Lambchop


(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions )
I Hope You're Sitting Down, 8/10
How I Quit Smoking, 7/10
Thriller, 5/10
What Another Man Spills, 6/10
Nixon , 6/10
Tools In The Dryer (2001), 4/10
Is A Woman , 5/10
Trasure Chest Of The Enemy (2002), 3/10
Aw Cmon (2004) , 6/10
No You Cmon (2004), 6/10
Damaged (2006) , 6.5/10
OH (2008) , 5.5/10
Mr M (2012), 5/10
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Tennessee's Lambchop can be credited with proving the viability of chamber folk. The pieces on I Hope You're Sitting Down (1994) were artful digsuises of a gentle minstrel (guitarist/frontman Kurt Wagner) in a maze of keyboards, horns and strings. The music was more often funereal than exuberant, and the atmosphere was the equivalent of "film noir" in a Nashville setting. How I Quit Smoking (1996) was a more private affair, but still wrapped in arrangements that were pastoral, neoclassical, nostalgic, dreamy.
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Fra i gruppi che riscoprono il country svettano i Lambchop di Nashville, originariamente un trio chiamato Posterchild, capitanato dal chitarrista Kurt Wagner e titolare di tre cassette circolate soltanto fra amici. Cambiato nome, il combo comincio` ad arruolare strumentisti: tromba, trombone, violoncello, clarinetto, mandolino e cosi` via. Rispetto ai Palace Brothers e agli altri della corrente "rurale", l'ensemble di Wagner (presto salito a dieci unita`) eseguiva musiche che piu' pacate e idilliache non potrebbero essere.

Il singolo d'esordio, Nine/ Moody Fucker (Merge, 1992), aveva fatto pensare piu' che altro a un revival degli anni '50, soprattutto per via del coro doo-wop (un revival irrispettoso e un po' volgare, peraltro), un sospetto confermato da My Cliche`/ Loretta Lung (Merge, 1994), sia pur molto piu` musicale.

Sull'album I Hope You're Sitting Down (Merge, 1994), la fantasia compositiva ed esecutiva di Wagner ha invece modo di dilagare. Wagner si presenta nei panni del menestrello folk con le tenui melodie di Begin e Soaky In The Pooper (uscita anche su singolo), scintillanti di accordi di archi e di fiati, e in quelli del cowboy montanaro con il country pensoso di Let's Go Bowling e la fantasia surreale di Cowboy On The Moon; tutte canzoni il cui commovente melodismo sfoggia il portamento dolorosamente distaccato dei classici. A cio' si aggiungono il tocco nostalgico-psichedelico dovuto agli organi (Hammond e Farfisa) di John Delworth, fra memorie di surf e di gospel, e il tocco funereo dovuto ai fiati di Deanna Varagona e Jonathan Marx, che importano qualcosa della banda paesana. Il registro di Wagner e' qualcosa a meta' fra Leonard Cohen, Kenny Rogers e Donovan, dolcissimo e al tempo stesso tenebroso. A seconda della circostanza, pero', Wagner puo' impersonare il Tom Waits dei climi notturni e del jazz d'avanguardia, come in What Was He Wearing, o un Dylan con la nevrosi chitarristica di Neil Young, come in Because You Are The Very Air He Breathes.
Gli arrangiamenti sono quanto di piu' suggestivo si possa realizzare senza scadere nell'art-rock: un tripudio di strumenti ad arco, a fiato, a percussione, piu' organi e coristi, ma sempre in punta di piedi, con mosse accortamente calcolate, certosinamente coordinate. I brani, per lo piu' di cinque minuti, sono dimensionati per dar tempo a questo piano ambizioso di svilupparsi. All'abilita' del combo si devono gran parte dei miracoli armonici di questo disco. L'atmosfera fiabesca ed esotica di Under The Same Moon e' costruita fra il sospiro romantico del sassofono, i languidi vagiti delle "steel", il ritmo ad onde dell'oceano. Hickey sfiora Morricone, con quel ritmo di tablas e triangoli, e un filo di fanfara messicana.
Lungi dell'indulgere in quello stupore metafisico, Wagner riesce anche a elaborare numeri trascinanti. Betweemus mutua il ritmo da Warren Zevon e gli sovrappone un ritornello arioso e un organo gospel; Hellmouth trasforma Peggy Sue (Buddy Holly) in uno sfrenato rave-up; e So I Hear You're Moving e' una sarabanda rhythm and blues con la carica di un Van Morrison circondato dai Fleshtones.

