Calexico
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Spoke, 6.5/10
The Black Light , 8/10
Hot Rail, 7/10
Even My Sure Things Fall Through , 6/10
Feast of Wire, 7/10
Garden Ruin (2006), 5/10
Carried To Dust (2008), 6/10
Links:

Calexico, which was Giant Sand's rhythm section of bassist Joey Burns and drummer John Convertino, coined one of the most distinctive and traditional styles of the era. The languid, introspective and touching mood of The Black Light (1998) relied on humble but eccentric orchestration and a hallucinated, oneiric take on mariachi music and Ennio Morricone's soundtracks. Austere but friendly, they sounded like the equivalent of the Penguin Cafe` Orchestra for the Arizona desert. With Hot Rail (2000), Calexico opted for a more intimate form of expression, for a stylish, somber, bleak ballad that is often drenched in psychedelic reverbs and accented by jazz instruments. Feast of Wire (2003) was, instead, an album of mariachi-infested film-noir gloom.
If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me.
Scroll down for recent reviews in english.
La storia dei Calexico comincia con un disco uscito sia come Peel/Pulp (Haus Musik, 1996), accreditato agli Spoke, sia come Spoke (Quarterstick, 1997), accreditato ai Calexico, che ridisegnava le rotte del moderno roots-rock proponendo un improbabile ponte fra la generazione romantica di Duan Eddy e quella nichilista dei Palace Brothers.

Dietro questi trasformismi si cela la sezione ritmica di Joey Burns (basso) e John Convertino (percussioni), che da sei anni accompagnano Howe Gelb nei Giant Sand, e che collaborano con Friends Of Dean Martinez e soprattutto con Lisa Germano. Qui si alternano anche alla chitarra e alla fisarmonica. Dallo "slo-core" di Low Expectations e dello strumentale Paper Route al folk paesano, che rimescola alla rinfusa Messico ed Europa, di Mazurra, Spokes e Wash, dal lamento alla Dylan di Point Vicente alle ballate commosse e marziali di Sanchez e Removed, l'epopea del duo rispetta i canoni del rock del deserto, carico di sole e di tempo. Il primitivismo sornione dei Giant Sand si riconosce in ballate saltellanti come Slag e Glimpse. Un vibrante strumentale surf, Scout, fa breccia nella coltre di torpore. Il finale e` invece metafisico: due minuti di percussioni giapponesi (Hitch) e poi la visione solare dello strumentale Stinging Nettle, con tanto di violoncello. Di loro erano anche usciti il singolo con Spark (Wabana), un country alla Palace Brothers, e Ride, uno spaghetti western con twang alla Duan Eddy, e il singolo Lost In Space (All City).

L'ouverture del secondo album dei Calexico, The Black Light (Touch And Go, 1998), e` affidata al languido strumentale di Gypsy's Curse, intriso di umori francesi e mitteleuropei, orchestrato per twang di chitarra, fisarmonica, violino e violoncello, che continua la vena felice del primo disco, anche quello marchiato a fuoco da due o tre partiture strumentali d'alto calibro. Fake Fur fa anche meglio, con un ritmo di percussioni caraibiche su cui il contrabbasso ricama figure di rumba e la chitarra mormora in sordina come uno scacciapensieri.
Il vizietto del primo disco si e` insomma trasformato in stile d'autore. Il resto del disco e` disseminato di brevi intermezzi strumentali, che, a ben guardare, costituiscono la polpa, non la scorza: il madrigale classicheggiante per vibrafono e violoncello di Where Water Flows, la polka ubriaca per fisarmonica, violoncello e grancassa da circo di Sideshow, la fanfara cubana notturna di Chach, condotta dalla tromba mariachi di Rigo Pedroza, l'Old Man Waltz pianto sugli accordi piu` patetici della fisarmonica. Over Your Shoulder torna finalmente sui propri passi e imbraccia la cadenza country del primo Neil Young e del Bob Dylan di Desire.
Non sono soltanto scherzi d'autore, sono anzi spesso capolavori di introspezione. Per esempio, la melodia epica e struggente di Minas De Cobre, scandita a ritmo di flamenco, nasconde un duetto metafisico di tromba e violino. Il disco sconfina nella musica d'avanguardia con l'ultimo brano, Frontera, che comunque si chiude sulle note di una fanfara festosa (che non potrebbe contrastare maggiormente con l'umore degli altri brani). Sono episodi di una prode incursione nelle maglie della musica seria, diretti ed eseguiti in tono austero e compassato da un ensemble da camera sui generis, da una Penguin Cafe` Orchestra del deserto dell'Arizona. Sono spartiti apocrifi di un compositore classico del nostro tempo che ha passato troppe serate al night club. Al tempo stesso sono monologhi e dialoghi filosofici, uno contro l'altro, sempre a rincorrere un senso che travalichi la musica.
Le canzoni sono orchestrate in maniera altrettanto suggestiva. Semplicemente devono tener conto anche del canto e lo fanno nel modo piu` eccentrico possibile. L'unica volta che il duo cesella una ballata come ce la si aspetta, meta` Walkabouts e meta` Giant Sand, ovvero The Ride, si ascolta un'aria da musical di Broadway infarcita di riferimenti mediterranei, balcani e peruviani con un ponte strumentale di vibrafono e timpani. Tutta di sbieco invece The Black Light, canticchiata sotto voce nel registro piu` sibillino di Lou Reed e accompagnata da accordi sparuti di chitarra e da un battito casuale di batteria. E da li` prende l'abbrivo il lento esistenziale di Missing, una scintillante melodia resa con una tenera malinconia al confine fra Donovan e Palace Brothers. La penombra non si dirada neppure quando si piomba di nuovo in una balera cubana, in Stray, con la tromba sempre piu` sconsolata. La fiaba di Trigger fa tesoro di quel cumulo di sonorita` spagnole, peruviane e cosa non altro. Le canzoni si snodano insomma come carillon, quasi meccaniche nella loro melodiosita`, ma indebolite dai rintocchi funerei degli strumenti.
Disco pertanto perfetto, tanto sotto l'aspetto melodico quanto sotto quello armonico, tanto atmosferico quanto struggente, tanto sperimentale quanto classico.

