Kepone
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Ugly Dance, 6.5/10
Skin , 6/10
Kepone, 6/10
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I Kepone di Tim Harriss e Mike Bishop (bassista dei Gwar) provengono da Richmond, in Virginia. Esordiscono con i singoli Henry (Tenderizer, 1993), una ballata rumorosa e cadenzata da riff ciclopici, e 295 (Alternative Tentacles, 1994). I Kepone propongono un rock vigoroso e nervoso che sembra voler innestare l'heavymetal nella scuola dell'hardcore virulento del Midwest.

Ugly Dance (Quarterstick, 1994) presenta, nell'insieme, una formazione ancor piu' agguerrita e frastornante. Il sound tumultuoso e frentico di Loud si appoggia a schitarrate funky e a un drumming esplosivo. Su quelle fondamenta funkymetal il trio erige muraglie di riff, particolarmente spesse in Shit Talk. A momenti piu' pacati, in cui il primo piano e' per la "groove", si alternano momenti di assoluto delirio, quando il trio si lancia in gapollate sfinenti come Leadbreath o tritura idee rock and roll in maniera folle come in Eenie Meenie e Silly Sally. Wrong rispolvera le doti sceniche che erano state di Henry. La ciliegina sulla torta e' lo strumentale narco-psichedelico Brainflowr, degno dei piu' surreali Don Caballero.

Skin (Quarterstick, 1995), con Ed Trask (batterista degli Holy Roller), conferma le doti del power-trio, lasciando anche intravedere un'interessante maturazione verso un sound piu' cerebrale. Abbandonato il funk-metal che li aveva fatti paragonare ai Minutemen, i Kepone puntano soprattutto sulla loro bravura strumentale. Se Velveteen e Stay Down li propongono nei panni di una versione piu' veloce dei Jesus Lizard, con il talento melodico dei Pegboy e la furia rock and roll dei Didijts, se le grandinate e l'affanno di Superfucker fanno rispolverare il nome dei Big Black (ma il coro e' degno di un salmo islamico), altri brani (Blue Devil, in crescendo narcotico e con risonanze di raga psichedelico, Thin Solution, immerso in una tensione spasmodica) mettono in luce un'espressivita' piu' contorta e concettuale che li spinge oltre il punkrock, quando non in piena avanguardia (lo strumentale Idiot Ball Drop). Indubbiamente merito anche del nuovo batterista, come si evince dall'assolo fenomenale di Ed's Sad Party. Le liriche sono da incubo psicanalitico.

Kepone (Quarterstick, 1997) si lascia alle spalle definitivamente le etichette metal, punk e grunge. Il trio rimane uno splendido esemplare di polifonia ispida e rocciosa, ma la sterzata melodica di Bring It Down e I Am An Alien, in direzione di un Merseybeat riveduto nella maniera dei Cheap Trick, porta in primo piano ritornelli e armonie vocali; anche se brani come Ghost stressano la melodia con la carica emotiva del punkmetal e le iterazioni maniacali della musica industriale; e anche se il gruppo si concede qualche numero stralunato (un Liner Hymn a meta` fra trance lisergica e cantilenare mediorientale, una ballata folk sincopata nel modo funkmetal come Leave Your Bones, una narrazione carica di tensione come Virginia Creeper, una partitura trascendente come lo strumentale Dead Pop Ideal). Pointless e` un lontano ricordo delle rudi cavalcate nella tradizione dell'avant-hardcore di cui erano esponenti anche loro.

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