Beat Happening
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

Self-titled , 6.5/10
Jamboree , 6/10
Black Candy , 5/10
Dreamy , 5/10
You Turn Me On , 6/10
Halo Benders: God Don't Make No Junk , 6.5/10
Halo Benders: Don't Tell Me Now , 5/10
Halo Benders: The Rebel's Not In , 5/10
Echoes From The Scene Control Room , 6/10
Dub Narcotic Sound System: Boot Party , 5/10
Dub Narcotic Sound System: Out Of Your Mind , 5/10
Dub Narcotic Sound System: Sideways Soul , 5/10
Dub Narcotic Sound System: Degeneration Introduction (2003), 5/10
Calvin Johnson: What Was Me , 5/10
D+
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I Beat Happening sono il principale veicolo d'espressione per Calvin Johnson, una piccola istituzione del rock indipendente e lo-fi degli anni '80. L'uomo che ha cantato versi come "The best part of sex is walking home hand in hand" e` innanzitutto un'istituzione morale dei college Americani.

Calvin Johnson formo` nel 1983 a Olympia, nei pressi di Seattle, un trio con la batterista Heather Lewis, intitolato Laura. Con l'ingresso del chitarrista Bret Lunsford e la dipartita del terzo membro, nacquero i Beat Happening. Inizialmente il terzetto batteva soltanto i caffe` locali, mescolandosi alla folla di musicisti di strada. Come le UT e pochi altri gruppi negli annali del rock, i tre membri si alternavano ai vari strumenti e al canto. I primi due anni di vita sono documentati soltanto da nastri auto-prodotti.

Il primo nastro, Beat Happening (K, 1984), venne registrato in casa nel novembre del 1983. E` un esercizio di folk minimale i cui numeri (in particolare la filastrocca di Fourteen e la ballata farsescamente noir di I Spy) non superano i due minuti, sono centrati attorno a una melodia fiabesca ed eseguiti con mezzi di fortuna. E` un incrocio fra Kevin Ayers e David Peel. Lewis vivacizza l'atmosfera con Down At The Sea, un ritornello elementare e spartano alla Jonathan Richman.

Un netto progresso venne segnato dal secondo nastro, registrato due settimane dopo con un minimo di accuratezza in piu`. Contiene un'altra filastrocca infantile, Our Secret, destinata a rimanere la loro sigla. Lewis canta What's Important, sulla stessa falsariga, appena piu` pimpante. E` un festival del primitivo e dell'approssimativo: la batteria e` poco piu` di una grancassa, la chitarra strimpella in modo meno che amatoriale. Cio` nonostante il voodoobilly di I Love You riesce a creare un'atmosfera ipnoticamente ossessiva.

Il terzo nastro fabbricato in proprio, Three Tea Breakfast (K, 1984), registrato a Tokyo nella primavera del 1984 in condizioni disastrose, contiene un'altra ballata di folk surreale cantanta da Lewis, In My Memory, la cantilena Honey Pot, che Johnson esegue da solo accompagnandosi con il battito delle mani, e persino un numero alla Velvet Underground, Don't Mix The Colors, ma sempre nell'ottica di un arrangiamento sotterraneo, superficiale, insignificante. E` il massimo del primitivismo, del riduzionismo, ma al tempo stesso proprio l'estrema poverta` del progetto consente di esaltare il talento melodico del trio.

Il primo album, Beat Happening (K Records, 1985) raccoglie registrazioni di diversi periodi. La produzione e` comunque migliorata, ma rimane l'assunto di partenza, di far musica con il minimo sforzo possibile, puntando tutto sul canto. I brani continuano ad essere miniature, frammenti, provini. Johnson dilaga nel grottesco e trascinante voodoobilly di Bad Seeds, forse il loro capolavoro e mette in mostra il suo baritono reboante nella nenia indianeggiante di Look Around e nel pop latineggiante di Let's Kiss. Lewis incanta nel suo registro piano con un'altra fiaba, Foggy Eyes, danza leggiadra e bambina in 1,2,3, ma affronta anche temi piu` rock in Run Down The Stairs. Rispetto ai nastri che l'hanno preceduto questo disco non introduce in realta` nessuna novita`: e` ancora una musica di tre accordi, suonata in 4/4.