Dopo il singolo Your Life As A Sequel/ Smuckers (Mute, 1995), How I Quit Smoking nel 1996 e` un fatto ancor piu` personale, dimesso, introverso. Gli arrangiamenti si affidano in gran parte a un quartetto d'archi, nascondendo i minuscoli tocchi degli altri strumenti. Troppo fragili e simili l'una all'altra, le varie For Which We Are Truly Thankful, spronfondano nell'apatia. Una e` piu` funerea (We Never Argue) e una e` piu` romantica (Life's Little Tragedy), ma la differenza fra l'una e l'altra e` minima. Quando il ritmo si fa The Man Who Loved Beer e Garf concedono un tono un minimo piu` vivace, ma queste cose Gordon Lightfoot le faceva meglio vent'anni fa. Theone sfigurerebbe su un disco di Cat Stevens. Pochi brani esulano dai rigidi schemi del disco: la misteriosa The Militant, la classicheggiante Suzieju, la pastolare The Scary Caroler, A lungo andare l'andatura sorniona, il tempo di valzer, i contrappunti dei violini, il lamento troppo Nashville e il languore troppo hawaiano, riescono anche a innervosire.

Erede di una tradizione di trovatori surrealisti che parte dagli United States of America e dal Donovan psichedelico, Wagner ha dalla sua una innata sensibilita' poetica, la capacita' di forgiare visioni laddove c'e' soltanto buio. Entrambi i primi due dischi sono avvolti da una patina di sogno e di tenera follia.

L'EP Hank (Merge, 1996) da` i primi segni di stanchezza, forse anche per effetto dell'eccessiva drammaturgia di Tin Chime e Poor Bastard. Ma non puo` essere seria la conclusiva I Sucked My Boss's Dick del bassista Marc Trovillion.

E` pero` incredibile che Thriller (Merge, 1997) sia un lavoro cosi` mediocre. Non si capisce se Kurt Wagner voglia fare la parodia o sia serio, ma gran parte di queste canzoni si ispirano alla musica leggera degli anni '50. La sua nutrita formazione ammicca al soul di Memphis, al rhythm and blues di Chicago, al country di Nashville, al pop del Brill Building. Difficile credere alla buona fede di trovate come il crooning e il coro da musical di Broadway, nonche' il carillon antiquato d'organo, di My Face Your Ass (quasi i Delfonics), o come il ritornello e le fanfare di fiati soul-jazz di Your Fucking Sunny Day (quasi i Jackson Five). La febbricitante Hey Where's Your Girl potrebbe essere un hit di Wilson Picket.
Il disco cambia fisionomia con Gloria Leonard e The Old Fat Robin, due fiabe raccontate da Wagner nel suo freddo baritono su una coltre di accordi fluttuanti. Wagner finisce per calibrare persino uno strumentale come Thriller, fatto di pure distorsioni chitarristiche. Ma questo e` sostanzialmente un disco senza spina dorsale. Anzi, i pezzi migliori sono i due scritti per loro da East River Pipe (all'anagrafe FM Cornog), quello si` un cantautore con la spina dorsale.