Calexico's third album, Hot Rail (Quarterstick, 2000), opens with a horn-driven mariachi instrumental novelty (El Picador), then flies away on Burns' Ballad Of Cable Hogue, inspired by the calm epics of spaghetti-western movies but drenched in psychedelic reverbs and accented by accordion and horns. Fade, one of their longest compositions ever at over seven minutes, is a breezy whisper over a hypnotic, suspenseful cool-jazz jamming (Isotope 217's Rob Mazurek on cornet), as if Tim Buckley fronted Miles Davis' quintet. Burns' languid ballad Service And Repair best summarizes the quiet mood of the album and the cosmic spaghetti-western soundtrack of Sonic Wind best embodies the new aesthetics. Gone are the cinematic soundscapes inspired by the desert (and the few surviving examples display an ambient, even funereal quality, as in Untitled III and Mid-Town). Calexico have opted for a more intimate form of expression, for a stylish, somber, bleak ballad that draws from both psychedelic and ambient music. Their country roots are complemented by a tinge of mariachi Appropriately, the album closing tracks are another energetic mariachi dance (Tres Avisos) and a solemn, eastern-flavored, quasi new age chamber piece (Hot Rail, that again recalls Tim Buckley's dreamiest scores). The duo seems torn between a philosophical soul and a populist soul, and the former is slowly taking over. This is their less eccentric work and their most serious. Calexico is leaving rock music and approaching classical music. (Translation by/ Tradotto da Walter Consonni) Il terzo album dei Calexico, Hot Rail (Quarterstick, 2000), si apre con un originale strumentale da mariachi condotto dai corni (El Picador), per passare poi alla Ballad Of Cable Hogue composta da Burns ed ispirata dalle tranquille atmosfere degli spaghetti-western e tuttavia imbevuta di risonanze psichedeliche ed accentata da fisarmonica e corni. Fade, una delle loro più lunghe composizioni da sempre con i suoi sette minuti abbondanti, è un sussurro brioso su un'improvvisazione cool-jazz ipnotica e carica di suspense (Rob Mazurek alla cornetta), come se Tim Buckley avesse guidato il quintetto di Miles Davis. La languida ballata di Burns Service And Repair riassume al meglio l'umore pacato dell'album. Sono spariti i paesaggi sonori cinematografici ispirati dal deserto (ed i pochi esempi sopravvissuti presentano caratteristiche ambient, addirittura funeree, come in Untitled III e Mid-Town). I Calexico hanno optato per una forma di espressione più intima, per la ballata elegante, malinconica e scarna apparentata tanto alla psichedelia quanto alla musica ambient. Le loro radici country sono integrate da una sfumatura di musica da mariachi. In maniera appropriata, i brani che chiudono l'album sono un'altra energica danza da mariachi (Tres Avisos) ed un pezzo da camera dai sapori orientali, solenne e quasi new age (Hot Rail, che ricorda ancora le partiture più sognanti di Tim Buckley). Il duo sembra essere lacerato tra un'anima filosofica ed un'anima populista, e la prima sta lentamente prendendo il sopravvento. Questa è la loro opera meno eccentrica e contemporaneamente la più seria. I Calexico stanno abbandonando il rock per approdare alla musica classica.
Even My Sure Things Fall Through (Touch & Go, 2001) is a strange kind of mini-album that offers eight rare and unreleased tracks plus three videos. The songs are a marvel of sophistication. It hardly sounds like the old Calexico. Their sound is approaching the smooth, polished, crystalline transparency of acoustic fusion ensembles. Trumpet and vibes give the remix of Sonic Wind a jazz feeling that bossanova steps reinforce. Hard Hat is an ambiente/concrete remix of Hot Rail with samples of gongs, guitars and radio voices. Crystal Frontier is a high-caliber tex-mex novelty, replete with festive horns fanfare, feverish string section, and even dub-style reverbs.

