Dwarves
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Horror Stories , 6.5/10
Blood Guts & Pussy , 7/10
Thank Heaven For Little Girls , 7/10
Sugarfix , 6/10
Are Young And Good Looking , 6/10
Come Clean , 5.5
Must Die (2004) , 5/10
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I Dwarves sono un umile gruppo di punk-rock che non ha mai scatenato rivoluzioni, ma non ha neppure mai sbagliato un disco. Sottovalutati come tutti i gruppi che sanno prendere in giro la propria musica, i Dwarves impersonano in realta` la componente malefica del rock and roll che da Chuck Berry ha portato ai Rolling Stones, da questi ai Blue Oyster Cult e cosi` via. Reprobi e recidivi, non hanno scrupoli morali, non hanno coscienza, non hanno remore o pudori. Ma dietro tanta ostentata barbarie si nasconde, in realta`, ancora una volta la pulsione di morte, che e` sempre stata in agguato in questi recessi oscuri della musica rock.

A Chicago esercitavano fin nel 1983 i Suburban Nightmare, un gruppo di tardi freak senza grandi pretese il cui unico album, A Hard Day's Nightmare (Midnight), pubblicato nel 1985, quando si erano gia` trasferiti a San Francisco cambiando nome in Dwarves, suona come se i Red Krayola avessero accompagnato Zappa su Freak Out. E` infatti una raccolta di novelty, ma imbevute dello spirito allucinogeno degli anni '60 invece che di quello satirico degli anni '50.

Horror Stories (Voxx, 1986), il primo album con la nuova denominazione, e` un omaggio alla civilta` psichedelica degli anni '60, dal garage-surf di Don't Love Me al rock and roll acrobatico di Lick It. Il loro genere preferito sembra essere ancora la psichedelia free-form alla Red Krayola, ma brani come Mined Expanders sembrano piu` che altro fare la parodia del genere, e in I'm A Living Sickness (con i rumori piu` spaventosamente fastidiosi) lo usano per indulgere nella decadenza piu` biecamente esibizionista
A rivelare il genere in cui realmente eccellono sono semmai i selvaggi punk-a-billy di Monday Blues, Love Gestapo e College Town (degna quest'ultima dei migliori Cramps). Il chitarrista He Who Cannot Be Named (Pete Konik) e il cantante Blag Dahlia (o Jesus Christi o Julius Seizure) fanno scempio di piu` di una tradizione della musica rock, ma il risultato e` talvolta spettacolare.

Passano due anni prima che si torni a sentir parlare di loro e, quando succede, si tratta praticamente di un altro complesso: l'EP Toolin' For A Warm Teabag (Nasty Gash, 1988) comprime sette brani di hardcore violentissimo in soli nove minuti. Per di piu` i testi inneggiano a quelli che sono unanimemente considerati i peggiori problemi della gioventu` americana, da Free Cocaine a Let's Get Pregnant.

Altri due anni e nel 1990 l'EP Astro Boy peggiora le cose, che degenerano poi decisamente senza controllo nel secondo album, Blood Guts & Pussy (SubPop, 1990), ancor piu` provocatorio. Quasi tutti i titoli sono dedicati a fenomeni o abitudini banditi da tutta l'America per bene, per giunta gridati e suonati con la ferocia e la libidine di un'orda di barbari che stia calando su una colonia di educande inermi. Anche in questo affresco dei vizietti e viziacci della gioventu` americana, in questa apologia della sottocultura licenziosa, i Dwarves si rivelano discepoli dei Cramps e di Alice Cooper.
In maggioranza regna sovrano il ritmo ipercinetico dell'hardcore (e i bozzetti realisti di vita adolescenziale vanno da Let's Fuck a Skin Poppin' Slut, da Fuck You Up And Get High a Insect Whore), tutte incredibilmente equipaggiate di eccellenti ritornelli che non le fanno assomigliare per nulla a ripetizioni della stessa canzone, con punte epilettiche alla Ramones in What Hit You e Back Seat Of My Car. Ma i Dwarves diventano davvero irresistibili quando intonano i passi marziali del loro punkabilly (Detention Girl), o quando ingranano un riff e una melodia da ballata pop (Drug Store e Flesh Tantrum).
Oltraggio dopo oltraggio questa corsa perversamente sfrenata attraverso il "piacere" dipinge una galleria unica di puttanelle ("slut"), teppistelli, bruti e drogati. Anche questo disco dura pochi minuti, quanto basta per lasciare un'abrasione superficiale e non una ferita mortale.

