted to ambient psychedelia and psychedelic folk on Vertical Approach (Galactic Zoo Disk, 2004) and Apocatastisis (Three Lobed Recordings, 2007).

Bardo Pond's side-project Alasehir (the Gibbons) released the lengthy instrumentals of Sharing The Sacred (Important, 2006) and The Stone Sentinels (aRCHIVE, 2007).

Vapour Theories, another side-project by John and Michael Gibbons, applied the psychedelic treatment to the progressive folk guitar of John Fahey on Joint Chiefs (The Lotus Sound, 2006).

The double-disc LSD Pond (aRCHIVE, 2008) documented a jam between Bardo Pond and the Japanese band LSD-March.

Alasehir, that debuted with Tormenting The Metals (Important Records, 2009), was a collaboration of John and Michael Gibbons with drummer Jason Kourkouni.

John and Michael Gibbons' new-age side emerged on Monochord (Important Records, 2009), credited to Alumbrados.

Moon Phantoms (Important Records, 2009) was a collaboration with Suishou No Fune.

Gazing At Shilla (Important, 2009) collects two lengthy instrumental jams originally recorded between 2003-2006, Eight - Thousanders and Kali.

(Translation by/ Tradotto da Alessio Morrone)

Le pennellate astratte su Set And Setting (Matador, 1999) sono diventate un pò troppo astratte. This Time mostra uno scopo, ma troppe di queste tracce vanno alla deriva senza scopo. I resti di quelle sessioni sono raccolti su Slab 10-Inch (Three Lobed, 2000) . Off The Precipice è la traccia più selvaggia e folle di questo album.

Avendo dimostrato loro stessi di essere probabilmente la più grande band psichedelica vivente, ed una delle migliori di sempre, i Bardo Pond continuarono a distruggere il loro mito. Il nuovo album (di 72 minuti), Dilate (Matador, 2001), vantava tutta l’ispirazione eccentrica ed estrema dei loro piccoli momenti lucidi, ma sembrava più interessato nello scrivere (tradizionali) canzoni che rientra nei loro meriti. Sunrise liberava un massiccio riff "acido" nella vena dello stoner-rock e vagamente reminiscente di Hurdy Gurdy Man di Donovan. Anche le tracce più lunghe sono esenti dal caos che è il marchio di fabbrica della band. Il lento crescendo della variegata Two Planes, i 12 minuti di Inside, che contrappone una gentile melodia della cantante ad un boogie cosmico degli strumenti, suona come dei Velvet Underground "leggeri". Aphasia è semplicemente una ripetizione energica di un semplice motivo simil-valzer. Il pezzo di 11 munti Ganges è la traccia più noise, ma suona come un mero catalogo del solito arsenale sonoro dei Bardo Pond. Il trittico centrale, composto da Favorite UncleSwig e Despite the Roar, sono pezzi folk che donano atmosfere acustiche. Nella migliore delle ipotesi, questa versione canzone-orientata dei Bardo Pond ruota attorno all’eden etereo dei Galaxie 500. Ma la band stessa non è sicura su quale formato appoggiare. LB è tipica della loro confusione: inizia con una jam supersonica alla Hawkwind, dopo vira in un heavy blues alla Blue Cheer, dopo si trasforma in un rock’n’roll  Led Zeppelin-iano, accentuato tutto il tempo dal cantato alquanto dilettantistico di Isobel Sollenberger.

On the Ellipse (All Tomorrow Parties, 2003) è per molti versi il punto più basso della loro carriera. Night of Frogs è un’emozionante vetrina di jamming psicologici, ma complessivamente questo album è timido ed addomesticato. Sembra che i Bardo Pond abbiano vergogna del potenziale sonico e dell’intensità emozionale dei loro show dal vivo. JDTest e Every Man sperimentano nuove strade, ma nel caso dei Bardo Pond “esperimento” significa “retrocedere”.

4/23/03 (Three Lobed, 2004) documenta una sessione improvvisata con Tom Carter dei Charalambides.

Cypher Documents I (3 Lobed, 2005) raccoglie rarità dei Bardo Pond (inclusa una versione da 31 minuti di From The Sky).

Bog / Pushed Out Into The Sun (Three Lobed, 2005) è uno split album con I Buck Paco, una band di Detroit. La metà dei Bardo contiene alcune delle loro performance più incendiarie.L’antologia in doppio cd Selections: Volumes I-IV(All Tomorrow's Parties, 2005) contiene rarità.Archive 24 (aRCHIVE, 2006) è un disco dal vivo e contiene 2 jam.Sublimation (3 Lobed, 2006) è una raccolta di pezzi dei side-project: 500MG, Dechemia (Isobel Sollenberger e John Gibbons) e Clint Takeda.

In Ticket Crystals (All Tomorrow's Parties, 2006) risaltano i 18 minuti di FC II, uno dei viaggi psichedelici che sono il loro marchio di fabbrica, e Montana Sacra II, che suona più vicino alla musica concreta che al rock psichedelico. Alas, la canzone più corta e semplice, mostra la stessa fragilità inconsistente di On the Ellipse.Batholith (Three Lobed, 2008) e Peri (Three Lobed, 2009) contengono tracce rare e inedite.

Il side-project di Michael Gibbons, 500MG,  era devoto alla psichedelia ambient e al folk psichedelico su Vertical Approach (Galactic Zoo Disk, 2004) e Apocatastisis (Three Lobed Recordings, 2007).Il side-project dei Bardo Pond, Alasehir (composto dai Gibbons), pubblicò le lunghe strumentali di Sharing The Sacred (Important, 2006) e The Stone Sentinels (aRCHIVE, 2007). Vapour Theories, un altro side-project di John e Michael Gibbons, applicava il trattamento psichedelico alla chitarra progressive folk di John Fahey su Joint Chiefs (The Lotus Sound, 2006).Il doppio disco LSD Pond (aRCHIVE, 2008) documenta una jam tra i Bardo Pond e la band giapponese degli LSD-March.Gli Alasehir, che debuttarono con Tormenting The Metals (Important Records, 2009), era una collaborazione di John e Michael Gibbons con il batterista Jason Kourkouni.Il lato new-age di John e Michael Gibbons emerse su Monochord (Important Records, 2009), accreditato agli Alumbrados.Moon Phantoms (Important Records, 2009) è una colaborazione con Suishou No Fune.Gazing At Shilla (Important, 2009) contiene due lunghe jam strumentali originariamente registrate tra il 2003 ed il 2006, Eight - Thousanders e Kali.

Bardo Pond (2010) is a good display of both what they do best (the avalanche-like 13-minute The Stars Behind) and not so well (the self-indulgent 21-minute Undone). Don't Know About You and Cracker Wrist show their dexterity at recycling patterns that they have played a thousand times. The album lasts 70 minutes but most of it could have been pared down to a few minutes by removing repetition and imitation (sometimes self-imitation).

A split with Carlton Melton (Agitated, 2011) contains one of their best freak-outs, Fallen.

Three improvised jams surfaced on Yntra (Latitudes, 2012), notably the 21-minute A Crossing.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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