Barbara Manning
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28th Day: Self-titled , 6/10
World Of Pooh: The Land Of Thirst , 6.5/10
Lately I Keep Scissors , 7/10
One Perfect Green Blanket , 6/10
SF Seals: Nowhere , 6/10
SF Seals: Truth Walks In Sleepy Shadows , 6/10
1212 , 6/10
In New Zealand, 6/10
You Should Know By Now , 5/10
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I 28th Day erano un trio di San Francisco che apparteneva al movimento di revival del "roots-rock". 28th Day (Enigma, 1985) sfoggia un folkrock grintoso e melodioso, armonie vocali alla X, ritmi possenti da pow-wow pellerossa, riff chitarristici da powerpop. Soprattutto le composizioni sono tutte di prima qualita`: 25 Pills apre in stile Byrds, ma Where The Bears Sing presenta sonorita` piu` pesanti, e, se Pages Turn rappresenta la sintesi di questi stili, Lost, una sorta di incalzante e marziale jug melodico, va gia` oltre. Le due facciate sono coronate dai due raga psichedelici di I'm Only Asking e Burnsite. Stones Of Judgement rimarra` un classico della cantante cantante e bassista, Barbara Manning. Il chitarrista Cole Marquis e il batterista Michael Cloward riempivano il sound con rintocchi e cadenze colmi di mistero e carichi di echi ancestrali, in maniera non troppo diversa da cio` che facevano Jeffrey Lee Pierce e Terry Graham nei Gun Club; ma qui il metodo viene applicato a una materia molto piu` folk. The Complete Recordings (Innerstate, 2003) raccoglie tutto il materiale registrato dal complesso.

Manning torno` a galla nei World Of Pooh, una collaborazione con il cantante e chitarrista Brandan Kearny e il batterista Jay Paget. Quando usci` l'album The Land Of Thirst (Nuf Sed, 1989) anche questo gruppo si era gia` sciolto, ma Scissors, Somewhere Soon e I'm On The Wrong Side e il successivo singolo Someone Wants You Dead ne fecero una leggenda.

Manning stava adesso suonando con i Table Spoons.

Nel frattempo era riuscita a far pubblicare su un album a proprio nome, Lately I Keep Scissors (Heyday, 1988), le canzoni che aveva scritto per il secondo album dei 28th Day. Ogni brano si avvale di accompagnatori diversi (Manning vi suona chitarra, basso e violoncello) e ogni brano ha pertanto un arrangiamento diverso, dalla sublime danza classicheggiante di Talk All Night (per due chitarre e un tamburello) al country incalzante di Scissors (con Melanie Clarin dei Catheads alla batteria). Le canzoni piu` regolari, come Somewhere Soon e soprattutto Never Park, ricordano le litanie pop degli Yo La Tengo. Ma Manning e` capace anche di lanciarsi in rock and roll dai riff "duri", come in Every Pretty Girl (uno dei manifesti delle "riot girls") e Something You've Got, sempre all'insegna peraltro di graziose melodie folk.
Manning ha in dote una voce melodiosa e un talento compositivo non indifferente, ma il piatto forte del disco sono le sue architetture armoniche, umilissime, spartane, ma non meno efficaci e toccanti. Dall'atmosfera claustrofobica di Breathe Lies (per chitarra, basso e violoncello) al crescendo minimalista di Mark E. Smith & Brix (per chitarra e rumore di monetine), fino a culminare nell'allucinazione sinistra di Make It Go Away, in cui la batteria tiene un ritmo irregolare, le chitarre stonano con un effetto onirico e Manning bisbiglia liriche incomprensibili, la scenografia di ogni pezzo riesce a ottenere il massimo dell'effetto con il minimo dei mezzi. Cio` che tutti i brani hanno in comune e` il tema di fondo: una tristezza esistenziale, che raramente si concretizza in rabbia, un concentrato di istinti suicidi a malapena repressi, da far concorrenza a Mark Eitzel. L'album colpisce come un'opera molto personale, e sinceramente, profondamente personale, oltre che musicalmente originale.

Per qualche anno Manning tace di nuovo. Il silenzio viene rotto soltanto dal singolo Haze Is Free (Forced Exposure, 1991), uno dei suoi capolavori.

