Drown


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Hold On To The Hollow (1994), 6.5/10
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I Drown vengono alla ribalta a Los Angeles sulla scia del successo di Nine Inch Nails con Hold On To The Hollow (Elektra, 1994). Appartengono piu' all'heavymetal che all'industriale, ma hanno prestato sufficiente attenzione al maestro da sapere come miscelare le loro titaniche bordate chitarristiche con metronomie aliene, disturbi elettronici e testi urlati a squarciagola. Lauren Boquette sembra essere il catalizzatore e l'urlatore della situazione, e il suo merito maggiore e` quello di immergere i suoi vaneggiamenti in contesti realmente da incubo, come se fosse braccato da un maniaco omicida, quando invece si tratta di diverbi con la ragazza (ascoltare come trasforma il suo disappunto di amante tradito nell'angoscia martellante di Beautiful). In effetti Boquette riesce a spargere su tutta la musica un senso di schifo che alla fine si ricorda piu` della musica. "I close my eyes/ I close my mind/ but it makes nothing go away" recita Beautiful, "I wish I didn't know/ I wish I couldn't feel/ but this time I know what it is to burn" grida il singolo What It Is To Burn, e via di questo passo.
Un plauso va anche (soprattutto?) a Joseph Bishara, che manipola l'elettronica da smaliziato produttore, e invece e` "soltanto" il chitarrista della formazione. Il disco vale l'acquisto per gustare le sue divagazioni atmosferiche (intendo alle tastiere, non alla chitarra): provare Longing per credere, roba da incubo.
Detto che I Owe You e` il brano da programmare alla radio, che Transparent e` il ballabile al tempo stesso piu` avvincente e turbolento, e che un paio di riff disumani faranno drizzare i capelli anche agli headbanger rotti ad ogni efferatezza. Va notato che i Drown si congedano con il parossismo finale di Everything, a un soffio dal suicidio, e alla fin fine la loro desolazione/disperazione suona piu` autentica di quella di Reznor.
I Drown non propongono nulla di rivoluzionario, ma confenzionano un techno-thrash un pelo piu` originale del death e del grind in circolazione di questi tempi e certo non lesinano decibel o emozioni forti, per chi ne avesse bisogno. Il prodotto e` pronto per il mercato di massa.

A new line-up recorded the much more conventional heavy-metal album Product of a Two Faced World (Slipdisc, 1998).

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