Guided By Voices and Robert Pollard


(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions )
Devil Between My Toes, 5/10
Sandbox, 5/10
Self-Inflicted Aerial Nostalgia, 6/10
Same Place The Fly Got Smashed, 6/10
Propeller, 6.5/10
Vampire On Titus, 6.5/10
Bee Thousand, 7/10
Alien Lanes, 6.5/10
Under The Bushes Under The Stars, 6/10
Not In My Airforce, 5/10
Mag Earwhig, 6.5/10
Tonics And Twisted Chasers, 6/10
Kid Marine , 5/10
Waved Out , 6/10
Do The Collapse , 5/10
Speak Kindly, 6/10
Suitcase, 4/10
Isolation Drills , 6/10
Airport 5: Tower In The Fountain Of Sparks , 6/10
His Soft Rock Renegades: Choreographed Man of War , 6/10
Airport 5: Life Starts Here , 5/10
Circus Devils: Ringworm Interiors , 6/10
Universal Truths And Cycles , 5/10
Go Back Snowball: Calling Zero , 6/10
Pipe Dreams , 4/10
Robert Pollard: Motel of Fools , 4/10
Earthquake Glue (2003), 6/10
Circus Devils: Harold Pig Memorial (2003), 5.5/10
Circus Devils: Pinball Mars (2004), 5.5/10
Robert Pollard: Fiction Man (2004), 4.5/10
Half Smiles of the Decomposed (2004), 5/10
Robert Pollard: From A Compound Eye (2006), 4.5/10
Robert Pollard: Normal Happiness (2006), 4/10
Robert Pollard: Coast To Coast Carpet Of Love (2007), 4/10
Robert Pollard: Standard Gargoyle Decisions (2007), 4/10
Robert Pollard: Off To Business (2008) , 4/10
Robert Pollard: Superman Was A Rocker (2008) , 4/10
Psycho And The Birds: We've Moved (2008), 5/10
Boston Spaceships: Brown Submarine (2008), 5/10
Robert Pollard: The Crawling Distance (2009), 3/10
Let's Go Eat the Factory (2011), 4.5/10
Robert Pollard: We All Got Out Of The Army (Guided By Voices, 2010) , 4/10
Robert Pollard: Space City Kicks (2011), 4/10
Robert Pollard: Lord of the Birdcage (2011), 5/10
Robert Pollard: Mouseman Cloud (2012), 4/10
Class Clown Spots a UFO (2012) , 5/10
The Bears For Lunch (2012), 4.5/10
English Little League (2013), 4/10
Robert Pollard's Jack Sells The Cow (2012) , 4/10
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Ohio's Guided By Voices, was one of the most prolific projects in the country, and contributed to create the new stereotype of the "lo-fi" musician. The band, led by vocalist Robert Pollard and guitarist Tobin Sprout, began in 1986 to release an aberrant amount of albums that tended to sound all the same: second-hand psychedelic pop with minimal arrangements. The inspiration never changed, but the quality of the production peaked with Propeller (1992), Vampire On Titus (1993) and the best of them all, Bee Thousand (1994), before Sprout left Pollard and the routine became even more predictable. Pollard was backed by Cobra Verde on Mag Earwhig (1997), possibly his best album after the departure of Sprout.
(Translation by xxx/ Tradotto da xxx)

If English is your first language and you could translate this text, please contact me.

La tradizione degli Shoes e' stata continuata in Ohio dai Guided By Voices (ex Anacrusis) di Robert Pollard, un maestro elementare di Dayton che ha costruito nell'anonimato una delle carriere piu` spettacolari del pop moderno.

Il primo EP Forever Since Breakfast (I Wanna, 1986), registrato dal trio di Pollard, Tobin Sprout (chitarra) e Dan Toohey (basso), e` ancora succube degli REM, che dominavano il rock alternativo del periodo. E il primo album, Devil Between My Toes (E, 1987), e` ancor piu` succube della new wave, con i suoi ritmi demenziali alla Devo e le sue armonie complesse alla Wire. Dogs' Out, Hey Hey, Old Battery e Cyclops sono ancora copie carbone degli REM.

Ma quello di Sandbox (Halo, 1987) era gia` un genere melodico (modelli Big Star e XTC) che e' "lo-fi" (alla Pavement, ma anni prima di loro) e frammentario (alla Sebadoh), ovvero l'esatto opposto di cio' che potrebbe sfondare nelle classifiche. Canzoni come Lips Of Steel sono coerenti con il pop sud-orientale di quegli anni (DB's e compagni). Adverse Wind, Everyday e Long Distance Man guardano ancora al modello REM.

Self-Inflicted Aerial Nostalgia (Halo, 1989) aggiunse semplicemente un tocco psichedelico alla ricetta, che ebbe l'unico effetto di rendere piu` serio lo scherzo. Ma scherzo rimaneva, in quanto nessuna delle canzoni era davvero una canzone completa. Pollard rifiutava ancora di prendersi sul serio, ma la sua vera personalita` cominciava ad emergere prepotentemente, sia nei ritornelli sia nella produzione. Si odono echi sempre piu` forti di Who e Beatles in Paper Girl, Short On Posters, Navigating Flood Regions e soprattutto An Earful Of Wax. Pollard sta maturando come "poeta" nel senso che comincia a scrivere storie fiabesche e un po' improbabili (The Future Is In Eggs, The Great Blake St Canoe Race).

