Gaunt
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Shave The Baby, 6.5/10 (comp)
I Can See Your Mom From Here, 6/10
Yeah Me Too, 6.5/10
Kryptonite, 6.5/10
Bricks And Blackouts, 6/10
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Estremi esponenti della tradizione punk-rock, i Gaunt di Columbus (Ohio) si riallacciano direttamente al sound (veloce, conciso, spartano, violento) e allo spirito (sguaiato, irriverente, sarcastico) del 1976.

La loro leggenda viene lanciata da una sequenza mozzafiato di singoli incendiari, Valentine, Pollution e Revolution, poi raccolti su Shave The Baby (Datapanik).

Perso il chitarrista Jim Weber (passato ai New Bomb Turks), il gruppo pubblica l'EP Whitey The Man (Thrill Jockey, 1993), sul quale brillano le fucilate di Salvation Army, Silly Watches e soprattutto Jim Motherfucker. Il 10" Sob Story (Thrill Jockey, 1994) sfreccia supersonico nel segno del vecchio beach-punk (Each And Every Side Effect, Frustration) e del rock and roll dei New York Dolls (Now I Know Why). La slam-dance si colora di filosofia esistenziale con Fear e l'epica ballata Lies li trasporta anche fuori dalle fogne punk. Fear

L'album I Can See Your Mom From Here (Thrill Jockey, 1994) presenta Jovan Karcic ormai saldamente al comando delle armonie con le sue schitarrate da fine del mondo. I Don't Care si riallaccia allo sgolato rhythm and blues da garage degli anni '60 e alle epilessi degli Heartbreakers. L'inno corale di Hangover e lo slogan marziale di Scandals recuperano l'anelito epico del genere, sempre tutto d'un fiato. Le bordate furibonde di Ohio fanno concorrenza ai piu` irruenti Surgery e Gun Club. L'energia e il frastuono sono degni dei classici del rock estremista. I ritornelli si schiantano come proiettili. I riff sono tanto essenziali da non essere neppure piu` riff, bensi` semplice marchio di qualita`.

Le canzoni di Yeah Me Too (Amphetamine Reptile, 1995) hanno acquistato qualcosa in maturita` (e professionalita`), ma perso qualcosa in piglio e spontaneita`. Soltanto Justine, Hlt The Ground e Just Leave lambiscono l'efficacia del repertorio classico. Gli eccessi melodici di brani come Now e Breakin Down non trovano una via alternativa.

Se i due dischi precedenti avevano fatto presagire una rapida maturazione per il punk-rock dinamitardo del gruppo capitanato dal feroce Jerry Wick, Kryptonite (Thrill Jockey, 1996) convince definitivamente del valore di quello che e` in fondo un rock and roll a perdifiato, trovando il giusto equilibrio fra il sound selvativo degli esordi e quello ammaestrato delle classifiche. La title-track, aperta da uno squisito riff di chitarra e pianoforte dissonanti, si lancia subito in una scalmanata slam-dance, trascinata da un ritornello quasi da vaudeville e da un coro quasi "oi" imbeccato da minuscole fanfare di trombe. E` un punk-rock non solo melodico, ma anche arrangiato in maniera "progressive" (in particolare l'exploit acrobatico della chitarra). Se il resto dell'album non e` all'altezza di questo capolavoro, le melodie si conservano splendide e i ritmi trascinanti anche nei brani piu` attillati ed essenziali: Savior Breath cavalca le progressioni power-pop della chitarra con un coro "oi" e un travolgente rock and roll della batteria.
La filastrocca naif alla Jonathan Richman di Hope You're Happy viene detonata dalle scosse telluriche della sezione ritmica e dalla febbre bruciante della chitarra.
La vocazione del gruppo si trova soprattutto nel pop brioso di Transistor Sister (armonie vocali, ritmi controtempo e pause strumentali) e nella frenesia sciagurata di Bust e AWOL. E se il disco perde colpi nella seconda parte, quando le canzoni rallentano pericolosamente (fino alla semplice ballad Deranged), quella prima parte, straripante di entusiasmo ed energia, basta a farne uno dei dischi piu` effervescenti di tutto il popcore.

Picchiando piu` che mai come dei forsennati, i ragazzi hanno trovato una compostezza classica. Da aggiungere all'Olimpo del genere, al fianco dei compaesani New Bomb Turks, nel solco tracciato dai Pagans.

Wick registra anche con lo pseudonimo Cocaine Sniffing Triumph.

Karcic, Wick e compagni trovano la via del successo con Bricks And Blackouts (Warner Bros, 1998), un album che ripete lo stesso sermone ma lo fa con piu` convinzione che mai. Anxiety e 97th Tear sono forse le loro canzoni piu` melodiche di sempre, ma non hanno perso la grinta dei primi dischi.

Jerry Wick e` morto in un incidente stradale nel gennaio 2001.

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