Denison Kimball Three
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Walls In The City, 7.5/10
Soul Machine, 7/10
Neutrons, 6.5/10
Tomahawk: Tomahawk , 6/10
Tomahawk: Mit Gas , 5/10
Tomahawk: Anonymous , 6/10
U.S.S.A.: The Spoils (2007), 5/10
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Uno degli dei della chitarra moderna, Duane Denison delizia l'ascoltatore di passaggi stupefacenti in tutti i suoi progetti: Jesus Lizard, Firewater e i DK3.

Nel 1994 Denison registro` un album di jazz acustico, Walls In The City (Skin Graft), accompagnato soltanto dal batterista dei Mule, James Kimball. Nacquero cosi` i Denison Kimball Trio, o Denison Kimball Three o semplicemente DK3.
Affine per l'atmosfera surreale a certe cose dei Lounge Lizards, il disco si contraddistigue soprattutto per i timbri stridenti della chitarra (campanaccio di mucca in Cold Light Of Day, campanello tibetano in One If By Land, sirena di bastimento in Two If By Sea) e per il ritmo sempre rigorosamente swingante, che propellano voli romantici Walk Away o blues strascicati Romantic Interlude. Ispirandosi per le musiche alle orchestrine da night club, Denison compie una sottile operazione postmoderna, che lo porta ben al di la' dei confini dell'avanguardia.
Non solo si tratta di uno dei migliori dischi strumentali degli anni '90, ma anche di un'intima confessione che mette in luce la vera personalita' artistica di Denison.

Su Soul Machine (Quarterstick, 1995) il trio non e` quasi mai un trio, in quanto e` completato almeno dal sassofonista Ken Vandermark (NGR Ensemble e Vandermark 5) e dal bassista Reg Shrader dei Seam. Il loro e` un "cool jazz", intellettuale, interiore, quanto se ne puo` fare. Meno "noir" e atmosferico del primo disco, questa volta l'attenzione maggiore e` per la "groove", come nelle partiture swinganti di Soul Machine, con una travolgente fuga tzigana della chitarra, e Solitaire, o (versione briosa) nella fanfara free-jazz di Blueball Avenue o (versione lenta) nel radioso tema blues di Passing Blue.
Ma il senso ultimo del disco rimane quello di costruire musica in maniera creativa. Ogni brano e` praticamente suonato in maniera diversa: Terminal 2 e` un concerto per droni di chitarra lasciati cadere nel vuoto, la melodia di Ad Infinitum e` tintinnata un accordo alla volta, Trans-mission e` un'improvvisazione di sibili e ronzii, e Framed e` addirittura un brano in cui la chitarra imita le percussioni africane. Il vocabolario di Denison si reinventa di continuo.

l'arte chitarristica di Duane Denison regna sovrana su Neutrons (Quarterstick, 1997). Basta assaporare in Downriver i suoi tocchi ineffabili nel marasma percussivo della batteria, o in Heavy Water, annunciata da un flauto fantasma, la sua tenebrosa affabulazione di dissonanze in percussivo crescendo, o il suo singhiozzo clownesco in Neutrons, per rendersi conto della distanza che lo separa dal resto del chitarrismo rock. Il suo e` uno stile tutto fra le righe, da sorbeggiare senza lasciarsi troppo coinvolgere, condotto per metamorfosi impercettibili e levigate, apparentemente inerte, quasi privo di personalita`, ma in realta` carico di pensiero, l'equivalente alla chitarra del pianismo di un Cecil Taylor. Insomma un Peter Green del post-punk, del post-industriale, del post-ambientale. La Lullaby chiude il disco in maniera geniale, con una melodia da madrigale rinascimentale strimpellata distrattamente.
Non meno virtuoso si dimostra il batterista James Kimball (che ora fa parte in pianta stabile dei Jesus Lizard, avendo Mac McNeilly gettato la spugna). Per quanti pensavano che questo fosse il progetto solista di Denison, Traveling Saleman e` uno show personale di Kimball. Il sassofonista Ken Vandermark (NGR Ensemble e Vandermark 5) conferisce a Landshark un tono fortemente jazzato, che si sposa a meraviglia con lo stile di Kimball, ma forse non con quello, molto piu` subdolo, di Denison. Brani come Monte's Casino sono cosi` "forzati" verso un'esibizione gratuita di esibizionismo che non potrebbe essere piu` lontana dalla personalita` del timido chitarrista. Successe anche a McLaughlin nella Mahavishnu Orchestra, mutatis mutandis...

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Tomahawk was a supergroup formed by Jesus Lizard's guitarist Duane Denison with Faith No More's vocalist Mike Patton, Cows' bassist Kevin Rutmantis, and Helmet's drummer John Stanier. Their debut album, Tomahawk (Ipecac, 2001), is erudite, experimental hardcore from a quartet of formidable players, but Mit Gas (Ipecac, 2003) displays, mainly, a chronic lack of imagination. Anonymous (Ipecac, 2007) was de facto a solo Denison album (inspired by some ancient Indian music).

U.S.S.A. was another supergroup, this time formed in 2006 with bassist Paul Barker of Ministry, vocalist Gary Call and drummer Johnny Rabb, that debuted with the mediocre The Spoils (Fuzz, 2007).

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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