In uno stile un po' depresso viene composto il concept Same Place The Fly Got Smashed (Engine #9, 1990). Disco ancora di transizione, annovera comunque Local Mix Up, Order For The New Slave Trade, Hard Way, Pendulum. La formazione cambiava di continuo e l'unica costante erano lui e il chitarrista Tobin Sprout.

A quel punto Pollard considero` chiusa la partita, tanto che raccolse in Propeller (Rockathon, 1992) gli scarti migliori degli album precedenti. Furono invece proprio le sue Weed King, Some Drilling Implied e Unleashed che fecero scattare la molla giusta. Le tante Quality Of Armor e Mesh Gear Fox del disco fecero sensazione. La critica si accorse finalmente di lui e da quel momento ebbe inizio la sua stagione maggiore. Tobin Sprout si fa largo con Red Gas Circle e soprattutto 14 Cheerleader Coldfront (a mellow ballad with vocal harmonies in the vein of Crosby & Nash).

Smessi i panni dei dilettanti, i Guided By Voices si organizzarono aggiungendo Mitch Mitchell alla chitarra e Kevin Fennell alla batteria. L'ode psichedelico-spaziale Unstable Journey, l'incubo martellante di Perhaps Now The Vultures e il grottesco cartone animato di Ergo Space Pig spiccano fra le trentatre vignette di Vampire On Titus (Scat, 1993). Sul fronte pop il disco annovera le ballad Gleemer e Over The Neptune, il malinconico folk-rock di Metal Mothers, un'ottima imitazione degli Hollies (Jar Of Cardinals), una nenia alla John Lennon (Wondering Boy Poet). Sul fronte dell'hard-rock il complesso strimpella la tenera Wished I Was A Giant, dove sembra di sentire David Bowie duettare con i Velvet Underground, la trascinante Quality Of Armor, nello stile del garage-rock degli anni '60, il glorioso voodoobilly di Lethargy e il cupo voodoobilly di Some Drilling Implied, il rock and roll orecchiabile alla New York Dolls di Unleashed, le veementi Dusted e Expecting Brainchild. Ma Pollard esagera nel sottoprodurre le canzoni. Il suo tentativo di trasformare la "presa diretta" e le "prove generali" in un nuovo genere musicale si riduce semplicemente in un criminale spreco di talento. Qualcuna delle brevi eccentriche vignette (Cool Off Kid Kilowatt, la gaia Exit Flagger, sempre a meta` strada fra Who e Hollies, Particularly Damaged) vale forse piu` di tutte le canzoni messe assieme,

Fra i loro gioielli pop si contano anche i singoli del 1993/94, in particolare If We Wait (Anyway, 1993) e Cruise (Simple Solutions, 1994). Gli EP sono piu` dispersivi, come se fossero stati improvvisati sul momento o se vi avessero trovato posto canzoni che non stavano bene su nessuno degli album: troppo generiche quelle di The Grand Hour (Scat, 1994), salvo forse Break Even, troppo minuscole quelle di Fast Japanese Spin Cycle (Engine, 1993), salvo My Impression Now, e Clown Prince Of The Menthol Trailer (Domino, 1993). Meglio quelle di Static Airplane Jive (City Slang, 1994) (Rockhaton, 1999), quanto meno Big School, Damn Good Mr Jam e Gelatin, quelle di Get Out Of My Stations (Siltbreeze, 1994), forse il migliore di sempre (Mobile, Melted Pat, Dusty Bushworms, Scalding Creek, Spring Tiger), e un paio di I Am The Scientist (Scat, 1995), Do The Earth e Planet's Own Brand.

Nonostante tanti anni di oblio, le ultime prove, tutte raccolte di tenui miniature melodiche senza pretese, presentano esattamente lo stesso sound e lo stesso livello qualitativo.

Per Bee Thousand (Scat, 1994) il gruppo e' cresciuto a sette unita', con Tobin Sprout quasi pari a Pollard in cabina di regia. Per il trentasettenne Pollard si tratta della rivincita, in quanto il disco viene finalmente recensito da tutti. Non e' cambiato molto: le canzoni si sono un po' allungate, ma rimangono allo stato di "dimostrazione", prototipo, prova; l'arrangiamento e' sempre amatoriale, casalingo, dimesso. Il gruppo si aggira con aria distratta fra il folk-rock dei Byrds (Hardcore UFO's), il rhythm'n'blues bianco dei primi anni '60 (Hot Freaks), le giostre psichedeliche del tardo Merseybeat (Smothered In Hugs), le marcette dei Turtles e degli Association (Echoes Myron), fino a inoltrarsi nei mondi claustrofobici di Barrett e Hitchcock (I Am A Scientist, forse il capolavoro, Gold Star For Robot Boy) e li' beatamente perdersi.

