Flowerhead
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Ka Bloom , 6/10
The People's Fuzz , 5/10
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I Flowerhead rappresentano il fronte pop nell'ambito della nouvelle vogue psichedelica che imperversa in Texas negli anni '90. Debuttarono con la cassetta Turmoil In The Toybox (1990). Laddove altri massacrano le armonie senza pieta`, loro preferiscono cesellare chicche melodiche piu` composte, sulla falsariga di Creation e primi Pink Floyd.

Ka Bloom (Zoo, 1992) cosi` vive soprattutto di leziosi restauri di umori hippie: la melodia leziosa e le distorsioni stordenti di Acid Reign, l'ultra-spaziale volteggio di Oh Shane, il raga "hendrixiano" di Coffee, Ma l'album mette anche in vista la loro propensione a recuperare la tradizione sudista di un boogie per rozzi avventori di saloon (o piu` semplicemente per fan dei Kiss e di Alice Cooper...): Everything Is Beautiful e What sferragliano a ritmo di rock and roll, sfiorando intensita` grunge. Capita cosi` che Sunflower potrebbe benissimo essere una jam degli Allman Brothers, immersa com'e` in sonorita` funky, soul e gospel.
Buz Zoller, il "distortore" ufficiale del gruppo, Eric Schmitz, sua spalla, e Eric Faust, il primo urlatore, innestano in un certo senso l'effeminato sound della West Coast sul maschio tronco della cultura redneck. Gran parte dell'efficacia del loro metodo deriva dal raddoppio delle chitarre: in Snagglepuss la prima mitraglia un jingle-jangle a tappeto, mentre l'altra ricama un tema melodico a tutto volume. Alla fine, comunque, in bocca rimane soprattutto il sapore di un esuberante rave-up degno di Katrina And The Waves: All Along The Way.

Su The People's Fuzz (Zoo, 1995), con un nuovo batterista, le imitazioni delle sonorita` psichedeliche (Words To You e Overdrive per tutte) sono ancor piu` stucchevoli, ma, laddove il ritmo prende il sopravvento (il rock and roll veemente di No Meaning, la giga celtica di Cows), si assiste a un incesto di suoni rozzi, come se i Rolling Stones piu` straccioni avessero assunto la chitarra bruciante di Jimi Page. Qualcosa della personalita` luciferina messa in luce nell'album precedente riaffiora in Captain Cosmos Carousel, connubio fra le arie morbose di Prince e le cadenze da guitto di Alice Cooper. E, quasi per caso, spunta Sky High, forte di melodia e dinamica da AOR.
Anche nei momenti migliori, pero`, i Flowerhead non riescono ad essere nulla piu` che dei Flaming Lips senza fantasia e molto piu` confusi.

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