Manning, ancora intrappolata in problemi discografici, soltanto anni dopo riesce a far pubblicare One Perfect Green Blanket (Heyday, 1991), un album che in gran parte riprende vecchio materiale. A parte la dura e fredda invettiva di Straw Man, l'opera si presenta ancor piu` folk e dimessa delle precedenti, ora cullata nella melodia fiabesca di Green e ora sprofondata nel blues di Lock Yer Room, conservando in Someone Wants You Dead (il vecchio singolo) un'abilita` unica nel costruire atmosfere drammatiche con mezzi minimi, e in Sympathy Wreath il gusto per arrangiamenti al tempo stesso semplici e creativi (il violoncello di Kim Osterwalder usato a mo` di ukulele). Poco dopo esce anche il singolo 8s (Majora), un'altra delle sue gemme pop.

Manning formo` poi i S.F.Seals, che presto divennero semplicemente il suo gruppo di accompagnamento. Nowhere (Matador, 1994) e` un'opera in sordina, ma ancora ricca di spunti lirici, come quando in Winter Song Manning recita "I signed my name in the darkest part of your heart", o quando in Missing paragona il suo cuore a un palloncino che potrebbe volare via. Soltanto cinque i brani originali, ma (letteralmente) da favola. Back Again ha un ritornello che ricorda gli Altered Images.

A conferma che il formato preferito di Manning e` quello della canzone, non quello dell'album, su Sings With The Original Artists (Feel Good All Over, 1995) figura una sola sua canzone, Optimism Is Its Own Reward, ma e` un altro gioiellino.

Per Truth Walks In Sleepy Shadows (Matador, 1995) i SF Seals sono diventati un ensemble da camera, con tanto di calliope e vibrafono. Accompagnata da veterani del luogo, fra cui la batterista Melanie Clarin (dei Catheads e dei Donner Party), Manning sfoga la sua rabbia in Locked Out e Ipecac, e intona il power-pop di Pulp. Ma, al solito, il capolavoro del periodo si trova su un disco anomalo, Wasps' Nests (London, 1996), dei 6ths: San Diego Zoo.

Completano la sua attivita` gli esperimenti sonori condotti con lo pseudonimo Glands Of External Secretion e raccolti su Northern Exposure Will Be Right Back (Starlight Furniture, 1995).

Ormai divenuta la portabandiera del cantautorato femminile della West Coast Manning conserva la sua fiera indipendenza underground.

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The four-movement suite The Arsonist Story (18 minutes) is the clou of 1212 (Matador, 1997), an album that benefits from Calexico's rhyhtm section.

The lengthy instrumental Aramoana (11 minutes) steals the show from the simpler folk ballads of In New Zealand (Revolver, 1999), again enhanced by Burns and Conventino.

Under One Roof (Innerstate, 2000) collects singles and rarities.

Barbara then founded the Go-Luckys! with half-German half-Italian twins and recorded You Should Know By Now (Innerstate, 2001). The Tracy Chapman-esque Don't Neglect Yourself is the highlight of an album that is not without its charm but has little to offer to seekers of the new, other than Manning walking through the usual rosary of self-discovery (I Insist).

The triple-CD Super Scissors (2007) is a compilation that includes Lately I Keep Scissors and One Perfect Green Blanket.

La suite in quattro movimenti di The Arsonist Story (18 minutes) e` il clou di 1212 (Matador, 1997), un album che trae beneficio dalla sezione ritmica dei Calexico.

Il lungo strumentale Aramoana (11 minutes) ruba la scena alle piu` semplici ballate folk di In New Zealand (Revolver, 1999), ancora una volta sotto l'egida di Burns e Conventino.

(Translated by/ tradotto da Giuseppe Schiavoni)

Under One Roof (Innerstate, 2000) raccoglie singoli e rarità.

Barbara fonda quindi, insieme a due gemelli italo-tedeschi, i Go-Luckys!, e registra You Should Know By Now (Innerstate, 2001). La ballata alla Tracy Chapman Don't Neglect Yourself è la cosa migliore di un disco che non manca di un certo fascino, ma che ha poco da offrire a chi cerca la novità oltre la solita litania di autoanalisi della Manning (I Insist).

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