Dopo aver accompagnato Vic Chestnut sul suo The Salesman And Bernardette, e dopo aver pubblicato i singoli Cigarettiquette/ Mr Crabby (Merge, 1997) e Whitey/ Playboy The Shit, i Lambchop ritornano con What Another Man Spills (Merge, 1998), un altro album arrangiato in maniera al tempo stesso grottesca e fantasmagorica. I brani di Wagner sono sei e quattro di questi sono fra i suoi capolavori: Interrupted, che apre il disco all'insegna della solita musica strumentale per cocktail lounge (con tanto di xilofono, accordi "hawaiani" di chitarra, sottofondo di gorgheggi femminili e assolo "notturno" di tromba); The Saturday Option, marziale e melodica, che, arrangiata squisitamente per trombone, xilofono e slide, scimmiotta le bande marcianti e i saltimbanchi di strada; la commossa Scamper, suonata sulla falsariga delle colonne sonore degli anni '60; e soprattutto Magnificent Obsession, una delle sue melodie piu` tenere con (forse non a caso) uno degli arrangiamenti piu` attillati. Due cover di classici del soul, altre due composizioni di East River Pipe e una canzone di James McNew (Yo La Tengo) troneggiano sul disco, dimostrando pero` ancora una volta i limiti di Wagner come compositore. E` l'album che segna il passaggio dal country surreale degli esordi al pop-soul sofisticato della stagione matura.

Lambchop changed personality in the new millennium, turning into a sort of tragicomic parody of orchestral pop and soul. Wagner's rock opera Nixon (Merge, 2000) was an odd mixture of carefully crafted country (The Distance From Her To There) and soul. The latter permeates the most passionate songs, such as Grumpus The Book I Haven't Read (the most orchestral number, reminiscent of Curtis Mayfield's Baby It's You), and the choral singalong Up With People. The Old Gold Shoe is the quintessential Lambchop slow ballad, sung by Wagner in his quintessential colloquial falsetto crooning, but now it is given an orchestral dressing that drains it of any existential poignancy it may have had.
Wagner achieved an impressive level of hi-fi production, but the artistic inspiration lagged far behind. The third-rate melodies of What Else Could It Be and the six-minute Burt Bacharach-ian You Masculine You (both oddly sung in a super-shrill tone) to be hummed in the smoky atmosphere of a cocktail lounge were not particularly uplifting.
The most interesting song, The Petrified Florist, was hidden in the middle of all the rubbish: a martial, haunting anthem, with the instruments used as individual voices, not as orchestral lacquer. Second best was the closer, The Butcher Boy, a Dylan-ian tale over a nightmarish, dissonant bacchanal of frantic barrelhouse piano, horns and percussion. But too little too late to rescue an awkward album.

Tools In The Dryer (Merge, 2001) is an utterly dispostable collection of singles and rarities.

(Translation by/Tradotto da Davide Carrozza)

I Lambchop cambiarono personalità nel nuovo millennio, diventando una sorta di parodia tragicomica del pop orchestrale e del soul. La rock opera di Wagner Nixon (Merge, 2000) fu uno strano misto di country fatto con cura (The Distance From Her To There) e soul. L'ultimo prevale sulle canzoni più appassionate, come Grumpus The Book I Haven't Read (il numero più orchestrale, che ricorda Baby It's You di Curtis Mayfield), e la corale Up With People. The Old Gold Shoe è la ballata lenta per eccellenza dei Lambchop, cantata da Wagner nel suo falsetto colloquiale per eccellenza, ma viene data una veste orchestrale che la priva del suo potenziale emotivo.
Wagner ha raggiunto un impressionante livello di produzione hi-fi, ma l'ispirazione artistica si è molto indebolita. Le melodie scadenti di What Else Could It Be e i sei minuti della Bacharach-iana You Masculine You (ambedue strambamente cantate in toni super-striduli) da canticchiare nelle atmosfere fumose di un salotto da cocktail non sono particolarmente edificanti.
La canzone più interessante, The Petrified Florist, è nascosta nel mezzo di tutto lo scarto: un inno marziale e amaliante, con gli strumenti usati come voi individuali, non come lacca orchestrale. La seconda migliore è The Butcher Boy, una storia dylaniana su un dissonante baccanale da incubo per un convulso piano da saloon, fiati e percussioni. Ma troppo poco e troppo tardi per recuperare un album imbarazzante.