L'EP Lucifer's Crank (No 6) e l'album Thank Heaven For Little Girls (SubPop, 1991), ancora straripanti di melodie irresistibili, di testi criminali e di ritmi frenetici, escono nel 1991 all'apice della popolarita` del gruppo, divenuto celebre anche per le sue esibizioni dal vivo, che spesso durano soltanto dieci minuti e durante le quali Konik suona completamente nudo ma con una maschera che gli copre il viso.

Per nulla redenti, su Thank Heaven For Little Girls i Dwarves scorrazzano a rotta di collo per una mezz'ora di furia catartica, travolgendo nella loro folle cavalcata un altro nugolo di ritratti adolescenziali "alternativi" (dedicati cioe` ai "giovani male"). Ma nella filastrocca sardonica di Lucky Tonight, in cui viene esposta la filosofia di vita piu` cinica e fatalista, e nella buffa tiritera di Fuck Around, che sembra ricavata accelerando istericamente qualche doo-wop degli anni '50, emerge anche un nuovo stile, un umore a meta` fra la follia psicotica e la parodia sconcia, una forma di novelty per ultra-punk nichilisti.
Al tempo stesso il basso mobilissimo di Salt Peter e la batteria sfrenata di Vadge Moore sono tanto migliorati da imbastire spesso un ritmo "ferroviario" di grande effetto, che ritorna indietro alle radici della musica popolare americana; e infatti la chitarra di Konik intona persino cadenze blues alla Gun Club in brani come Blood Brother's Revenge, uno dei loro capolavori. L'effetto e` certamente piu` comico che tragico, da "Rocky Horror Picture Show" (vedi la truce Blag The Ripper). Il generale progresso tecnico si ripercuote anche sui loro rock and roll, piu` devastanti che mai, da Speed Demon a Fuck 'Em All, che sono poi i veri inni di questi eroi irriducibili dei bassifondi, e che ne fanno dei degni eredi degli Heartbreakers. Nell'insieme il disco segna il raggiungimento di una maturita` "rock" oltre il "punk", tanto da non escludere un futuro nei ranghi del mainstream.

Selvaggio, zotico, incivilizzato, l'album Sugarfix (SubPop, 1993) si fregia di un altro concentrato di rock and roll "epici" alla Alice Cooper (Anybody Out There, Saturday Night, Cain Novocain), che esaltano i soliti vizi depravati. Sono brani fulminei e assordanti in cui trionfa lo spirito ribelle della banda. Il disco annovera anche due confessioni orgogliosamente perverse alla Stooges come Bad Reputation e Underworld, ed e` corredato da un paio di atmosfere sinistre da voodoobilly come Evil Primeval e Lies. Suonato e grugnito tutto d'un fiato, Sugarfix conferma la loro statura di animali rock di razza.
Il sound ruvido, il canto roco, le chitarre scorticate, i ritmi da cardiopalmo sono sempre quelli. Il finale si intitola Wish That I Was Dead...

Specula e` il progetto sperimentale del batterista Sigh Moan. Erupt (Scat, 1995) l'album.

Blag Dahlia ha registrato l'EP solista venus With Arms (Atavistic, 1995).

The Dwarves did not belong to any movement or scene, but they played the funniest, reckless and most exuberant punk-rock of the era. From their garage/psychedelic beginnings, they moved on to such inane jokes as Blood Guts & Pussy (1990) and Thank Heaven For Little Girls (1991), devoting themselves to forbidden dirty themes in the tradition of Alice Cooper and Cramps, and populating their songs of a disturbing crowd of sluts and perverts. But that was, after all, the original, unadulterated, uncivilized spirit of rock'n'roll.
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(Translation by/ Tradotto da xxx)

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Are Young And Good Looking (Theologian, 1997) is definitely an oxymoron, as they are not young anymore and they never were good looking, but the album, recorded with new guitarist Mike Fox (replacing Konik), feels young and irreverent as usual in this set of short and furious "songs". We Must Have Blood, Throw That World Away, You Gotta Burn. I Will Deny, Demonica, Everybodies Girl, Hit, Ballad Of Vadge Moore, The, One Time Only, Pimp, Crucifixion Is Now, The,

Another title that is hard to believe is Come Clean (Epitaph, 2000), since the songs on this album are as dirty as ever. The only thing that has changed over the years is the production values. Thanks to better production quality (and slower tempos), their music sounds more like Sweet/Slade glam/hard-rock than punk-rock. Tracks: How It's Done, River City, Over You, Way Out, Come Where The Flavor Is, Deadly Eye, Better Be Women, I Want You To Die, Johnny On The Spot, Accelerator, Act Like You Know, Production Value.

Vadge Moore and Mike Fox are also active as Billie Wonka.

Must Die (Greedy, 2004) continued the progression towards a much slower kind of melodic rock'n'roll, best represented by the single Salt Lake City.

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