Bee Thousand - The Director's Cut (Scat, 2004) is a 3-LP box-set containing the original album and four alternate versions.

La fama di Pollard e` in rapida ascesa. Tanto che i primi cinque album vengono ristampati in un cofanetto (insieme a una ventina di inediti).

Su Alien Lanes (Matador, 1995) Pollard raccoglie ben ventotto frammenti melodici, tutti registrati in maniera religiosamente amatoriale. A dilagare sono le fastidiose armonie vocali (Closer You Are) e le marcette scanzonate (As We Go Up We Go Down) dei Beatles, nonche' imitazioni anche troppo smaccate di John Lennon, al limite della parodia (Pimple Zoo, Chicken Blows), ma mischiate a dosi sempre massicce di pop eccentrico (il trascinante swamp-rock distorto di My Valuable Hunting Knife, uno dei suoi capolavori, A Good Flying Bird, e l'ode metafisica Game Of Pricks a passo di Hollies). Il suo testardo epigonismo sposato alla maniacale predilezione per l'incompiuto ne fanno in realta` l'anti-Beatles per eccellenza, che decostruisce tutto cio` che era mitico e classico del loro pop di massa e lo trasforma in divertimento casalingo per amici intimi.
Passano per lo piu` sotto silenzio i brani duri e psichedelici (Watch Me Jumpstart, Striped White Jets, My Son Cool e lo strumentale Alright), che invece meglio riassumono l'originalita` musicale di Pollard. Motor Away fonde i due aspetti rifacendosi alle schitarrate ribelli e al piglio epico degli Who, ed e` quasi heavy-metal per loro.
Tobin Sprout scrive Straw Dogs e soprattutto Little Whirl, la piu` grintosa dell'intero album.

Esce l'EP Tigerbomb (Matador, 1995).

Ai limiti di questo programma pone rimedio Under The Bushes Under The Stars (Matador, 1996). Le sue ventiquattro canzoni sono davvero canzoni complete, registrate professionalmente e suonate fino in fondo. Sono anche ottimiste (confrontate con quelle malinconiche di Bee Thousand e quelle nervose di Alien Lanes). Ma quello che dovrebbe essere il grande evento della carriera di Pollard si rivela invece la grande delusione. Nel momento in cui abbandona il ruolo del teorico, Pollard diventa un cantautore mediocre, capace soltanto di imitare i modelli del passato. Il disco scorre monocorde, senza entusiasmo, fra la melodia del singolo Ironmen Rally Song che sembra di aver gia` ascoltato cento volte e e il rock'n'roll insolitamente ruvido di Cut Out Witch e Man Called Aerodynamics. I ritornelli un po' troppo generici di Underwater Explosions e It's Like Soul Man non vanno lontano, e Ghost Of A Different Dream e` talmente contorta che sembra una canzone dei Cure. Lo spiegamento di mezzi sembra mettere in difficolta` Pollard invece che aiutarlo. L'artigiano si rifugia nelle canzoni piu` timide, il folk acustico di Acorns & Orioles, il "lento" Pink Floyd-iano To Remake The Young Flyer (di Sprout), la soffice e ipnotica Don't Stop Now, dove se non altro la sua voce non e` incalzata dagli strumenti.

Pollard e` prolifico piu` che mai. Ha gia` pronto un EP, Sunfish Holy Breakfast (Matador, 1996), e Plantations of Pale Pink (Matador, 1996), con un'altra infornata di canzonette. Catfood on the Earwig, A Life in Finer Clothing e Subtle Gear Shifting lo ritraggono nei panni piu` eccentrici, ma vince ancora una volta un tributo agli Who, The Who Vs. Porky Pig.

Alien Lanes e Bee Thousand rimangono probabilmente i capolavori dei Guided By Voices.

Tobin Sprout lascia il compagno e avvia la sua carriera solista. Poco dopo anche Mitch Mitchell lancia un proprio progetto.

Pollard registra invece Not In My Airforce (Matador, 1996), 22 brani di rock approssimativo e nervoso come prima di Under The Stars. Ancora una volta riesce meglio quando imita gli Who (Psychic Pilot Clocks Out) che quando fa l'idiot savant.

