Helmet
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Strap It On, 7/10
Meantime, 6/10
Betty, 5/10
Aftertaste, 5/10
Size Matters (2004), 4/10
Monochrome (2006), 4/10
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Page Hamilton, nativo dell'Oregon, studente laureato in musica jazz, si era fatto le ossa negli ensemble di Glenn Branca prima di diventare il chitarrista dei Band Of Susans. Verso la fine del 1989 assunse John Stanier (batteria), Henry Bogdan (basso) e Peter Mengede (chitarra, ex New Christs) e formo` gli Helmet. Il singolo Born Annoying/ Rumble li presento` come gli eredi naturali delle cacofonie assordanti dei Big Black, ma fu l'album Strap It On (Amphetamine Reptile, 1990) a trasformarli in una sensazione.
Repetition apre l'album all'insegna di un sound brutale, di un rumore continuo e lancinante, di un riff alla You Really Got Me (Kinks) sparato a milioni di decibel, di un assolo da macellaio (l'unico tipo di assolo che possa farsi udire in quell'inferno). Sinatra, con il suo marasma di dissonanze alla Sonic Youth portate agli estremi delle sinfonie di Glenn Branca, esprime in fondo il lato colto della loro operazione; mentre Rude, quintessenza dell'"Helmet sound" (canto psicotico e demenziale, riff sovrumano, cadenza lenta e singhiozzante) esprime la stessa estetica da una prospettiva di barbarie incolta. La differenza fra un intellettuale e un criminale si fa molto labile nell'universo sonoro degli Helmet.
Il caos totale di FBLA e le muraglie imponenti di Distracted e soprattutto le dissonanze sgangherate di Murder costituiscono i sintagmi fondamentali di questo linguaggio estremamente degradato. Bad Moon e` la loro versione di una danza tribale, propulsa da un impeto torrenziale, da un incedere omicida senza concedere pause. Blacktop e Make Room sono i brani piu` "musicali", quelli in cui e` discernibile una trama.

Il segreto di questa musica agonizzante, bruttissima, non sta in effetti tanto nei cataclismi delle chitarre (che di fatto portano alle estreme conseguenze le intuizioni di Prong e Sonic Youth), quanto in un cantante che non prova neppure a cantare e in uno dei piu` grandi batteristi in circolazione, agile e camaleontico come Tony Williams, aggressivo e irregolare come Bill Bruford, capace di forzare un 4/4 nei metri anomali prediletti da Hamilton, un batterista che ha inventato un nuovo stile fondato su sonorita` rimbombanti.

Quando esce Meantime (Interscope, 1992), la maledizione dei Big Black (quella di non poter avere discepoli) sembra colpire di nuovo: i chitarristi Mengede e Hamilton attenuano alquanto la frequenza delle loro distorsioni, dimostrando una volta di piu` come l'industria discografica possa uccidere sul nascere un caso artistico. Rallenta il ritmo infernale, e il canto si normalizza in brani da programmazione radiofonica come In The Meantime (peraltro degna prosecuzione di Blacktop) e Unsung (con il riff di Beg To Differ dei Prong), certamente meno ostili del primo album. Il sound e` sempre denso e cavernoso, tetro e asfissiante. He Feels Bad e` la canzone manifesto del malessere esistenziale da cui ha origine il loro sound brutale, e Ironhead e` il brano che meglio esemplifica il loro erudito contrappunto.

Perso Mengede (che forma gli Handsome) e assunto il chitarrista ritmico Rob Echevarria (ex Rest In Pieces), Page Hamilton prova a cambiare marcia al suo gruppo di lupi mannari con Betty (Interscope, 1994), ma la metamorfosi non e` granche' felice: Biscuits For Smut (senza basso) e soprattutto Tic (colate di feedback a passo da bulldozer) formano la barriera di potenza, ma e` il blues apocalittico di Sam Hell (che piacerebbe a Jon Spencer) a emergere quasi trionfale sull'oscuro magma del resto. Il sound rimane saldamente ancorato a riff brutali da mezzo cingolato, a una sezione ritmica gelidamente geometrica e al canto piu` monocorde della storia della musica. Hamilton ha tentato probabilmente di comporre non un disco ma un'erudita lezione di grunge d'avanguardia. Due i principi su cui si fonda la sua dottrina: la preminenza della "groove" sugli assoli (come dimostrato, per esempio, nel power-pop di Speechless) e l'abuso di tempi insoliti (vedi, per esempio, Vaccination). Questo rock chitarristico, insomma, alla fine fa leva piu` sulla sezione ritmica che sulla chitarra.

Attaccati da destra e da sinistra da emuli del calibro di Tool e Korn, gli Helmet si rifugiano in un disco ben piu` convenzionale e melodico dello sperimentale Betty. Perso anche Echevarria, brevemente rimpiazzato da Chris Traynor (ex Orange 9mm), Hamilton registra Aftertaste (Interscope, 1997) con la sola sezione ritmica di Henry Bogdan e John Stainer. La quale e` responsabile del loro sound nel bene e nel male: fin dagli esordi le sue banali geometrie sono state uno dei marchi di fabbrica del gruppo (e in questa versione e` certamente una delle piu` noiose e prevedibili della storia del rock), ma al tempo stesso e` responsabile di tutto cio` di originale che il gruppo ha fatto (soprattutto su Betty), perche' l'originalita` degli Helmet si e` vista finora soltanto nelle "groove" e nei tempi. Ad Hamilton bisogna riconoscere la coerenza con la sua antipatia per gli assoli: la sua chitarra e` un semplice riempitivo, un suono di sottofondo, quasi mai una voce protagonista. Le melodie sono, come sempre, di una pochezza sconcertante.
C'e` pertanto poco da scrivere su Renovation, It's Easy To Get Bored, Visibility, brani regali del grunge, ma privi di personalita`. Questo e` l'equivalente heavy metal della musica da supermercato, musica d'ambiente, musica da non ascoltare. Le sincopi di Exactly What You Wanted costituiscono uno dei vertici commerciali del gruppo.
Unsung ne fece degli eroi, e queste canzoni sono figlie di Unsung. Dopo aver tentato di liberarsi dello stereotipo che aveva creato, Hamilton ha capito di avere un futuro soltanto fintanto che quello stereotipo ha un mercato.
Strap It On rimane una pietra miliare del rock, ma gli Helmet hanno fatto poco per fugare l'impressione di esserci arrivati per puro caso, un po' come Colombo scoperse l'America pensando di aver scoperto tutt'altro.

Helmet, formed by Band Of Susans' guitarist Page Hamilton, were the undisputed leaders of New York's grunge. Strap It On (1990) defined their sound: stormy, dense and dark; a dull, continuous, torrential noise that created a manic tension.
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Gandhi was Page Hamilton's new group in 2002.

Unsung (Interscope, 2004) is an anthology.

After a seven-year hiatus, a revised Helmet (Page Hamilton being the only original member left) returned with the mediocre Size Matters (Interscope, 2004) and Monochrome (2006). Yet another line-up change resulted in Seeing Eye Dog (2010), with Hamilton still striving to resurrect the past glory days.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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