Chris Mars
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Horseshoes And Hand Grenades , 6/10
75% Less Fat , 5/10
Tenterhooks , 5/10
Anonymous Botch , 5/10

Anonymous Botch (Bar None, 1996)

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A causare lo scioglimento dei Replacements fu di fatto il batterista Chris Mars, che manifesto` apertamente il suo dissenso nei confronti della linea commerciale del leader Westerberg.

Mars intraprese quasi subito una carriera solista all'insegna di una rigorosa integrita` morale. Con Horseshoes And Hand Grenades (Smash, 1992) Mars si rivelo` un attento osservatore e un piccolo talento di cantautore pop (Happy Disconnections), riuscendo a recuperare in piu` di una canzone (Monkee Sees, Popular Creeps) l'essenza di quel sound incendiario e nostalgico che fece grandi i "Mats". Quasi tutti i brani sono dei vibranti rock and roll, ma svetta anche un "lento" atmosferico come Before It Began (con apice di pathos contrappuntato da una tromba, suonata niente meno che da Pirner dei Soul Asylum). A tratti il disco vale piu` degli ultimi due dei Replacement.

75% Less Fat (Smash, 1993) e` ancor piu` effervescente e aumenta le somiglianze con i Kinks, particolarmente nelle analisi sociali di Public Opinion e Bullshit Detector. Nonostante qualche ritornello indovinato (No Bands) e un'altra imitazione del pathos dei Replacements (Demolition), il bricolage musicale di Mars mostra i propri limiti. Semmai e` l'arrangiamento stralunato di Nightcap a presentare un musicista rock d'avanguardia.

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Chris Mars, now a successful painter, found the time to put together Tenterhooks (Bar None, 1995), a random collection of music recorded in his living room with help from two friends. Mars dribbles through rap (White Patty Rap), disco (Water Biscuits), jazz (New Day) and folk (Brother Song). The stylistic merry-go-round is relentless but the point is missed in the whirlwind.

Leaving behind that cryptic puzzle, Mars decided to confuse the public with yet another bizarre turn: Anonymous Botch (Bar None, 1996) relishes in caustic and sometimes surreal wit (The Funeral Hymn Of The Small Critter Holocaust, Janet's New Kidney). Indifferent to success, Mars has never pursued the pop talent that could have propelled him to the vanguard of pop songwriters.

(Translation by/ Tradotto da Nicola Mecca)

Chris Mars, ora un pittore di successo, trovò il tempo di mettere insieme Tenterhooks (Bar None, 1995), una collezione sparsa di musica registrata nel suo soggiorno con l’aiuto di due amici. Mars si cimenta con il rap (White Patty Rap), la disco music (Water Biscuits), il jazz (New Day) ed il folk (Brother Song). Il carosello stilistico è inesorabile ma fallisce il bersaglio all’interno del vortice.

Lasciandosi alle spalle quel misterioso rompicapo, Mars decise di confondere il pubblico con l’ennesima svolta bislacca: Anonymous Botch (Bar None, 1996) fa affidamento ad un brio caustico e a tratti surreale (The Funeral Hymn Of The Small Critter Holocaust, Janet's New Kidney). Indifferente al successo, Mars non ha mai coltivato quel talento che avrebbe potuto portarlo alla testa degli autori pop.

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