Marcy Playground
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Marcy Playground (1998), 6.5/10
Shapeshifter (2000), 6/10
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John Wozniak, cantautore e chitarrista da Minneapolis ma residente a New York, ha formato i Marcy Playground con il conterraneo bassista Dylan Keefe e il batterista Dan Reiser. Il complesso sfonda nel 1998 (Wozniak ha 27 anni) con Marcy Playground (Capitol, 1998) e un sound che, come nel caso degli Apples In Stereo, è ispirato alla melodia degli anni '60. Il power-pop cadenzato di Poppies, cantato nel registro estatico dell'acid-rock, posto in apertura di disco, inganna: gran parte del disco scorre all'insegna di un folk-rock dimesso e disincantato, delicato ed educato, come in Ancient Walls Of Flowers, A Cloak Of Elvenkind (con echi di John Lennon). A regnare sovrana è, in tutti i casi, la melodia: queste canzoni sono il frutto di innumerevoli ore passate ad ascoltare Beach Boys, Beatles e Byrds. Le liriche sono invece influenzate da Kurt Cobain: disperazione adolescenziale, tetre premonizioni di morte e così via. E a sfondare è infatti lo shuffle sfrontato e malinconico di Sex And Candy, la canzone meno pop e meno leziosa, la canzone che meglio si riallaccia alle sinistre power-ballad dei Nirvana. Sulla stessa frequenza d'onda sono sintonizzate l'incubo psichedelico di Opium e il lamento classicheggiante di One More Suicide. Dog And His Master e Vampires Of New York lasciano persino intravedere un suggestivo matrimonio fra il piglio profetico dei folksinger e le vignette comiche dei Kinks, da consumarsi magari sul prossimo album. Il fantasma di Neil Young alita su queste piccole tragedie di diseredati come alitava su quelle di Cobain. Ma nelle musiche si riconoscono anche echi di Matthew Sweet, Lemonheads e Semisonic.

Shapeshifter (Capitol, 2000) maintains the same level of humour and catchiness. Wozniak yodels It's Saturday and kicks off a sequence of memorable vignettes. The ballads are lame, and one fears for incipient senility.

(Translation by/Tradotto da Davide Carrozza)

Shapeshifter (Capitol, 2000) mantiene lo stesso livello di humor e orecchiabilità. Wozniak fa lo yodel su It's Saturday e tira fuori una sequenza di vignette memorabili. Le ballate sono zoppe, affiora il timore di una senilità incipiente.

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