Per Mag Earwhig (Matador, 1997) Pollard licenzia i suoi ex-compagni e assume i Cobra Verde di John Petkovic (alla cui band precedente, Death Of Samantha, Pollard deve non poco). Ventuno i brani questa volta, un calderone che inizia con Can't Hear The Revolution, un esperimento di falsa avanguardia come li facevano i tardi Beatles. Se le melodie sono spesso stucchevoli, gli arrangiamenti sono sempre intelligenti. Magistrale il modo in cui erigono senso di desolazione e tensione in Portable Men's Society, con la chitarra che tempesta un boogie in staccato, un sibilo elettronico che squarcia il vuoto e il canto d'oltretomba che si libra in un gemito epico. Il fatto di disporre finalmente di un vero complesso rock gli consente di comporre anche canzoni dalla dinamica complessa come questa, o come The Finest Joke Is Upon Us. La presenza del chitarrista Doug Gillard e` comunque avvertibile sia nel boogie assordante che contrappunta il singolo Bulldog Skin sia soprattutto nella nuova gemma in stile Who del disco, I Am A Tree.
Pollard rimane comunque prima di tutto un piccolo genio del pop, come dimostrano gli sdolcinati ritornelli Merseybeat di Jane Of The Waking Universe e Mute Superstar e le progressioni melodiche alla Hollies di Little Lines, forse le piu` irresistibili della sua carriera.
Il folk acustico per sola chitarra di Choking Tara e Now To War e la Sad If I Lost It a` la Byrds sono frammenti che appartengono al passato. Pollard si e` ormai promosso a professionista, prima del pop e ora anche del rock. Lasciare incompiute le sue canzoni era un buon trucco per nascondersi. Adesso deve misurarsi con il suo effettivo talento.
Pollard e` un po' sopravvalutato, ma un suo disco e` sempre un evento. Soltanto la mole della sua opera (fra singoli, Ep e album) basterebbe a garantirgli un posto sull'Olimpo della canzone moderna.

Tonics And Twisted Chasers (Rockathon, 1997), sempre con l'aiuto dei Cobra Verde e con la collaborazione dell'ex socio Tobin Sprout, e` altrettanto brioso.

Quello di Pollard e' un esercizio raffinato, ma che sa un po' di soliloquio nel deserto. In un certo senso ha continuato a ripetere una sua personale Abbey Road, un'operetta-collage a pannelli melodici.

Waved Out (Matador, 1998), album solista di Pollard, e` dispersivo e confuso come sempre, ma annovera qualche brano che lo redime e che anzi si pone fra i migliori di sempre: la solenne Make Use, la ballad pianistica, funerea e jazzata, di People Are Leaving il rock and roll trascinante di Subspace Biographies, e la fantasia psichedelica di Showbiz Opera Wlarus.

La colossale e autoindulgente dispersione della sua carriera tocca un altro fondale con il nuovo album solista, Kid Marine (Rockathon, 1998), primo di una serie di raccolte di brani piu` o meno improvvisati, capricci d'autore come Submarine Teams e Television Prison.

Do The Collapse (TVT 1999), with a new line-up (Doug Gillard of Cobra Verde on guitar, Jim MacPherson of Breeders on drums) does not fare well. Pollard's most regular sounding album and commercial move yields the intensely arranged melodies of Hold On Hope, Things I Will Keep, In Stitches. Pollard's favorite pace (the frantic march in crescendo) and his favorite vocal harmonies (the Hollies') propel Teenage FBI, with distorted guitar riffs replacing his favorite guitar accompaniment (the Byrds' jangling guitars).

The powerful and infectious power-pop of Surgical Focus (TVT, 1999) is easily one of the best of the year.

The duo formed by Guided By Voices' drummer Don Thrasher with guitarist and vocalist Dave Doughman, Swearing At Motorists, imitated the master (Pollard) on The Fear Of Low Flying Clouds (Spare Me, 1998), although subsequent albums became more and more personal statements by Dave Doughman: More Songs From The Mellow Struggle (Secretely Canadian, 2000), Number Seven Uptown (Secretely Canadian, 2001), This Flag Signals Goodbye (Secretely Canadian, 2002), Last Night Becomes This Morning (2006).

Do The Collapse (TVT 1999), con la formazione rimescolata (Doug Gillard dei Cobra Verde alla chitarra, Jim MacPherson dei Breeders alla batteria) e` un tentativo un po' sfacciato di vendere le sue melodie al grande pubblico (Teenage FBI, Hold On Hope, In Stitches). Things I Will Keep is canonical power-pop, with the guitar slighly more distorted than usual indulging in catchy progressions.
Robert Pollard and Doug Gillard also release Speak Kindly (Fading Captain Series, 1999), an album in their old "lo-fi" style. Robert Pollard e Doug Gillard pubblicano anche Speak Kindly (Fading Captain Series, 1999), un album nel vecchio stile "lo-fi".
Not content with the regular releases, Pollard dished out the four volumes of rarities Suitcase (Fading Captain Series, 2000) containing all sorts of discarded material that date as far back as 1974. Pollard claimed that about 200 tapes got lost in a flood, a fact which stands as proof for the existence of a merciful god. Suitcase 2 - American Superdream Wow (Fading Captain, 2005) added 100 more rarities, thus nominating the twofer for most abominable anthology of rarities in the history of recordings. (Translation by/ Tradotto da Paolo Latini)

Non pago delle realizzazioni ufficiali, Pollard pubblica un quarto volume di rarità Suitcase (Fading Captain Series, 2000) contenente ogni sorta di materiale scartato, datato a partire dal 1974. Pollard annuncia che quasi 200 registrazioni sono andate perse, cosa che dimostra l'esistenza di un Dio misericordioso.