The Calexico duo is also behind ABBC, a supergroup formed with a French duo. Tete A Tete (Cargo, 2001) is their first album.

Aerocalexico (Calexico, 2001) collects outtakes, alternate versions and B-sides.

(Translation by/ Tradotto da Monica Cainarca )

Even My Sure Things Fall Through (Touch & Go, 2001) e` un inconsueto mini-album che offre otto brani rari e inediti piu` tre video. Le canzoni sono soprendentemente sofisticate. Il suono non ha quasi piu` niente dei vecchi Calexico: si sta avvicinando sempre piu` alla trasparenza levigata, rifinita e cristallina della fusion acustica. Trombe e vibrafoni danno al remix di Sonic Wind un tocco jazz rinforzato dai passi di bossanova. Hard Hat e` un remix ambient/concrete di Hot Rail con campionature di gong, chitarre e voci radiofoniche. Crystal Frontier e` una innovazione tex-mex di grande potenza ritimica, arricchita da una festosa esplosione di strumenti a fiato, da una febbricitante sezione di archi, e persino da echi in stile dub.

Il duo dei Calexico e` anche alla base del supergruppo ABBC, formato in collaborazione con una coppia di musicisti francesi. Tete A Tete (Cargo, 2001) e` il loro primo album.

Aerocalexico (Calexico, 2001) e` una raccolta di outtake, versioni alternative e b-side.

Temperature-wise, Feast of Wire (Quarterstick, 2003) is cold, whereas previous Calexico albums were hot (desert hot). This is an album of film-noir gloom, not of spaghetti-western trance. The duo steered away from the hallucinated, oneiric mariachi of their previous works and delved into a new, austere form of music. The bleak Quattro, a hybrid of bossanova, mariachi and country, and the majestic Black Heart, the most poignant song on the album, are the typical of Calexico's new mood. By the same token, the Latin-pop Latin flavor of Sunken Waltz, Woven Birds and Across the Wire is used to unfold stark folk parables. Whipping the Horse's Eyes and especially the closing instrumental, No Doze, offer chamber music for desert landscapes, but in an elegy-like format. The darker underpinning favors a broader and deeper role for jazz, as proven by two of the instrumental tracks, Dub Latina and especially the Miles Davis-ian Crumble. The old Calexico sound is alive and well in the instrumentals Guero Canelo, Close Behind and Pepita, Attack el Robot Attack is a lively and demented electronic novelty, and the folk-rock chestnut Not Even Stevie Nicks is not only light but even catchy. However, these are merely blips on a radar screen that shows mostly a flat signal.
Joey Burns has matured as a singer, running the gamut from falsetto to croon, from whisper to tenor, and his voice now commands as much respect as the instrumental counterpoint.
The biggest limitation to Calexico's music lies still with the duo's stubborn determination to keep track length to a minimum. They make a point of barely sketching an atmosphere, and then going on to the next one. One is left to admire the dots in the sky, but also to wonder what could be the overall cosmic tapestry.
(Translation by/ Tradotto da Paolo Latini)

