Grassy Knoll
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
self-titled , 7/10
Positive , 5/10
III, 6/10
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Bob Green, bassista, compositore, disc jockey, cineasta e fotografo, nato a Dallas ma laureatosi al San Francisco Art Institute, con credenziali che vanno dagli interessanti Sky Cries Mary ai grandissimi Trance Mission, debutta con un aristocratico esercizio di avanguardia postmodernista, Grassy Knoll (Nettwerk, 1995), registrato con una formazione di sessionman di San Francisco: il batterista David Revelli, il trombettista Chris Grady e il sassofonista Jonathan Byerly. Ogni brano e` un accumulo certosino di gesti sonori, ispirato dalle tecniche artistiche e cinematografiche del collage e del montage, con una spiccata predilezione per il jazz (non si contano le citazioni da Miles Davis, Ornette Coleman e John Coltrane). Si parlera` di acid jazz, di risposta americana al trip hop britannico, di rap/jazz crossover, di un discepolo di Bill Laswell...

Il successo dell'album spinge Green a pubblicare una continuazione, Positive (Antilles, 1996), che pero` delude.

Le cellule sonore di III (Antilles, 1998) sono ormai prive di identita`, semplici gesti casuali nell'universo di questo trip hop intellettuale, un po' affettato e un po' distratto, che fa man bassa di generi musicali (jazz, hip-hop, ambient, dub, pop, serialismo, dodecafonia, elettronica). chitarra (Thurston Moore), basso (Green stesso) e batteria violoncelli, flauti, trombe e sassofoni

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(Copyright © 2003 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
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