Mazzy Star


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She Hangs Brightly , 7/10
So Tonight That I Might See , 7.5/10
Among My Swan , 6/10
Hope Sandoval: Bavarian Fruit Bread , 6.5/10
Hope Sandoval: Through the Devil Softly (2009), 6/10
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The concept of ethereal female vocals coupled with understated arrangements was pioneered by a group that originated from the psychedelic movement, Mazzy Star. Rain Parade's and Opal's guitarist David Roback replaced Kendra Smith with a more delicate vocalist, Hope Sandoval, and greatly expanded the scope of his music on She Hangs Brightly (1990), a melting pot of acoustic folk, Delta blues, oneiric acid-rock and laconic lounge jazz. So Tonight That I Might See (1993) barely increased the melodic element of their tender lullabies, which reached alternatively for the galactic, subliminal, mystical and impressionistic levels.
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David Roback, l'ex Rain Parade che aveva dato vita con Kendra Smith agli Opal, ha continuato l'esperienza di questo secondo gruppo nei Mazzy Star, un combo di sette elementi fra cui spicca la cantante Hope Sandoval. Il registro esile e sensuale di questa (una sorta di Janis Joplin bambina innocente) ben si accoppia agli accordi spaziali del chitarrista, uno dei grandi maestri dell'accompagnamento psichedelico. I Mazzy Star sono sostanzialmente gli Opal con Hope Sandoval al posto di Kendra Smith.

Nel 1990 viene pubblicato l'album d'esordio, She Hangs Brightly (Rough Trade), le cui composizioni, paranoicamente dedicate a temi amorosi, sono fuse in un crogiolo di folk acustico, blues del Delta e acidrock onirico che lambisce i toni laconici e sfumati dei Cowboy Junkies. Le delicatissime cartilagini di Halah e Be My Angel hanno origine da un improbabile incrocio fra i primi Velvet Underground, il soul della Motown e il country di Nashville. In tale contesto anche il blues piu` arcaico di Taste of Blood, Free e I'm Sailing trova una dimensione moderna. Queste melodie cullate dolcemente nel grembo di accordi limpidissimi (su tutte Ride It On), questa sorta di folkrock al ralenti` (Give You My Lovin), cesellano atmosfere ultraterrene, di pace e quiete assolute. Capolavoro nel capolavoro e` la title-track, una ballata spettrale, avvolta in una torbida bruma di organi alla Manzarek e di languori chitarristici. Nel complesso l'album costituisce uno dei risultati piu` suggestivi raggiunti dalla psichedelia post-Pasley.

Passano tre anni prima che la formazione si ripeta, con So Tonight That I Might See (Capitol, 1993), e riprenda il discorso esattamente da dove si era interrotto. Se possibile, il sound si e` ancor piu` allentato, si e` fatto ancor piu` "siderale", sempre meno terrestre. Impressionista, subconscia, mistica, scolpita frase a frase con cura certosina in filigrane sempre piu` trasparenti di suono, questa e` musica che, dalla ninnananna folkrock di Bells Ring al "lento" degno di un'orchestrina degli anni '50 Blue Light, costituisce un lungo excursus in un mondo astratto, onirico, magico.
In questo senso il cuore del disco e` costituito dai brani in cui lenti, languidi, ineffabili deliqui danno luogo a serenate innamorate fra le piu` tenere di sempre, come Fade Into You. Esemplari da questo punto di vista l'arrangiamento minimale di Five String Serenade, con accordi quasi impercettibili di contrabbasso e violino, e l'armonia trapunta di piccoli tocchi classicheggianti di Into Dust. Il sound raggiunge intensita` da messa nera in Mary Of Silence, una tetra litania cantilenata sul cupo rombo di un harmonium e sullo stridore delle distorsioni chitarristiche. In questi episodi il ritmo svanisce in cadenze catatoniche.
Il disco va in gloria con la lunga So Tonight That I Might See, un raga ipnotico e lisergico (ma mai sinistro) che richiama qualcosa dei Velvet Underground e qualcosa dei Doors, senza peraltro imitare nessuno dei due.

