Mocket
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Bionic Parts , 6/10
Fanfare , 6/10
Proforma , 6/10
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I Mocket sono due ragazzi dell'area di Seattle, Audrey Marrs e Matt Steinke (che suona anche nei Satisfact), i quali che hanno rivelato la loro passione per quella che una volta si chiamava new wave con il singolo Pearl Drop/ Spark Plug (Up, 1995) e soprattutto l'EP Bionic Parts (Punk In My Vitamins, 1996). La loro arte consiste nel manipolare suoni nello studio di registrazione dopo aver accuratamente preparato tracce di elettronica. Il loro futurismo ricorda a tratti i B52's, a tratti i Wire, a tratti i Residents, con un piglio piu` punk-rock che dadaista. L'Ep contiene 11 tracce per un totale di 22 minuti, il che' fa pensare piu` che altro a un insieme di spunti che a un lavoro compiuto. Svetta su tutte Devilpups (con Steve Fisk al theramin). Steinke e` ancora essenzialmente un chitarrista, e Marrs e` ancora essenzialmente la sua bassista. Il piglio delle canzoni migliori, come Caller ID, e` ancora rock.

Fanfare (K, 1997) ammucchia Farfisa, Casio, giradischi, campionamenti e sintetizzatori. Perso il piglio punk, rimane soltanto la velleita` di comporre armonie bizzarre. Il risultato assomiglia piu` alle colonne sonore dei film di fantascienza degli anni '50 che alla new wave. Nei momenti piu` scipiti (Your Ice Cream Is Ready, What Do Babies Want) sembra di riascoltare i B52's. La chitarra di Steinke tradisce pero` ancora un retaggio punk (New Maps Of Hell, Outta Ways To Put It, Morse Code).

Pro Forma (Kill Rock Stars, 1999), che si avvale di Rachel Carns e Radio Sloan dei Need, e` un'altra breve raccolta (31 minuti) di brevi frammenti musicali. Ma questa volta molte delle canzoni stanno in piedi dall'inizio alla fine. Brani come Monitress sono calderoni di suoni alla moda (scratch, sincopi hip hop, riff funk-metal, tastiere retro`) e brani come Spelling Effect (una filastrocca robotica alla Residents) sono pallide imitazioni della new wave di vent'anni prima. Il gioco riesce semmai nella foresta di dissonanze di Post Facto.
Il duo eccelle in realta` nella revisione in chiave postmoderna di stereotipi della musica di consumo, un arte che si sublima con il funky-soul annoiato di Moot Point, con lo strumentale Bone Crusher, che decostruisce le colonne sonore dei film di serie B, e soprattutto con il felice tema surf di Fly-Speck.
Raramente questi brani coagulano in canzoni vere e proprie. Ci riesce Stop For Best Vision, un ritornello orecchiabile e un ritmo avvicente che si fanno largo fra gli arrangiamenti eccentrici, e Law Of Averages, che, in un tripudio di effetti elettronici, riesce a costruire un'atmosfera drammatica, sottolineata da un riff alla Nirvana. Sono forse questi brani piu` accessibili a puntare la direzione del futuro.
Ogni brano poggia su una dinamica sghemba, anomala, imprevedibile, oltre che su una pioggia di effetti sonori. La qualita` dei suoni e` ancora amatoriale, ma il metodo e` gia` sofisticato. Steinke ha registrato prima le parti di batteria di Carns e poi ha lasciato che un computer decidesse in maniera casuale quali toni generare. La sua compagna, Marrs, duetta con questa musica bionica suonando (davvero) Farfisa e Casio. Steinke e` essenzialmente un tecnico del suono che sta facendo della sua professione un'arte (ha anche inventato strumenti come il "phototheremin", uno strumento elettronico che viene azionato dalla luce e ha corde come la chitarra e una piccola batteria).

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