Isolation Drills (TVT, 2001) continues Guided By Voices' quest for mass appeal. Forsaken eccentricity and quirkiness, and armored in glossy production, Pollard sails towards mass consumption with the catchy and silly Glad Girls and Chasing Heather Crazy, both destined to remain crowd favorites. Pivotal Film, Want One, The Enemy and Skills Like This echo his 1960s heroes Who and T.Rex, although they now cater to the same middle-class teenagers who listen to Backstreet Boys. However, hidden between the lines, is Pollard's tragic philosophy of life, best expressed in the bitter (and tuneful) Fair Touching, the devastating How's My Drinking and the fatalistic Campfighter. Technically speaking, this could be Pollard's best album ever. Art not being only technique, this album stands more like a compromise between what he likes to play and what the world likes to hear. If nothing else, this time around Pollard thought twice before recording the songs. The music could only benefit. (Translation by/ Tradotto da Anna LaRocca)

Isolation Drills (TVT, 2001) e` il nuovo disco dei Guided By Voices. Abbandonate eccentricita' e originalita', e protetto in una produzione patinata, Pollard si avvia al consumo di massa con le orecchiabili e futili Glad Girls e Chasing Heather Crazy. Pivotal Film, Want One e Skills Like This imitano i suoi eroi anni sessanta Who e T.Rex, e tuttavia soddisfano, adesso, gli stessi adolescenti della middle class che ascoltano i Backstreet Boys. Ma nascosta tra le righe c'e' la tragica filosofia di vita di Pollard, meglio espressa nella amara Fair Touching, la devastante How's My Drinking e la fatalistica Campfighter.

Tower In The Fountain Of Sparks (Fading Captain, 2001), credited to Airport 5, is the first collaboration between Robert Pollard and former bandmate Tobin Sprout since their professional break-up. Sprout writes most of the music and Pollard basically improvises over the partner's instrumental scores. Since this is, ultimately, an album about textures, it belongs more to the former than to the latter. Sprout seems to be playing in a sort of zombie-like, foggy trance, from which there emerge the surreal twang of Burns Carpenter and Total Exposure, the mournful raga of Subatomic Rain, the icy dirge of The Cost of Shipping Cattle. Pollard can't resist to throw in the garage-rock of One More and the Sgt Pepper's parody Mansfield In The Sky, but the core of the album is Sprout's quiet lunacy. The best aspect of the duo's collaboration is perhaps best summarized by a trio of simple, catchy, melancholy pop tunes: Up The Nails, Stifled Man Casino, Feathering Clueless. Here Pollard is just a singer, Sprout is the composer, but the two perfectly complement each other.

The second Airport 5 album, Life Starts Here (Fading Captain, 2002), sounds like leftovers from the first one.

His Soft Rock Renegades, the band credited for Choreographed Man of War (Recordhead, 2001), is Pollard again with the same line-up of Do The Collapse:, bassist Greg Demos and Drummer Jim MacPherson. The trio serves two classics in the genre of the introspective ballad: Edison's Memos and 7th Level Shutdown. On the other hand, I Drove a Tank and Bally Hoo pay tribute to the Who, and even the more conventional (i.e., trivial) power-pop of Kickboxer Lightning displays an uncanny talent for writing catchy tunes. In his mature age, Pollard is focusing on the wedding of introspection and melody. No wonder he gives his best in the genre of the sentimental ballad.

(Translation by/ Tradotto da Paolo Latini)

Tower In The Fountain Of Sparks (Fading Captain, 2001), accreditato a Airport 5, è la prima collaborazione tra Robert Pollard e il cofondatore della band Tobin Sprout dal loro divorzio professionale. Sprout scrive gran parte della musica e Pollard sostanzialmente improvvisa sul materiale datogli dal collega. Questo è, in definitiva, ul album sulle textures, e appartiene più al primo che al secondo. Sprout sembra suonare in una sorta di stato "zombie", una trance nebbiosa, dalla quale emergono il tono vibrato surreale di Burns Carpenter e Total Exposure,  il raga funereo di Subatomic Rain e la messa glaciale The Cost of Shipping Cattle. Pollard non resiste al richiamo del garage-rock di One More e alla parodia di Sgt Pepper Mansfield In The Sky, ma il cuore dell'album è la dolce follia lunatica di Sprout. Il miglior aspetto della collaborazione è forse ben sintetizzato da un terzetto di semplici, malinconiche canzoncine pop: Up The Nails, Stifled Man Casino, Feathering Clueless. Qui Pollard fa solo il cantante, e Sprout è il compositore, ma i due si completano perfettamente.

Il secondo disco di Airport 5, Life Starts Here (Fading Captain, 2002), sembra un'eccedenza del primo .

I suoi Soft Rock Renegades, il gruppo cui è accreditato Choreographed Man of War (Recordhead, 2001), è nuovamente Pollard con la stessa line-up di Do The Collapse: il bassista Greg Demos e il batterista Jim MacPherson. Il trio produce due classici nel genere della ballata introspettiva: Edison's Memos e 7th Level Shutdown. D'altro lato, I Drove a Tank e Bally Hoo sono un tributo agli Who, e anche il più convenzionale (i.e., triviale) power-pop di Kickboxer Lightning mostra un magico talento nello scrivere motivi orecchiabili. Raggiunta la maturità, Pollard cerca di focalizzarsi sull'unione tra introspezione e melodia. Non meraviglia che dia il meglio nel genere della ballata sentimentale.