Queste registrazioni, cassette e dischi, verranno raccolte su 1983-85 (K, 1990).

Passano tre anni prima che il gruppo trovi la forza di pubblicare un altro album.

Jamboree (K, 1988) propone una nuova razione di ninnananne per psicopatici. A dominare sono Bewitched e soprattutto Hangman, ovvero i Cramps rallentati e privati di qualsiasi emozione (humour, horror o altro che sia), modulati peraltro con inflessioni beat in Crashing Through e accentuati con distorsioni e cadenze da garage-rock in Midnight A Go-Go. Il registro monotono di Johnson, che appiattisce la melodia fin quasi ad annullarla, ben si presta per condurre ballate semi-country contrassegnate da ritmi pow-wow e da un tono solenne (Drive Car Girl, Indian Summer, destinata a rimanere la loro canzone piu` celebre).
The This Man Boyfriend Club, cantata a cappella in un frastuono casuale di distorsioni, segna invece un ritorno al primitivismo piu` nudo. Il gioiello di Lewis (che nel gruppo sembra condurre una carriera a parte, improntata a una musica piu` umana e calorosa di quella ascetica di Johnson) e` questa volta In Between. Nel complesso l'album conferma soltanto cio` che nastri e dischi precedenti avevano anticipato: un sound scarno, avaro di emozioni, volutamente tenue, fondamentalmente ambiguo.

Un netto calo di qualita` caratterizza il successivo Black Candy (K Records, 1989), del quale si salvano soltanto il Pajama Party In A Haunted Hive e la title-track (alla Cramps), Cast A Shadow e Ponytail (i due brani piu` pop). Knick Knack e` l'unico brano cantato dalla batterista. Il disco rimette in discussione l'arte dei Beat Happening, che per alcuni sarebbe un colossale bluff.

La delusione raddoppia con Dreamy (SubPop, 1991), album ancora arido e banale, benche' vanti del materiale migliore: mentre Johnson sfoga di nuovo le sue libidini "crampsiane" in Nancy Sin, Lewis pennella ballate variegate e personali come Left Behind, Fortune Cookie Prize, Collide. Hot Chocolate Boy e Cry For A Shadow sono numeri di revival, divertenti ma non particolarmente geniali. Il garage-rock Revolution Come And Gone e` il piatto forte dell'opera, ma non giustifica la fama dei Beat Happening nei college.

Preceduto dal singolo Sea Hunt, invece, You Turn Me On (K, 1992) abbandona del tutto il riduzionismo e centra l'obiettivo con un sound che e` sempre debitore dei Cramps (Pinebox Derby, la title-track), ma al tempo stesso pende verso il raga minimalista dei Velvet Underground (la lunga Tiger Trap) e concede piu` respiro alle composizioni dal sapore "domestico" di Lewis (Noise e Sleepyhead). Johnson, nel suo registro bassissimo, pennella una canzoncina surreale come Teenage Caveman e un garage-rock delle fogne come You Turn Me On. La sua voce e` diventata una delle piu` celebri del rock alternativo. I nove minuti di God Send, un rosario recitato da Lewis sullo strimpellio dissonante di Johnson, infrangono il tetto dei due minuti nello stesso modo in cui si perde la verginita`.

Calvin Johnson, aiutato da musicisti locali (compresi Steve Fisk e Doug Martsch), ha registrato anche l'album God Don't Make No Junk (K, 1994) a nome Halo Benders. Johnson si sforza di ricamare atmosfere delicate nelle varie Will Work For Food (il Neil Young desolato e marziale di Harvest) e Snowfall (quasi un omaggio al pop degli anni '50) del disco, ma meglio gli riescono una comica Don't Touch My Bikini, un epico anthem da garage-rock, Freedom Ride, che sposa la verve debosciata dei 13th Floor Elevator con il tono fatale Stan Ridgway, e una surreale Big Rock Candy Mountain che fonde il battito di Sister Ray, il crooning macabro di Jim Morrison, l'organo tisico di Fisk, e il twang di Duane Eddy. Proprio i brani che piu` si discostano dal suo stile normale. Rumorini elettronici e distorsioni vivacizzano le code dei brani. Cio` che guasta il disco, come al solito, e` il baritono insopportabile di Johnson.

