Bewitched
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Brain Eraser , 7.5/10
Harshing My Mellow , 6.5/10
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Esperienza fra le piu` radicali della New York "negativa", Bewitched ha dato ai Sonic Youth e a tutti gli altri gruppi del "giro" due storiche lezioni su cosa sia l'avanguardia nella musica rock, su come il rumore possa essere integrato con massimo effetto in una struttura pop, su come ritmo e distorsione possano da soli dare vita a composizioni di grande respiro.

I Bewitched nacquero come supergruppo della New York alternativa degli anni '80. L'idea venne al batterista Bob Bert (Pussy Galore, Sonic Youth, Action Swinger) che mise assieme la cantante Susanne Sasic, il chitarrista Dave Rick (Yo La Tengo, Phantom Tollbooth, poi Bongwater e King Missile) e il trombettista Marc Cunningham (ex Mars). L'unica registrazione di questa formazione fu il singolo Chocolate Frenzy (Shove, 1986). Poi Bert, preso da altre vicende, abbadono` il progetto.

Bert resuscito` l'idea anni dopo, ma con una formazione completamente diversa e assai meno blasonata: Jim Fu alla chitarra, Chris Ward al basso e il disc jockey David Cream Of Wheat ai giradischi. L'album Brain Eraser (N. 6, 1990) si pone a cavallo fra la new wave (Modern Lovers, Chrome), la no wave (Sonic Youth) e la musica "industriale" (Ministry). La cadenza trascinante, la chitarra distorta, il canto decadente di Neon Angel sono quelli della prima new wave, ma un'improvvisa frattura ritmica mette in pista una ballata robotica che non appartiene piu` a nessun mondo conosciuto. Cosi` il marziale pow-wow di Mold, con il ritmo piu` poderoso del disco (e uno dei piu` poderosi di sempre, doppiato da colpi di gong). Cosi` Crank Call, in una tempesta di distorsioni, con il campionamento di un cane e le percussioni che indulgono in tribalismi sinistri. Cosi` Skunk Hole Town, una filastrocca da bambini devastata da un riverbero metallico e da turbolenze percussive.
Ma il disco e` in realta` un'opera soprattutto strumentale, piu` che cantata. Sono gli impasti armonici, le combinazioni di timbri, le trovate d'effetto e le digressioni, a fare la musica. Ed e` in questo versante che esplodono gli inferni alla Chrome, i violentissimi tornado di distorsioni chitarristiche e di elettronica come Sky Skag, condotti da Bert a ritmo supersonico e farciti con una bolgia di cacofonie stridenti. Lo stesso pauroso programma riprende in Chuck's Got A Big One, altra carica travolgente con la chitarra scatenata in un raga incendiario e le percussioni e l'elettronica che imitano il crescendo di A Saucerful Of Secrets (Pink Floyd). La piu` astratta e "lisergica" di tutte e` Drain, una funerea marcia che procede nel vortice cosmico-psichedelico di una solenne melodia distorta della chitarra.
Sono mini-concerti "concreti", post-psichedelici, "industriali", per stati estremi della mente, che non esitano ad impiegare ronzii, tonfi, sibili, clangori in vortici di folate elettroniche.
Varianti sul brano strumentale sono le due composizioni che "giocano" con il sampling di voci: I Dunno What To Do e` un raga caotico e pantagruelico, lanciato in uno dei loro crescendo apocalittici su un selvaggio accavallarsi di conversazioni telefoniche e di segnali telefonici; 2 Shots usa un sampling di urlo, iterato come uno strumento minimalista, di nuovo su una cadenza tribale, da "voodoobilly".
Il "grind" chitarristico, il martellante suono metallico della batteria, il "sampling" stordente alzano la soglia del rumore nel pop moderno e ridefiniscono il concetto di parte strumentale. Se la chitarra e` quella che produce piu` rumore, sfornando una conoscenza enciclopedica di tutti i trucchi escogitati in trent'anni di rock chitarristico da Hendrix a Creed, e` in realta` la batteria l'elemento piu` innovativo: e` il ritmo a definire questi brani, piu` che la linea melodica (spesso assente) o l'arrangiamento (tutto uguale); e` la batteria a condurre, a "dirigere", l'improvvisazione; sono i suoi continui cambiamenti di percorso, e in particolare le sue fratture sismiche, a vivacizzare le scorribande del power-trio.

Harshing My Mellow (N. 6, 1991) e` un album piu` moderno, anche se forse meno originale. Rap, cadenza "industriale" e riff di heavymetal permeano No 1 e le sue varianti: 409 (la cadenza piu` lenta e il riff piu` brutale, e si ode anche una sirena), Mr Harvey Crow (intermittenza metallurgica, testo sarcastico, andatura da musichall), Beaver Clown (il "grind" piu` efferato, il canto filtrato, la rhythm-box spigolosa). Batteria, basso e chitarra battono all'unisono (ma ciascuno a suo modo) il ritmo indiavolato del voodoobilly Broken Forest, la cui variante comica e` Stereo Nag.
Il secondo disco, insomma, focalizza l'arte dei Bewitched su due forme basilari, riducendo di un ordine di grandezza la loro creativita`. Fuori da quegli angusti confini si muovono soltanto Pineapples, una ballata decadente alla Bowie in cui gli incalzanti poliritmi meccanici sono accoppiati a tribalismi primitivi e il rumore della chitarra e` asservito alla melodia, e soprattutto Rocket City, un rock and roll demenziale alla Ramones che alla fine vince la partita.

L'ultimo segnale pervenuto da Bert e` il mezzo singolo Makin' Out With Satan (Helter Skelter).

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