Circus Devils is another side-project launched by Robert Pollard (paired with Todd and Tim Tobias). Ringworm Interiors (Fading Captain, 2002), Harold Pig Memorial (Fading Captain, 2003), Pinball Mars (Fading Captain, 2004), Five (Fading Captain, 2005), are more experimental and difficult than the Guided By Voices output.

Guided By Voices released four singles in 2002: Back To The Lake / Dig Through My Window, Cheyenne / Visit This Place, Everywhere With Helicopter, Universal Truths And Cycles.

On their 13th studio album, Universal Truths And Cycles (Matador, 2002), Guided By Voices sound like a band with a mission: the mission to obfuscate their own past. With the exception of the sulphuric, limping voodoobilly Skin Parade, the bluesy garage stomp From a Voice Plantation, and the sublime hypnosis of Car Language, the songs are as linear as on any mainstream-rock album. Pollard is still perfecting his manic quest for the resurrection of classic power-pop as enunciated by the Who (Christian Animation Torch Carriers and Eureka Signs), and the results are occasionally brilliant (the quintessential bubblegum melody Cheyenne, the slightly demented rigmarole Everywhere with Helicopter, the languid Cheyenne that Suede could kill for), but more often not (check out the stark REM-ian ballad Storm Vibrations or the lame Brit-pop ditty Universal Truths and Cycles). The playing is more solid than ever, with guitarist Doug Gillard penning tasty distortions everywhere, Todd Tobias' keyboards adding a surreal touch and the rhythm section of Nate Farley and Jon McCann drawing a straight line for the others to follow.
As usual, the problem is that most of these songs are not songs but just ideas, and maybe ideas should simply be kept in the drawer until you are ready to turn them into songs. The overall feeling, as usual, is of some really good tunes buried in tidal waves of filler.

In the meantime, Calling Zero (Matador, 2002), credited to Go Back Snowball, is a collaboration between Pollard and Superchunk's Mac McCaughan. The two concoct grand pop in the vein of Neutral Milk Hotel and Apples In Stereo, a vast cry from either Guided By Voices or Superchunk.

On Pipe Dreams Of Instant Prince Whippet (Recordhead, 2002) Guided By Voices, the greatest pop swindle of the decade, dishes out another dose of half-bake songs.

Go Back Snowball's Calling Zero (Fading Captain, 2002) is a collaboration between Superchunk's Mac McCaughan and Robert Pollard.

Few people have produced so many irrelevant recordings as Robert Pollard. His solo album Motel of Fools (Fading Captain, 2003) has only one song worth listening to, Captain Black.

Guided By Voices's Earthquake Glue (Matador, 2003) is another set of trivial power-pop refrains, but enhanced with a crunchy, propulsive guitar sound (on full display in the breakneck rock'n'roll of Useless Inventions).
There are explicit references to the Sixties: I'll Replace You With Machines, the one moment of epic madness on the album (thanks to electronic distortion and catastrophic drumming), echoes the Who circa Happy Jack and the Hollies circa Bus Stop; the riff and melody of She Goes Off at Night are clearly inspired by riffs and melodies from Who's Tommy; Secret Star (that mimicks the Kinks' Waterloo Sunset) condenses Pollard's art of jangling guitars, martial tempos, sweet vocal harmonies.
Also captivating are the slower, simpler songs, that occasionally prove Pollard is not so overrated after all: the ecstatic ballad The Best of Jill Hives, propelled by a light boogie rhythm a` la Velvet Underground; Dirty Water, sung in Sting-like sensual register, backed by bluesy guitar (replete with Cream-like wah-wah and vibrato) and tom-tom rhythm from an Indian war dance; and the REM-like litany The Main Street Wizards. My Kind of Soldier is the "standout" from the melodic viewpoint.
Every song relies on insanely catchy motifs and impeccable execution: no question about that. The problem is that it's hard to tell most of them from the others, and from the thousand tunes that came before them. One gets positively annoyed upon hearing the 1000nd Beatles-ian progression or the 200th Big Star-ian power riff or the 400th Byrds-ian harmonies. What he has is talent, not genius.

Human Amusements at Hourly Rates (Matador, 2003) is a 32-song career retrospective. It includes a few rarities: the spacey folk-rock of Twilight Campfighter (worthy of the Byrds circa 1966), the violent rock'n'roll of Captain's Dead (with Byrds-ian vocal harmonies), the psychedelic ballad Tractor Rape Chain and the brief but hypnotic Non-Absorbing.

Hardcore UFOs (Matador, 2003) is a 5-cd box-set (their third box-set) that works both as career retrospective, singles, rarities and live performance.

Robert Pollard's Fiction Man (Fading Captain, 2004) could be worse if it didn't boast multi-instrumentalist Todd Tobias' tasty arrangements: one of Pollard's worst albums ever.