Beat Happening was the trio led by Calvin Johnson, a living institution of the Olympia scene. The minimal, handicapped folk music of Beat Happening (1985) and Jamboree (1988) encouraged hundreds of kids around the country to play primitive rock music, no matter how inept the musicians. Johnson launched more musical ventures. He recorded Halo Benders' God Don't Make No Junk (1994) with Pell Mell's keyboardist Steve Fisk and and Built To Spill's guitarist Doug Martsch. And Dub Narcotic Sound System, inaugurated with the instrumental album Echoes From The Scene Control Room (1995), was Calvin Johnson's application of dub's creative process to rock music, although the results sounded more like the Contortions performing Memphis soul of the 1960s.
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Don't Tell Me Now (K, 1996), the second disc credited to the Halo Benders, again shows a more "musical" side of Calvin, although Halo Bender, Phantom Power and Mercury Blues, the emotional highlights, are far from the creative estrus of the first Halo Benders album.

Halo Benders complete the downfall with The Rebel's Not In (K, 1998), whose poppy Bury Me and Virginia Reel Around the Fountain are as alternative as Mariah Carey. The ballad Love Travels Faster shows at least a little emotion.

Dub Narcotic Sound System is Calvin Johnson's application of the dub creative process to rock music, although often the results sound like the Contortions performing Memphis soul of the 1960s. The project started in 1994 with a string of simple tunes like Dub Narcotic (K, 1994), Bite, Fuck Shit Up and Booty Run Up, followed by the EPs Hands On The Dial (Punk In My Vitamins, 1994) and Ridin' Shotgun (K, 1994), and then crowned by the single Industrial Breakdown (K, 1995), that also includes The Beat From 20,000 Fathoms. The instrumental album Echoes From The Scene Control Room (K, 1995) better explains the concept behind the project: wedding the minimalistic approach of lo-fi rock with the minimalistic approach of early dub experimenters. Calvin would resume the experiment years later on Degeneration Introduction (K, 2003), that features more danceable tunes such as Sounds Narcotic.

Boot Party (K, 1996), in a sense, is completely different from the singles. The dub and funk influences are stronger (especially in the instrumental Bunny Echo), but mostly the band "rocks", thanks to garage-rock rave-ups like Monkey Hips And Rice, Shake A Puddin' and Boot Party. It is indeed music for parties. The significant exception is Ship To Shore, a classy, soulful tune.

Beat Happening's guitarist Bret Lunsford, who left Beat Happening in 1989, formed D+ which released D+ (K, 1997) and Dandelion Seeds (K, 1998), both sticking to Beat Happening "lo-fi" dogma.

The EP Bone Dry (K, 1997) returns to a Memphis soul crossed with James Brown funk kidn of style.

Out Of Your Mind (K, 1998) is soaked in dub and funk, and at least Out Of Your Mind and Oslo Calling stand out as a new form of crossover.

The same is not true of Sideways Soul (K, 1999), a collaboration with the Jon Spencer Blues Explosion. Johnson's terrible vocals marr Spencer's jams.

Crashing Through (K, 2002) is a 7-CD box-set that includes all the albums plus Music To Climb The Apple Tree By, an anthology of all the singles, EPs and compilation tracks, and an anthology of rarities.

Calvin Johnson's solo album, What Was Me (K, 2002), is a spartana blues album. Its follow-up, Before the Dream Faded (K, 2006), is more eccentric and less bluesy.

Sons of the Soil (2007) reworks some of Johnson's past songs with a new band of veteran musicians.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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