Brick Layer Cake
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Tragedy-Tragedy , 6.5/10
Whatchamacallit , 6/10
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I Brick Layer Cake sono il progetto del batterista Todd Trainer, un veterano del rock d'avanguardia di Chicago che aveva gia` militaro nei Breaking Circus, saltuariamente nei Flour, e sara` poi nei Rifle Sport e negli Shellac.

Il primo EP, Eye For An Eye (Ruthless, 1990), e` in realta` suonato soltanto da lui. I cantici surreali di questo disco tradiscono la forte influenza di Syd Barrett (Happy Hour), ma con una forte dose di pathos autobiografico (Winter Park).

Il tema della sua musica diventa piu` chiaro con il deprimente secondo EP, Call It A Day (Touch And Go, 1992). Ad aiutarlo ci sono Gerard Boissy, che era anche nell'ultima formazione dei Rifle Sport, e il produttore Brian Paulson. My Bloody Valentine e Dinosaur Jr gli ispirano lunghi deliri da drogato come Sitting Pretty, ma Trainer sa fare di piu`, riuscendo a secernere nevrosi e paura da una ballata per sola chitarra come Kiss Of Death Killer e sfumando il disco nell'atmosfera da incubo di Execution, suonata al ralenti`, stracolma di angoscia. Trainer si impone fra i maestri della nuova psichedelia americana con un formato che di fatto e` una ballad psichedelica orrendamente deformata. Ma questa volta il formato e` davvero quello della ballad, con tanto di storie (commoventi e raccapriccianti) e di melodia.

Questo stile sub-emotivo e subconscio, che narra di devastazione morale con il tono di un eroinomane all'ultimo spasimo, e` ancor piu` agghiacciante sull'album Tragedy-Tragedy (Touch & Go, 1994). Il sound procede per pulsazioni lente e distorsioni stordenti, ma non e` mai languido e mai anemico; come se nel pop letargico dei Codeine fosse stato iniettato il gene del "doom metal" (Christ e Cold Day In Hell le stazioni della passione di Trainer) o come se un boogie sudista fosse stato rallentato dentro una visione eroinomane (Gone Today). Il baritono perverso di Trainer vaneggia su queste lunghe e sinuose volute di accordi aspri, abbassandosi di tono fino al puro bisbiglio di Reach Me Now, con i colpi ipnotici della batteria quasi sempre in primo piano e un chiasso chitarristico di sottofondo che lambisce il caos (Thirteenth Drink).

Ossessionato dal tema della morte, sia a livello individuale (iper-realisticamente collegata alle due pesti della sua epoca, droga e AIDS) sia a livello globale (in una sorta di apocalisse cristiana), Trainer e` a suo modo un poeta tragico come Nick Cave, ma affogato nelle armonie sgretolate del post-rock.

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(Translation by/ Tradotto da xxx)

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Trainer played all instruments on Brick Layer Cake's second full-length, Whatchamacallit (Touch & Go, 2002). The album is a dark and nightmarish descent into his personal hell. The spoken-word porno-raving of Stars is oddly reminiscent of the "Rocky Horror Picture Show" and of Patti Smith's mad crescendos. A similar, disturbing soliloquy occurs in the title-track. A Black Sabbath-ian riff echoes in the background of Softie, as he as mental processes come to a standstill and Trainer seems drifting into a heroin overdose. The same, "stoned" paralysis deflates The Wedding.
The protagonist is torn between evil and good, between extreme decadence and noble salvation. The demonic element pervades the sick hypnosis of What's Her Face, while the sorrowful, damned tone of Heaven To The Oven that closes the album sounds like a desperate attempt to get hold of himself.
In Once Upon A Skin the guitar takes over the melodic/guiding role that the voice refuses to fill and its Hendrix-ian evolutions paint a picture of sheer neurosis. It is the most "musical" moment of the album.
Powerful and scary, Brick Layer Cake's music is music for the lonely psycho as he grapples with his suicidal tendencies.
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