Half Smiles Of The Decomposed (Matador, 2004), announced as Guided By Voices' final album, is typical of both their assetts and liabilities. It refines the essence of their power-pop with impeccable artifacts such as Everybody Thinks I'm A Raincloud, the half-whispered vocals wrapped into heavy guitar strumming and pounding drums, or the Byrds-ian, jangling The Closets Of Henry. It continues the never-ending exploration of experimental song structures and arrangements (Sleep Over Jack). It indulges in effervescent psychedelic rigmaroles (Gonna Never Have to Die, Huffman Prairie Flying Field, one of his best) and unorthodox folk ballads (the semi-orchestral Window Of My World) that redefine genres with the grace of a bulldozer. The price to pay is the usual dose of lame pop refrains (Girls of Wild Strawberries, Asphyxiated Circle) and the usual frustration when a good idea is truncated after only two minutes. And the fundamental incompleteness of his program remains the same: none of his songs is a classic (as far as melody goes) and none of his songs is an outstanding "composition". The number of tracks that get close to being either is impressive, but, at the end of the day, none truly succeeds. In this case one is also left with the impression that the second half of the album is mostly made of left-overs (the quality is dramatically inferior to the songs of the first half).

Pollard's 26-song From A Compound Eye (2006) continued to dilute his (already mediocre) art over colossal heaps of filler. Normal Happiness (2006) was its poppier (and, thankfully, slimmer) companion.

Crickets (2007) is a double-CD compilation of material from 1999-2007.

The seven-song EP Silverfish Trivia (Prom Is Coming, 2007) contains the eight-minute Cats Love A Parade.

To make things even more unbearable, Pollard released two albums that were one the alter-ego of the other: a collection of trivial pop ditties, Coast To Coast Carpet Of Love (Merge, 2007), versus a parade of trite blues-rock shuffles, Standard Gargoyle Decisions (Merge, 2007).

He certainly helped create the trend, but Pollard's Off To Business (2008) does little other than indulge in the fashionable alt-pop format. In fact, he seems to steer towards classic adult rock in The Original Heart and The Blondes (pretty much the only reasons to listen to the album).

Pollard's psych-pop fared slightly better on We've Moved (Happy Jack Rock Records, 2008), credited to Psycho And The Birds, while Superman Was A Rocker (Needmore Songs, 2008), credited to Robert Pollard, was yet another copy of the bad record that he kept recording over and over again.

Guided by Voices' vocalist Robert Pollard, Decemberists' drummer John Moen and and guitarist Chris Slusarenko formed the Boston Spaceships that debuted with Brown Submarine (2008). Like most of Pollard's output, the album was a collection of forgettable roots-rock songs. Like most of Pollard's project, it immediately became super-prolific, yielding Planets Are Blasted (2009), Elephant Jokes (2009), with 22 songs, and Zero to 99 (2009), albums that sounded like recycled Guided By Voices ditties, if not leftovers.

The Crawling Distance (Guided By Voices, 2009) was another collaboration between Pollard and Todd Tobias.

(Translation by/ Tradotto da Paolo Latini)

Circus Devils è un altro progetto parallelo lanciato da Robert Pollard (con l'aiuto di Todd e Tim Tobias). Ringworm Interiors (Fading Captain, 2002) è più sperimentale e difficile dei dischi dei Guided By Voices.

Guided By Voices realizzano quattro singoli nel 2002: Back To The Lake / Dig Through My Window, Cheyenne / Visit This Place, Everywhere With Helicopter, Universal Truths And Cycles.

Sul loro tredicesimo studio album, Universal Truths And Cycles (Matador, 2002), i Guided By Voices sembrano aver trovato una missione: quella di offuscare il loro passato. Con l'eccezione del voodobilly sulfureo e zoppicante Skin Parade, il garage-blues From a Voice Plantation, e la sublime ipnosi di Car Language, le canzoni sono lineari come quelle di qualunque altro album di mainstream-rock. Pollard continua a perfezionare la sua maniacale voglia di classico power pop alla Who (Christian Animation Torch Carriers and Eureka Signs), e i risultati sono occasionalmente brillanti (la quintessenziale melodia bubblegum Cheyenne, la tenue tiritera demente Everywhere with Helicopter, la languida Cheyenne che gli Suede potrebbero uccidere per fare propria), ma più spesso non lo sono (la ballata Rem-iana Storm Vibrations o la zoppicante melodia Brit-pop Universal Truths and Cycles). La parte suonata è più solida che mai, con il chitarrista Doug Gillard che dissemina gustose distorsioni ovunque, le tastiere di Todd Tobias aggiungono un tocco surreale, e la sezione ritmica di Nate Farley e Jon McCann disegnao una linea retta perché gli altri la seguano.
Come sempre, il problema è che molte di queste canzoni non sono canzoni, ma mere idee, e probabilmente le idee è bene metterle in atto quando si capaci di trasformarle in canzoni. La sensazione predominante, come sempre, è quella di essere davanti a buone canzoni sepolte in una marea di pezzi riempitivi.

