Flop
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

Pure Joy: Unsung , 6/10
Pure Joy: Carnivore , 6.5/10
Flop & The Fall Of The Mopsqueezer , 6.5/10
Whenever You're Ready , 7.5/10
World Of Today , 5/10
Pure Joy: Getz The Worm , 5/10
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Rusty Willoughby e` un personaggio insolito nella Seattle di fine anni '80: il suo hobby e` il pop (quello piu` banale e corrivo), non l'hardrock. Con tre amici forma i Pure Joy, che nel 1988 registra l'album Unsung (Flydaddy, 1994), pubblicato soltanto sei anni dopo, e Carnivore (Popllama, 1990), uno squisito tributo agli anni '60 lungo l'arco di dodici impeccabili canzonette (Whatever I Can Grow, Holocaust, lo strumentale surf Skin Door).

Il gruppo si sciolse proprio quando aveva reclutato (a mezzo servizio) il batterista dei Fastbacks, Nate Johnson. Willoughby e Johnson formarono pero` subito un nuovo gruppo, i Flop, sulle stesse premesse dei Pure Joy.

Preceduto dal singolo Drugs (Dashboard Hula Girl), l'album Flop & The Fall Of The Mopsqueezer (Frontier, 1992) rivelo` un "popcore" che si ispira ai Cheap Trick piu` ancora che ai Buzzcocks. Ai primi sono rubati il riff e il ritornello da manuale di I Told A Lie e l'inno di Hello, mentre le armonie vocali degli Hollies vengono riesumate per Anne. Il disco risente ancora dell'hardcore (Zeus My Master, Parasite), e vibra fra estremi troppo lontani, dalla psichedelia horror di Morton The Venereologist alla dimessa ballata pianistica di You Would Be Right. Ma i Flop sfoggiano gia` una potenza di fuoco chitarristica davvero impressionante, grazie al baccano micidiale di Bill Campbell e Willoughby stesso alle chitarre e di Paul Schurr al basso: i loro riff alla MC5 sono piu` che semplici contrappunti (Ugly Girl Lover). E lambiscono il boogie sudista in Big Sky (una sorta di Sweet Home Alabama accelerata).

La maturita` giunge all'improvviso con Whenever You're Ready (550 Music, 1993), un lavoro che mette meglio a fuoco il loro talento in canzoncine concise ed essenziali, che non perdono un secondo in arrangiamenti inutili, concentrandosi esclusivamente sul motivetto da fischiettare. Al limite del Paisley Underground piu` mellifluo in Julia Francavilla, in odore di plagio quando scandiscono la marcetta alla Turtles di En Route To The Unified Field Theory o quando indulgono negli effetti psichedelici alla Beatles di A Fixed Point o quando intonano l'aria alla Tommy di Mendel's White Trash Laboratory, i Flop riescono a ricamare equilibri di armonie vocali alla Byrds persino su tempestose partiture strumentali grunge (Regrets, un manuale di contrappunto vocale rock) e a imbastire i loro deliri pop su tempi da speedmetal (The Great Valediction) talvolta potenziati da poderosi galoppi bluegrass (Eat, vertice comico del disco).
Nella loro miscela di bubblegum, surf, beat, folkrock, trovano posto i ritornelli piu` barocchi. Il quartetto vive in un mondo abitato soltanto da Monkees e Beatles, inebetito da coretti "la la la" e falsetti celestiali. La sfilata di motivi impeccabili e` impressionante (cosi` come le liriche altisonanti, dedicate a temi scientifici). Come i Mr T Experience e i Green Day, i Flop riscoprono il beat, ma sono ancor piu` sfacciatamente pop e ancor meno punk. Quasi nessuno dei loro ritornelli e` originale, quasi tutti sono stati ascoltati decine di volte nelle loro incarnazioni precedenti; ma il risultato e` comunque fresco e spontaneo, una boccata d'ossigeno nel clima plumbeo di Seattle.

Delude invece World Of Today (Frontier, 1995), un'opera che indulge in arie languide come Eggs And Ash, riuscendo soltanto con April Ate Our World a lambire le armonie dolcemente psichedeliche del Paisley Underground, un'opera che prova a cadenzare ritornelli come Act 1 Scene 1 alla maniera dei Knack, ma trova l'equilibrio giusto fra grinta e morbidezza soltanto in Idle Hands. I Flop sembrano insomma aver perso qualcosa della loro spontaneita` melodica. Aumentando il tasso di rumore ai livelli dei Nirvana e di Neil Young, Willoughby trova una nuova identita` in North Mason Middle School. Al tempo stesso con Vancouver Door Company e Two Martians Working il vate si avventura in arrangiamenti svagatamente eccentrici. Sono questi episodi periferici a salvare il disco.

E` forse con i Flop che il "popcore" trova i suoi protagonisti, capaci di isolare la forma dal contenuto a livelli raramente ascoltati nella storia del rock.

Willoughby riformera` poi i Pure Joy e ritornera` alla psichedelia con Getz The Worm (Great Utopia, 1998).

Rusty Willoughby's Pure Joy belonged to the generation of the Fastbacks, but emerged only with Carnivore (1990). Willoughby and the Fastbacks's drummer Nate Johnson formed Flop, who revisited the deceptive simplicity of Cheap Trick and the Buzzcocks on impeccable packages such as Flop & The Fall Of The Mopsqueezer (1992) and especially Whenever You're Ready (1993).
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