Hum
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
You'd Prefer An Astronaut, 6/10
Downward Is Heavenward, 6/10
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Gli Hum giunsero dalla provincia del Midwest (Champaigne, Illinois) con uno stile che era ispirato al grunge di Seattle, e un cantante e chitarrista, Matt Talbott, che era il Kurt Cobain di turno. Fillet Show (Cargo, 1991) non andava oltre la diligente imitazione, ma Electra 2000 (Cargo, 1993), aggiunti alla formazione il chitarrista Tim Lash e il bassista Jeff Dimpsey, scodello` almeno una Double Dip degna dei maestri.

You'd Prefer An Astronaut (RCA, 1995) era stipato di zuccherosi feedback e di ritornelli pop, da Little Dipper all'eterea Why I Like The Robins, e fulminava gli appassionati del grunge con Suicide Machine e I'd Like Your Hair Long, oltre alla Stars, che corono` di fatto l'epoca del grunge.

Downward Is Heavenward (RCA, 1998) ha messo a punto la formula: motivetti teneri vengono deposti su cataste di riff incendiari e punteggiati da un lento battito marziale. Le chitarre stridono dall'inizio alla fine, il canto di Matt Talbott sdipana melodie in tono dimesso. L'accoppiata e` straniante, in quanto i due elementi sono praticamente la negazione l'uno dell'altro. Gli Hum estremizzano l'equazione dei Nirvana, accentuando tanto contenuto melodico della melodia quanto la potenza lacerante dei riff. Su Isle Of The Cheetah, If You Are To Bloom e Green To Me sembra di ascoltare cinque Hendrix e dieci Van Halen che accompagnino il piu` ombroso Stephen Merritt (Magnetic Field), o i Nirvana al quadrato con Suzanne Vega al canto. Il disco sfuma in canzoni sempre meno organiche, sempre piu` astratte, lambendo il languore degli "shoegazer" in Afternoon With The Axolotis, e la trance mistica nella lunga Dreamboat. La piu` melodica e meno rumorosa, quasi folk, e` Mr Lazarus.

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