Tools In The Dryer (Merge, 2001) è una raccolta usa e getta di singoli e rarità.

Perhaps retreating from Nixon's pop excesses, Lambchop returned to a more introspective and subdued dimension with the following album. On Is A Woman (Merge, 2002) Lambchop is a big band of about twenty musicians, whose lush textures sacrifice substance for elegance, a formidable ensemble apparently led by pianist Tony Crow, whose instrument gives many pieces a new age-y feel (The Daily Growl, The New Cobweb Summer). Wagner's songwriting fuses the gloomy mood of Leonard Cohen and the fatalistic tone of Kenny Rogers in terrible metaphors like Caterpillar and the macabre, seven-minute dirge My Blue Wave. Most of the album is background muzak, although those two or three moments do make your heart stop. (Translation by/ Tradotto da Alessandro Isopo)

Per Is A Woman (Merge, 2002) i Lambchop sono diventati una big band di circa venti musicisti, i cui arrangiamenti sontuosi stanno ormai sostituendo l'eleganza formale ai contenuti, un ensemble formidabile apparentemente guidato dal pianista Tony Crow, il cui contributo dà a molti brani un sapore quasi new-age (The Daily Growl, The New Cobweb Summer). Le liriche di Wagner fondono l'approccio malinconico di Leonard Cohen con il tono fatalista di Kenny Rogers in metafore terribili come Caterpillar e la macabra litania di My Blue Wave (sette minuti). La maggior parte dell'album è muzak di sottofondo, a parte quei due o tre brani da infarto.

Trasure Chest Of The Enemy (Lambchop, 2002) is a (terrible) collection of outtakes.

Kurt Wagner proved his limits as a songwriter on the twin albums Aw Cmon (Merge, 2004) and No You Cmon (Merge, 2004). The overall atmosphere is not mysterious or haunting, but simply senile. And that's because the songs are so monotonous, and the sequence as a whole is so monotonous. Steve McQueen, Nothing But A Blur From A Bullet Train and Something's Going On (on the former) and Low Ambition, Shang A Dang Dang and Nothing Adventurous Please (on the latter) boast the most intriguing ideas, but they are as challenging as a lullaby. The band fares much better on the instrumental front, be it Being Tyler and The Lone Official on Aw Cmon or Jan 24, Sunrise and The Producer on No You Cmon. But, overall, this is harmless easy-listening that blends country, rock, soul, jazz, blues and folk in discrete doses to achieve minimum emotional impact. And it succeeds.

The EP CoLAB (Merge, 2005) documents a collaboration with electronic act Hands Off Cuba.

The Decline Of Country & Western Civilization Part II (Merge, 2006) collects more singles and compilation tracks.

Wagner crafted Damaged (Merge, 2006) as a seamless flow of pensive and romantic chamber elegies, stradding the line between country and soul music. All captivate and soothe, but only a couple (the quietly solemn Paperback Bible and the Bob Dylan-ian I Would Have Waited All Day) truly shimmer. The rest is poetic but formulaic, austere but diluted, gentle but superficial, transcendental but mundane: this intermediate state has become the metaphysical location of Wagner's art. Prepared is piano-based lounge music, Beers Before the Barbican is Leonard Cohen without the emotion and the intelligence, and so forth. At least The Rise And Fall of the Letter P is a lulling little ditty. If psychological depth is what he's aiming for, he succeeds only in Fear. The orchestra includes: Roy Agee (trombone), Deanna Varagona (saxophone), William Tyler (guitar), Alex McManus (guitar), Paul Niehaus (steel guitar), Ames Asbell (viola), Ben Westney (cello), Gary Tussing (cello), Bruce Colson (violin), Tony Crow (piano), Scott Martin (electronics), Jonathan Marx (electronics), Ryan Norris (electronics), Marc William Trovillion (electronics), Matt Swanson (bass), Sam Baker (drums). An important contribution comes from Peter Stopschinski's string arrangements. As Wagner's skills as an arranger mature, the most effective instrument on his crowded songs becomes his rough voice, simply because it is the ultimate antithetic sound to the gentle symphony that lies underneath; although then one could argue that he is not exactly the most versatile of singers.

