Eggs
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Bruiser (1991), 6/10
Exploder (1994), 7/10
How Do You Like Your Lobster (1995), 5/10
Nishma (1996), 6/10
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Gli Eggs vennero formati ad Arlington (in Virginia) da Andrew Beaujon. Nel corso della loro breve carriera, gli Eggs imposero uno stile originale di "lo-fi pop" che si cimentava con strutture armoniche degne del progressive-rock, canto in falsetto degno del soul e sezioni di fiati degne del rhythm and blues.
L'album Bruiser (TeenBeat, 1991) oscillava fra un punk-rock alla Husker Du, un dream-pop alla My Bloody Valentine e un noise-rock alla Sonic Youth. I tratti distintivi del trio erano lo strimpellio frenetico ma dimesso della chitarra e le melodie canticchiate piu` che cantate, quasi bisbigliate. Il loro modo di suonare e` una specie di improvvisazione controllata dalla quale sono banditi i virtuosismi. E` un espediente che si presta per cesellare tanto favole trasognate (It's Hard To Be An Egg) quanto ballate surreali (Ebenezer), tanto novelty clownesche (President) quanto litanie apocalittiche (This Party Never Ends). Lo strumentale Spaceman e` un saggio esemplare di psichedelia chitarristica; Hippie Purple spinge lo stesso concetto a livelli tribali da capogiro. Gli Eggs centrano il bersaglio soprattutto in una loro variante personale della bossanova, soffice e leggera in John's Bar Mitzvah e febbricitante in quel piccolo capolavoro che e` Ocelot (loro primo singolo).
Le canzoni sono dedicate alle delusioni della generazione X e compongono a loro modo un piccolo affresco generazionale ("Don't wanna be in your world/ I've done nothing to deserve it" il motto dell'opera).

Sostituito David Parks con Evan Shurak e perso anche il batterista John Rickman (non sostituito) e aggiunto Rob Christiansen (chitarra e trombone), nel 1993 il gruppo fa sensazione per una serie di singoli bizzarramente arrangiati, dal morbido sound psichedelico di Sexual Tension (Jade Tree) a Roll Away The Stone, degna di una colonna sonora, passando per un'altra delle loro effervescenti bossanove, Erin Go Bragh. Beaujon e` di fatto ripartito da zero, rifondando il sound del trio con uno stile piu` sofisticato.

Il monumentale Exploder (TeenBeat, 1993) impiega un arsenale di strumenti esotici, nonche' sintetizzatori e oboe. Nelle litanie decadenti di Why Am I Tired All The Time (quasi una Sweet Jane) e Evanston gli Eggs si dimostrano artigiani del pop eccentrico della pasta di Van Dyke Parks e dei tardi Beach Boys. Il sapore degli anni '60 pervade in particolare i ritornelli piu` orecchiabili, Ampallang, con il suo rude twang da country-rock, e Willow Willow, dolce al limite del beat. Dal lamento soul, in stile Prince, con arrangiamento orchestrale di A Pit With Spikes, al semplice salmodiare sottovoce su uno sfondo di disturbi elettronici di Maureen's Beans gli Eggs dimostrano un eclettismo e un genio che ha pochi rivali (giusto i Pere Ubu e i Pixies). Il trombone e` onnipresente, con i suoi interventi atmosferici.
Queste canzoni fluenti e melodiose vengono in realta` costruite seguendo i processi piu` rocamboleschi. Beaujon riesce a condurre melodie impossibili come Claire's Snares, a dilatare delicate ballate da Broadway come Rollercoaster, a domare il baccanale clownesco di Saturday's Cool, a giostrare sul contrasto fra il rumore maestoso e il lamento anemico di Salsa Garden. Smaliziato (quanto ubriaco) direttore d'orchestra, Beaujon sa come sfruttare l'altalena di veemenza e dolcezza dei Soul Asylum per Conchita o il tono dei Rolling Stones piu` subdoli per The Obliviist (singolo apripista). How Do You Like Your Lobster (TeenBeat, 1995) e` raccoglie i singoli, oltre a inediti e rarita`.

Christiansen prima passa ai Grenadine e poi forma i Viva Satellite per musicare l'opera classica Nishma (TeenBeat, 1996).

Insieme ai Pavement, agli Unrest e a pochi altri gli Eggs sono fra i grandi innovatori della canzone rock degli anni '90.

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Andrew Beaujon's first solo album, A Raw Boned June (Teenbeat, 1998), displays both his creative crooning and his creative arrangements. Truer Than The Wheel would have been an Eggs classic. But too many of his songs rely more on the (witty but not groundbreaking) lyrics than on his (exceptional) musical talent. The Twist Of Separation, Andy and Angry Canadians are amusing stories that employ tricks inherited from the tradition of novelties and the vaudeville. Ultimately, Beaujon comes through as a grown-up Jonathan Richman or a more polite Frank Zappa, or simply as the serious half of the They Might Be Giants.

Rob Christiansen launched Sisterhood of Convoluted Thinkers (Darla, 1999), a weird collection of pop tunes and retro' instrumentals.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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