Dal punto di vista della temperatura, Feast of Wire (Quarterstick, 2003) e' freddo, laddove i precedenti album dei Calexico erano caldi (di un caldo desertico). Questo e' un album per le desolazioni di un film noir, non per le trance di uno spaghetti western. Il duo si allontana dai mariachi onirici e allucinati dei lavori precedenti, per avvicinarsi ad una nuova piu' austera forma musicale. La pallida Quattro, ibrido tra bossanova, mariachi e country, e la maestosa Black Heart, la canzone piu' intensa del disco, rappresentano lo standard del nuovo mood dei Calexico. Sulla stessa riga, il sapore latin-pop di Sunken Waltz, Woven Birds e Across the Wire viene usato per liberare vere e proprie parabole folk. Whipping the Horse's Eyes e specialmente la chiosa strumentale, No Doze, sono musica da camera per paesaggi desertici, ma in un formato che ha dell'elegiaico. I piu' oscuri contrappunti sono a beneficio di un piu' ampio e profondo ruolo per il jazz, come dimostrato da due tracce strumentali, Dub Latina e specialmente la Miles Davis-iana Crumble. Il vecchio sound dei Calexico rivive negli strumentali Guero Canelo, Close Behind e Pepita, Attack el Robot Attack e' una vivace novelty elettronica, mentre il folk-rock chestnut Not Even Stevie Nicks non e' solo luce, ma anche orecchiabile. Comunque, questi sono solamente piccoli colpi di sole sullo schermo di un radar che mostra, per lo piu', un segnale piatto.
Joey Burns e' maturato come cantante, riempiendo il balzo tra il falsetto e il croon, tra il sussurrato e il tenore, e la sua voce adesso vuole lo stesso rispetto tributato ai contrappunti strumentali.
Il piu' grande limite della musica dei Calexico risiede ancora nella ostinata determinazione del duo di stipare la lunghezza delle tracce al minimo. Tracciano appena un punto di uno schizzo a malapena, e poi passano oltre. Come quando si ammirano i punti nel cielo: a meravigliarci e' il pensiero di quel che potrebbe esserci nell'intera tavola cosmica.

Convict Pool (Quarterstick, 2004) is a six-song EP featuring three covers and three originals.

John Convertino's solo debut Ragland (Sommerweg, 2005) is a piano album.

In The Reins (Overcoat, 2005) was a collaboration with singer-songwriter Iron And Wine.

The transition from instrumental atmospheric combo to folk-rock group was completed by Garden Ruin (Quarterstick, 2006), a collection of faceless radio-friendly songs that rely on Burns' voice as much as the band's instrumentals used to rely on mariachi horns. In one case they border on Brit-pop (Lucky Dime), and in many cases they border on clumsy wanna-be Brit-pop ditties (Cruel, All Systems Red, Panic Open String, Roka). Except for a brief moment in which they echo Neil Young (Letter to Bowie Knife) and a brief moment in which they embrace melodramatic post-rock (All Systems Red), the new course simply sounds amateurish.

Carried To Dust (Quarterstick, 2008) had too many collaborators (besides more or stable extras Paul Niehaus on steel guitar, Jacob Valenzuela on keyboards and trumpet, Martin Wenk on accordion, and Volker Zander on standup bass) to be a real Calexico album or, for that matter, to be a unified album. It sounds (and it was) more like a collection of occasions, each devoted to a different style and mood. A few pieces are close to breathtaking (Two Silver Trees, El Gatillo, The News About William), but others sound repetitive or redundant.

(Translated by Tobia D'Onofrio)

Convict Pool (Quarterstick, 2004) è un EP che presenta tre brani originali e tre cover.

Il debutto solista di John Convertino è Ragland (Sommerweg, 2005), un album per pianoforte.

In The Reins (Overcoat, 2005) è una collaborazione con il cantante-cantautore Iron And Wine.

La transizione da atmosferico combo strumentale a gruppo folk-rock viene completata su Garden Ruin (Quarterstick, 2006), una raccolta di potenziali successi radiofonici che si affidano alla voce di Burns allo stesso modo in cui i pezzi strumentali si affidavano ai fiati mariachi. In un episodio sfiorano il Brit-pop (Lucky Dime) e in molti casi si avvicinano a goffe canzoncine che ammiccano al Brit-pop (Cruel, All Systems Red, Panic Open String, Roka). A parte un momento in cui ricordano Neil Young (Letter to Bowie Knife) ed un altro breve episodio in cui abbracciano un post-rock melodrammatico (All Systems Red), il nuovo percorso intrapreso dalla band suona semplicemente amatoriale.

Carried To Dust (Quarterstick, 2008) presenta troppe collaborazioni (oltre a partecipazioni più o meno stabili, come Paul Niehaus alla steel guitar, Jacob Valenzuela alle tastiere e alla tromba, Martin Wenk alla fisarmonica, e Volker Zander al basso verticale) per essere un vero album dei Calexico o, più che altro, per essere un album compatto. Sembra (ed è) piuttosto una raccolta di situazioni, ognuna dedita ad uno stile e ad uno stato d’animo differenti. Alcuni pezzi sono quasi mozzafiato (Two Silver Trees, El Gatillo, The News About William), ma altri suonano ripetitivi o ridondanti.