Low Road
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The Devil's Pocket , 7/10 Links:

Il quintetto acustico dei Low Road, capitanato dal cantante e chitarrista Mike Brenner, rappresenta l'altro versante della musica giovanile di Philadelphia, quello pacatamente intellettuale e velatamente malinconico degli adolescenti per bene.

Se il violino "celtico" di Rosie McNamara e la batteria da tamburino di Mark Shrieber tradiscono l'influenza della musica folk (dando il tono alla marziale House Not A Home), i lunghi lamenti blues dell'armonica di Palmer Yale (che a volte diventano nostalgici sospiri parigini) e le mosse swinganti del contrabbasso di Alan Hewitt (che a volte imita un classicheggiante violoncello) consentono a Brenner di allestire arrangiamenti sui generis per le sue fosche canzoni intimiste. Ne viene fuori una sintesi acustica di rock alternativo, che spazia da Kevin Ayers (per esempio nel pop stralunato A View Of Camden) agli It's A Beautiful Day (soprattutto nelle eteree armonie di Natural). A parte il garage-rock di Hallelujah She's Gone, il cuore del disco palpita di emozioni tenuti, come quelle della title-track (in cui sembra di riconoscere la vena dei cantautori alla Suzanne Vega e Tracy Chapman), quelle della bossanova di I Think I'll Have An Affair e quella notturna da cocktail lounge di Lullaby. Il primo album, The Devil's Pocket (Passenger), risulta cosi' una delle sorprese del 1994, ne' Palace Brothers ne' Combustible Edition ma qualcosa di astrattamente superiore a entrambi.

Fidelity (Carolina, 1996)

Demolition (Record Cellar, 1997)

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