Mighty Mighty Bosstones
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Devil's Night Out (Taang, 1990), 6/10
More Noise And Other Disturbances (Taang, 1992), 5/10
Don't Know How To Party (Mercury, 1993), 5/10
Question The Answers (Mercury, 1994), 6/10
Let's Face It (Mercury, 1997), 6/10
Pay Attention , 5/10
A Jackknife To A Swan , 5/10
The Magic of Youth (2011), 5/10
Pin Points and Gin Joints (2009), 6/10
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I Mighty Mighty Bosstones sono stati per anni gli esponenti piu` famosi dello ska-punk Americano.

Su Devil's Night Out (Taang, 1990) a spiccare e` soprattutto il viscerale cantante Dicky Barrett, sorta di Henry Rollins dello ska-punk, ma e` il sassofono di Tim Burton a fornire il pepe delle gag piu` spassose, Devil's Night Out e The Bartender's Song. A imporli, piu` che le musiche, sono le liriche e il portamento telegenico.

Su More Noise And Other Disturbances (Taang, 1992) a rubare la scena e` il singolo Where'd You Go. Awfully Quiet, Cowboy Coffee e He's Back animeranno piu` di un party. Il chitarrista Nate Albert (tredicenne quando si uni` al gruppo) si mette in luce come il vero motore delle canzoni. Fino a questo momento erano pero` stati resi celebri soprattutto dalle loro cover.

La loro carriera ricomincio` con l'EP Ska-core (Mercury, 1993), contenente la celebre Someday I Suppose, e con l'album Don't Know How To Party (Mercury, 1993). Il nuovo gruppo era un ottetto, con ben tre fiati. L'assordante riff di punk-rock e l'esuberante fanfara di fiati di Our Only Weapon stabiliscono lo standard a cui si attiene il disco, oscillando fra gli estremi dell'inno speedmetal di A Man Without e dello ska epilettico di Holy Smoke. Grinta e festa si compenetrano in Don't Know How To Party, l'aspetto melodico prevale in Almost Anything Goes, quello farsesco in Seven Thirty Seven/Shoe Glue. Mancano pero` brani davvero memorabili, e c'e` chi sa suonare queste cose con foga doppia e con vere melodie.

La produzione si fa ancor piu` professionale su Question The Answers (Mercury, 1994). Gli epici ritornelli punk di A Dollar And A Dream, Hell Of A Hat e Stand Off, accoppiati al formato commerciale di Kinder Words, fanno dell'album il loro best-seller, ma del loro vecchio stile ska sono rimaste tracce soltanto in Pictures To Prove It e Jump Through The Hoops. Il gruppo e` testardamente alla ricerca del successo, anche a scapito della propria personalita`.

Let's Face It (Mercury, 1997) rappresenta la maturita` artistica, anche se a scapito dell'esuberanza. Trasformati in anonimo gruppo commerciale, i Bosstones non fanno che confezionare stereotipi ska-punk come Noise Brigade e ska-pop come Rascal King, e con sempre meno convinzione. The Impression That I Get indovina pero` la melodia giusta, e sull'ala di un classico riff di hard-rock e di una classica fanfara ska, sfonda finalmente nelle classifiche. Numbered Days ne ripete praticamente l'andamento, e That Bug Bit Me e Nevermind Me aumentano persino la dose di punk-rock, fino a lambire le filastrocche di Ramones.

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Ever more melodic, the MMB are simply unbeatable at their craft on Pay Attention (Island, 2000). But why in heaven it should take an eight-man combo to concoct innocent ditties such as All Things Considered and So Sad To Say remains a mystery. For better and for worse, the MMB have turned ska-punk into ska-pop.

A Jackknife To A Swan (SideOne, 2002) and Pin Points and Gin Joints (2009) continued the party, with hardly any changes; and The Magic of Youth (2011) was possibly their most accomplished collection since Question The Answers.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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