Dazzling Killmen
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Dig Out The Switch, 7/10
Face Of Collapse, 7.5/10
Recuerda, 7/10 (comp)
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If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me. Pochi gruppi degli anni '90 hanno scritto musica cosi` terribile e cosi originale come i Dazzling Killmen. Violenti, fracassoni, disperati, ma al tempo stesso tecnicamente complessi e rivoluzionari, un come i Jesus Lizard, i Dazzling Killmen provenivano da St Louis (Missouri) e vennero formati da Nick Sakes, cantante e chitarrista che, discepolo di David Yow, urlava sgolato le sue sceneggiate nel coacervo di suoni ostici e assordanti dei suoi compagni. Anche le assordanti figure di basso erano della scuola dei Jesus Lizard, mentre le continue irregolarita' ritmiche erano parenti di quelle di Minutemen e NoMeansNo (il bassista Darin Gray e il batterista Blake Fleming avevano studiato jazz), ma filtrate attraverso la potenza e il furore dei Tar, la brutalita' "pesante" degli Helmet.

Annunciato dai riff cupissimi dei singoli Numb/ Bottom Feeder (Sawtooth) e Killing Fever (Skin Graft), fondamentalmente un esercizio nello psicodramma di Jim Morrison, il sound dei Killmen giunge a maturazione con la lunga litania in chiave minore di Ghost Limb (Crime Life), quasi una ballad di Nick Cave, con tanto di assolo notturno di sassofono, e l'epilessi contorta di Medicine Me (Skin Graft), che plasmano l'energia dirompente dei loro show in formati piu' introversi e intellettuali, scavando dentro le piaghe di una spaventosa crisi depressiva.
I singoli verranno raccolti postumi su Recuerda (Skin Graft, 1996).

Con l'ingresso del secondo chitarrista, Tim Garrigan, anche lui studente di jazz, specializzato in scudisciate atonalali, il complesso trova l'equilibrio definitivo e registra nel 1992 l'album Dig Out The Switch (Intellectual Convulsion), rimasto inedito. Le canzoni vennero a galla comunque sulla cassetta Lounge Ax. Sakes domina queste sceneggiate di horror psicologico dall'alto di una magistrale dialettica canora, che potrebbe spaventare persino Danzig in Serpentarium, lambisce il vomito hardcore in Dig Out The Hole, e disfigura la ritmica punk-pop di Premonition. Nel frattempo il combo pennella atmosfere infernali, come quella plumbea nelle cadenze sincopate di Torture, e quell'uragano quasi raga di Numb, apice drammatico dell'opera. La veemenza e la durezza dell'accompagnamento raggiungono vertici quasi virtuosistici nella partitura strumentale di Here Comes Mr Big Face. Code Blue chiude l'opera dall'alto dei suoi dodici minuti di urla e baccano. La tensione psicologica e` gia` superlativa.
Lounge Ax verra` riedita postuma su Recuerda (Skin Graft, 1996).

Face Of Collapse (Skin Graft, 1994), registrato nel settembre del 1993, acuisce i toni drammatici, quasi apocalittici, della loro musica. Il formato e' ora quello del brani lungo e concettuale, in continuo movimento, privato della sua origine melodica, ridotto a una serie di pulsioni bestiali. Troneggiano i quattordici minuti della title-track, che soltanto dopo sei prende quota in una sequenza mozzafiato di sussulti, fino a diventare un concentrato di tensione lacerante. Nell'altalena sonora di Bone Fragments, che riesce a cambiare personalita' tre volte, si compie un rituale efferato di auto-distruzione. Le combinazioni sono praticamente infinite: il flamenco impazzito di Staring Contest decolla in un crescendo di sincopi heavymetal; in Agitator le evoluzioni jazz del basso si sposano a un chiasso superumano alla DNA (il primo gruppo di Arto Lindsay). La tecnica consente al quartetto qualsiasi esperimento. Spesso, nero, truce, opprimente fino alla nausea, il sound dei Killmen farebbe paura anche a Steve Albini.

Sciolto il gruppo, il bassista Darin Gray e il chitarrista Tim Garrigan formeranno gli You Fantastic e Gray dara` poi vita agli On Fillmore e ai Grand Ulena.

Se Sakes gigioneggiava un po' nella parte dell'umiliato e offeso, la musica super-traumatica, traboccante di rabbia e odio, terrore e dolore, si misurava con le prove piu' estremiste degli estremisti del Midwest.

Nick Sakes ha in seguito formato i Sicbay e si e` unito ai Colossamite.

Blake Fleming ha suonato con i Laddio Bolocko.

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