Translation by/Tradotto da Davide Carrozza)

Trasure Chest Of The Enemy (Lambchop, 2002) è una (terribile) raccolta di inediti.

Kurt Wagner dimostrò i suoi limiti come autore negli album gemelli Aw Cmon (Merge, 2004) e No You Cmon (Merge, 2004). L'atmosfera del tutto non è misteriosa o ammaliante, ma semplicemente senile, perché le canzoni sono monotone, e la struttura di tutto è monotona. Steve McQueen, Nothing But A Blur From A Bullet Train e Something's Going On (nel primo) e Low Ambition, Shang A Dang Dang e Nothing Adventurous Please(nel secondo) vantano le idee più intriganti, ma sono stimolanti come una ninna nanna. La band se la cava meglio sul piano strumentale, in Being Tyler e The Lone Official su Aw Cmon o Jan 24, Sunrise e The Producer su No You Cmon. Ma, insomma, è innocuo easy-listening che fonde country, rock, soul, jazz, blues e folk in dosi discrete per raggiungere il minimo impatto emozionale. E i riesce.

L'EP CoLAB (Merge, 2005) documenta una collaborazione con il gruppo elettronico Hands Off Cuba.

The Decline Of Country & Western Civilization Part II (Merge, 2006) raccoglie altri singoli e tracce da compilation.

Wagner concepì Damaged (Merge, 2006) come una corrente continua di ballate da camera pensose e romantiche, che cavalcano il confine tra country e soul. Sono tutte ammalianti e rassicuranti, ma solo un paio (Paperback Bible, I Would Have Waited All Day) splendono sul serio. Il resto è poetico ma studiato, austero ma smorzato, leggero ma superficiale, trascendentale ma mondano: questo stato intermedio è diventato la posizione metafisica dell'arte di Wagner. L'orchestra include: Roy Agee (trombone), Deanna Varagona (sassofono), William Tyler (chitarra), Alex McManus (chitarra), Paul Niehaus (steel guitar), Ames Asbell (viola), Ben Westney (violoncello), Gary Tussing (violoncello), Bruce Colson (violino), Tony Crow (piano), Scott Martin (strumenti elettronici), Jonathan Marx (strumenti elettronici), Ryan Norris (strumenti elettronici), Marc William Trovillion (strumenti elettronici), Matt Swanson (basso), Sam Baker (batteria). Un importante contributo proviene dagli arrangiamenti per archi di Peter Stopschinski. Mentre le capacità da arrangiatore di Wagner maturano, lo strumento più efficace nelle sue affollate canzoni diventa la sua voce grezza, semplicemente perché è il definitivo suono antitetico alla soffice sinfonia che giace nascosta.

OH (City Slang, 2008) unfurled more of the crystalline elegies that had become Wagner's trademark products, with the same class and perhaps more of a personal touch. However, only the nocturnal jazz ballad Ohio and the hypnotic, stately Please Rise overcome the inevitable limitations of that format. Wagner takes his time. Two of the songs are six-minute long: I'm Thinking Of A Number and Popeye Not much seems to happen in them. They are skeletons of songs. There are only two songs that rise above the standard lazy whisper: National Talk Like A Pirate Day, with a robust rocking rhythm that almost evokes Bruce Springsteen, and the honky-tonking Sharing A Gibson With Martin Luther King Jr with a rare melodic progression. Overall, OH comes through as a less inspired version of Damaged.

Wagner's delivery is the protagonist of Mr M (2012). By the standards of classic Lambchop, the music is either tired or trivial (opener If Not I'll Just Die borders on Frank Sinatra fare). His voice, instead, has achieved a quiet wavering epic-bard quality that turns simple lullabies like Gone Tomorrow into tragic odes. Perfect for reading melancholy poetry in the fall.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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