Nel frattempo, Calling Zero (Matador, 2002), accreditato a Go Back Snowball, è una collaborazione tra Pollard e Mac McCaughan dei Superchunk. I due concepiscono un grand pop nella vena di  Neutral Milk Hotel e Apples In Stereo, molto distante sia dai Guided By Voices che dai Superchunk.

 Su Pipe Dreams Of Instant Prince Whippet (Recordhead, 2002) i Guided By Voices, la più grande truffa pop del decennio, preparano un'altra dose di mezze canzoni.

In pochi hanno realizzato così tanti dischi irrilevanti quanto Robert Pollard. Il suo album solista Motel of Fools (Fading Captain, 2003) hha solo una canzone che valga la pena di ascoltare, Captain Black.

Earthquake Glue (Matador, 2003) è un altro insieme di triviali ritornelli power-pop (My Kind of Soldier è il "migliore"), ma rafforzati da chitarre rumorose e propulsive (a pieno regime nel vertigionoso r'n'r di of Useless Inventions).
Ci sono espliciti riferimenti ai Sixties: I'll Replace You With Machines, il momento di pazzia epica dell'album (grazie alle distorsioni elettroniche e al drumming catastrofico), echi di Who, zona Happy Jack e Hollies zona Bus Stop; il riff e la melodia di She Goes Off at Night sono chiaramente ispirati dai riff e dalle melodie degli Who di Tommy; Secret Star (che mima i Kinks di Waterloo Sunset) condensa l'arte di Pollard  nelle chitarre jangling, tempi marziali, e dolci armonie vocali.
Accativvanti sono anche le canzoni pià lente e più semplici, che occasionalmente provano che Pollard non è poi così sopravvalutato dopo tutto: la febbrile ballata The Best of Jill Hives, vivacizzata da un leggero boogie à la Velvet Underground; Dirty Water, cantata nel registro sensuale di Sting, pennellato da una chitarra bluesy (riempita da wah-wah e vibrati che ricordano i Cream) e ritmi tom-tom da una danza della guerra indiana; e la litania Rem-iana The Main Street Wizards.
Ciasun pezzo poggia su motivi insanamente orecchiabili ed esecuzioni impeccabili: niente da eccepire su questo. Il problema è che è difficile distinguerli dagli altri, e dalle decine di migliaia di motivi che sono venuti prima. Si rischia la noia, dopo aver ascoltato la millesima progressione Beatlesiana, o il duecentesimo riff Big Star-iano, o  la quattrocentesima armonia Byrds-iana. Quello di Pollard è talento, non genio.

Robert Pollard reformed Guided By Voices but, luckily, he re-employed Tobin Sprout, who helped rescue the 21-song Let's Go Eat the Factory (2011) from the leader's old-fashioned power-pop (the singles The Unsinkable Fats Domino and Doughnut for a Snowman plus at least Waves and Chocolate Boy) and his rough and fragmentary nostalgia with God Loves Us and Spiderfighter.

Pollard's We All Got Out Of The Army (Guided By Voices, 2010) is basically a series of yawn-inspiring following the only decent one, the rocking Silk Rotor. And even that one is not exactly groundbreaking.

Most of Pollard's albums were now artificially constructed around one or two good songs, like I Wanna Be Your Man in the Moon off Space City Kicks (2011), or Science Magazine off Mouseman Cloud (2012). Reviewers started reviewing the titles of the songs instead of the music.

Admittedly, Pollard's Lord of the Birdcage (2011) was more consistent than any of its immediate predecessors, boasting an unusually large number of accomplished ditties in a variety of formats: Dunce Codex, Garden Smarm, You Can't Challenge Forward Progress, Smashed Middle Finger, Ribbon of Fat.

Meanwhile, the reunited Guided By Voices then unleashed the spotty 21-song tour de force Class Clown Spots a UFO (2012). The triptych of Class Clown Spots a UFO, Keep It In Motion and Jon the Croc matches anything they did in the beginning, while the lo-fi pop Tyson's High School and Billy Wire even faithfully matches "the sound" of their beginning. The rocking No Transmission ends the album on a lively note, but too many of the fragments don't connect. The year ended with another album, the 19-song The Bears For Lunch (Guided By Voices Incorprated, 2012), that contains Hangover Child and King Arthur The Red, plus Tobin Sprout's The Corners Are Glowing, Waving At Airplanes and Skin To Skin Combat.

The six-song EP Down By The Racetrack (2013) contains the psychedelic title-track. The 17-song English Little League (2013), mostly devoted to slow tedious ballads, further dilutes the percentage of good music in Pollard's album, with only a couple of songs worthy of his pop fame (Flunky Minnows, Xeno Pariah) and only two rockers to awake the listener (W/ Glass In Foot and Sprout's Quiet Game).

Undeterred, and determined to prove that it's quantity and not quality that matters, Robert Pollard released the solo Jack Sells The Cow (Guided By Voices Inc, 2012), actually another collaboration with Todd Tobias, another low point in a career mainly of low points. After wasting time listening to all these songs, the critic picks at least one to salvage (in this case probably "Pontius Pilate Heart").

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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