Among My Swan (Capitol, 1996), il terzo album dei Mazzy Star (di nuovo a tre anni dal precedente, com'era successo per il secondo) afferma pero` il primato dell'accompagnamento. Ormai e` chiaro che la voce di Sandoval e` nulla piu` del fiocco sul pacco regalo. Quel che conta e` la parte strumentale, a cui si devono le atmosfere pennellate con tanta intensita` e/o torpore. A queste si puo` soltanto rimproverare di pescare troppo palesemente nel libro del rock, di intagliare le cantilene infantili di Disappear e Happy nel tintinnio fiabesco di Sunday Morning (Nico e Velvet Underground), di cullare Flowers In December con il vostro lento preferito degli anni '60, di intonare il solenne Cry Cry sulle note di un valzer di Neil Young, di orchestrare il country da camera di All Your Sisters (con tanto di violoncello) come uno di quei soffi al cuore di Leonard Cohen, di suonare il requiem d'organo di Umbilical come i cerimoniali piu` solenni dei primi Pink Floyd, di librare la progressione da brivido di Take Everything su toni rubati alla Knocking On Heaven's Door di Dylan. Certo, tutto viene assimilato e rimuginato. E comunque perche' non ci aveva pensato prima qualcun altro a fare di quell'umore marginale del rock un'arte a se stante? Il complesso osa spingersi oltre soltanto in Rhymes Of An Hour, per strimpellio ciclico e litania indianeggiante, a due passi da quella trance cosmica che forse era il loro progetto originale. In tutto questo gli strumenti fanno il minimo indispensabile, raramente levando la loro voce sopra quella della cantante. Ma proprio quel minimo indispensabile e` quel che conta. Una volta girato lato, il trucco mostra un po' la corda. Le canzoni si fanno un po' uguali l'una all'altra, il country convenzionale di Nashville prende il sopravvento in I've Been Let Down e Rose Blood. Come a dire: il nostro potere commerciale e` aumentato, tanto vale approfittarne.

Il vagito sommesso di Sandoval allieta da sei anni i sonni degli amanti di questo genere di ballad psichedelica, spaziale e sonnolenta, emersa in sordina dalla scena di Los Angeles. Dietro uno stile chitarristico apparentemente innocuo Roback nasconde un'intelligenza psichedelica fra le piu` luminose di sempre.

Hope Sandoval's first solo album, Bavarian Fruit Bread (Rough Trade, 2001 - Nettwerk, 2009), features the arrangements of former My Bloody Valentine multi-instrumentalist Colm O'Ciosoig. The magic haze of Mazzy Star opens up to reveal a desolate landscape, a personal wasteland of manic depression. Sandoval sounds like a lonely child lost in the chamber music of Feeling of Gaze, a romantic teenager sunbathing in the gentle breeze of Clear Day, a black hole of tender feelings in the delicate madrigal of Around My Smile. A few songs are orchestrated like mini-symphonies of painful romance (the "waltz, dub and harmonica" shuffle of On the Low, the twangy and dreamy Lose Me On The way).
Throughout the album, Sandoval sings like a cross between Stevie Nicks and Kendra Smith, or, better, like a duet in paradise between Tim Buckley and Nico.
(Translation by/ Tradotto da Malvina Ferrari)

Il primo album solista di Hope Sandoval, Bavarian Fruit Bread (Rough Trade, 2001 - Nettwerk, 2011) evidenzia gli arrangiamenti del multi-strumentista Colm O'Ciosoig dei precedenti My Bloody Valentine. Alcune canzoni somigliano alla magica atmosfera di Mazzy Star (Feeling of Gaze, Around My Smile, On the Low, Clear Day), altre sono orchestrate come mini-sinfonie di grande romanticismo (Lose Me On The way, Baby Let Me). Sandoval sembra cantare come un incrocio tra Kendra Smith, o meglio come un duetto paradisiaco tra Tim Buckley e Nico.

Hope Sandoval's Through The Devil Softly (Nettwerk, 2009), mostly co-written with Colin O Ciosoig of My Bloody Valentine, is another magical journey by a melancholy chanteuse. However, the songs do not stand up on their own as on the previous album, and the work is more about the mood and atmosphere than about any specific moment.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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