Goo Goo Dolls
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Goo Goo Dolls, 6/10
Jed , 6/10
Hold Me Up , 7/10
Superstar Car Wash , 6/10
A Boy Named Goo , 6/10
Dizzy Up The Girl , 5/10
Gutterflower , 4/10
Let Love In (2006), 3/10
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A Buffalo ebbe inizio nel 1986 la storia dei Goo Goo Dolls, il trio di Robbie Takac (canto e basso), Johnny Rzeznik (chitarra) e George Tutuska (batteria).

L'album omonimo del 1987 (per la Mercenary) li presento` come portavoce di un hardcore melodico con venature "metalliche" (Torn Apart, A Different Light), un genere gioviale che ricorre persino a coretti beat, ma sempre con il ritmo di una locomotiva in piena corsa (Living In A Hut) e che sposa i motivi piu` orecchiabili a temi perversi (Beat Me e soprattutto I'm Addicted, il loro punk-rock anthem per eccellenza). Le principali influenze a questo stadio sembrano essere Cheap Trick e Heartbreakers. I brani strumentali sembrano avere una funzione puramente parodistica, ora nei confronti del thrash (Messed Up) ora nei confronti dell'heavymetal (Hammerin Eggs).

Le ambizioni sono limitate, i risultati pregevoli ma non rivoluzionari. Il lavoro successivo, Jed (Death, 1989), conferma pregi e limiti dell'operazione. Non e` un caso che i brani migliori siano due cover. La frenetica e sarcastica Up Yours e` l'unica degna di figurare negli annali del gruppo.

Ma Hold Me Up (Metal Blade, 1990) aumenta la posta, sposando quell'estetica demenziale a sonorita` piu` hard-rock e mitigando il tutto con il rock'n'roll passionale dei Replacements e ritornelli punk-pop alla Husker Du. Nascono cosi` There You Are e Just The Way You Are, che sembrano uscite da un disco dei Replacements, accanto allo strumentale Kevin's Song. L'esuberante hardcore di Laughing e la depressa/romantica Two Days In February delimitano fisicamente (prima e ultima) ed emotivamente la raccolta.

Che Westerberg sia l'idolo del gruppo e` cosi` evidente che sara` proprio lui a scrivere il testo di We Are The Normal, la passionale e cadenzata ballata-guida di Superstar Car Wash (Warner Bros, 1993). L'album, forte di due hard-rock melodici come Lucky Star e Girls Right Next To Me, e` il piu` commerciale della loro carriera: perse del tutto le velleita` punkrock, sono rimaste soltanto le melodie, talvolta melense come nel Merseybeat (Second Time Around) e talaltra imparentate con il glam-rock degli anni '70 (Cause You're Gone). Fallin' Down sembra un derivato di My Sharona dei Knack. A salvarsi e` semmai String Of Lies, la meno orecchiabile ma anche la piu` intensamente personale.

A Boy Named Goo (Warner Bros, 1995), pilotato dall'arringa di Rzeznik Flat Top e dal melodismo discreto di Eyes Wide Open e Ain't That Unusual, rimette in gioco il gruppo con un piglio non meno commerciale ma semplicemente piu` curato. Il ritornello punk-pop di Burnin' Up e` degno dei Green Day, Naked e` una power-ballad alla Nirvana. Takac e` responsabile della melodrammatica Only One e soprattutto della ballad acustica Name (con un'apertura di chitarra degna di Weight della Band), che sale rapidamente le classifiche. Per la prima volta i Replacements hanno ispirato un best-seller: l'album fa dei Goo Goo Dolls le star che hanno sempre sognato di essere.

I Goo Goo Dolls stanno ai Replacements come i Dinosaur Jr stanno a Neil Young: lo stile musicale e` molto simile, ma la ragione di quello stile e` ben diversa, avendo perso tutto il suo contenuto esistenziale; la sintassi e` la stessa, ma nell'originale la semantica e` un fatto complesso, nell'imitazione la semantica e` ridotta alla sintassi stessa.

(Translation by xxx/ Tradotto da xxx)

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Dizzy Up The Girl (Warner Bros, 1998) e` pero` soltanto un tentativo di sfruttare il momendo di popolarita`, alimentato anche dal nuovo singolo Iris. But Dizzy Up The Girl (Warner Bros, 1998) is merely an excuse to seize the day. The band's popularity is at an all time high thanks to the new single Iris and that seems to be enough to put together a bunch of tasteless ballads and ripetitive riffs. Bulletproof apes the most emphatic heavy metal, All Eyes On Me fuses Rem and Nirvana, Amigone weds Soul Aylum's balladry with fast-paced punk-pop. Iris, Broadway, Black Balloon, Dizzy and Slide were the singles and turned the album into another best-seller for the band.

What I Learned About Ego Opinion Art And Commerce (Warner Bros, 2001) is a career anthology but omits most of the greatest hits.

Gutterflower (Warner, 2002) was a little too subdued and "adult", giving up too much of the energy and catchiness in favor of too little innovation. Let Love In (2006) and Something for the Rest of Us (2010) simply confirmed the slow decline of the band.

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