Cherubs
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Icing , 6.5/10
Heroin Man, 7/10
Short Of Popular, 6/10
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I Cherubs, formati da Kevin Whitley degli Ed Hall (che qui suona la chitarra) con Owen McMann al basso (anche nei Drain), si presentano nel 1992 con il sound deragliante e registrato (volutamente) da cani di Icing (Trance), parente stretto di quello dei Red Crayola di vent'anni prima anche se contagiato dalla febbre "grunge" e dagli esperimenti della scuola di New York (versante Swans piu` che Sonic Youth). Le canzoni sono tetragone e minacciose, spesso (Sugary, Come) propulse da una cadenza marziale, una sorta di pow-wow industriale, e quasi sempre squarciate da una tensione maniacale, come se ad ogni accordo corrispondesse un atto di auto-mutilazione.
Nelle sue glaciali performance il power-trio sterilizza sedimenti putrefatti di Jimi Hendrix (soprattutto in Half A Rat) e Black Sabbath (Ginger Upper), fino a ritrovare l'essenza del rock and roll piu` macabro, fino alle bordate superominiche di Pink Party Dessert.

Il singolo Car Jack Fairy del 1993 fa presagire sviluppi clamorosi, abbandonando le pose piu` "grunge" a favore di una fantasia tanto spigliata quanto grottesca.

L'album dell'anno dopo, Heroin Man (Trance Syndicate, 1994), e` un altro show di potenza meccanica e selvaggia da "Terminator". Non solo i terremoti armonici sono ancor piu` intensi, ma l'uso dei campionamenti e delle dissonanze ha raggiunto livelli maniacali. Ne sono testimoni i due brani piu` terribili: il sottofondo di Stag Party e` il segnale di occupato di un telefono, amplificato in maniera isterica, e il tessuto di Venus Flytrap e` dilaniato da schizzi di stridori simili a quelli di un piccone che spacchi la pietra.
Dal vorticoso rock and roll di Blackhouse al tribalismo quasi caraibico di Baby Huey il loro metodo non lascia adito a dubbi: ottenere il massimo di frastuono con il minimo dei mezzi. Il pretesto e` quasi sempre banale (poderose scosse di hardrock mischiate a un'ispida radiazione di distorsioni), ma l'esecuzione e` spesso da brivido. In piu` di un punto si sconfina apertamente nel mondo dei Ministry: Wornout Balls, soprattutto, mette in pista una lenta e metodica cadenza da industria pesante sferzata da riff scurissimi. Anche quando il gruppo indulge nel rumore psichedelico di Example o nell'assordante psicodramma di Dave Of The Moon, che forse riciclano gli stessi trucchi in maniera soltanto piu` esibizionista, il disco rimane pregno di tensione e di cupi presentimenti.
La melodia affiora appena da questi affreschi di catastrofi, da questi grumi di nefandezze morali.

Short Of Popular (Trance Syndicate, 1996) fa man bassa di singoli, tracce comparse su compilation e inediti di varia natura. Il baccanale cadenzato di Pixie Stix, il voodoobilly scorticante di Carjack Fairy, l'assalto selvatico di Chanukka, la jam strumentale di Chrome Can fino agli eccessi mostruosi del muro di rumore di Oh e del lago di distorsioni di Sinatras, all'insegna di un approccio sempre e comunque assordante e sgradevole, rimangono a testimonianza di una delle esperienze piu` estreme del rock moderno. Cercate i due album.

Sonorita` cupe e pesanti, canto tutto urlato, riff sfinenti fanno dei Cherubs una delle bande meno psichedeliche e piu` hardrock della scuola texana, anche se il secondo album ha alzato notevolmente il tasso di eroina che scorre nelle vene di questi teppisti del rock.

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