Moon Seven TImes
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Moon Seven Times, 7.5/10
7=49, 6.5/10
Sunburnt, 5/10
Lanterna, 6/10
Links:

A Champaign (nell'Illinois) all'inizio degli anni '80 la cantante Lynn Canfield, il chitarrista Henry Frayne e il batterista Brendan Gamble suonavano negli !Ack Ack! Anni dopo i primi due formarono gli Area, con cui avrebbero dato vita a un pop soffice e soffuso, documentato sugli album Radio Caroline (C'Est La Mort) e The Perfect Dream (C'Est La Mort). Il terzo, invece, si sarebbe unito ai Poster Children.
Sposatisi Canfield e Gamble, il trio torno' a suonare insieme, questa volta come Moon Seven Times. Lo stile era quello degli Area, mutuando il bisbiglio etereo e l'intensita' spirituale dai Cowboy Junkies, ma la batteria vi giocava ora un ruolo determinante.

Nel 1993 e' uscito il primo lavoro (per la Third Mind), fedele a quel genere di melodismo lezioso e soporifero che palpita in un limbo fra Mazzy Star e His Name Is Alive, tanto piu' efficace quanto piu' semplice e scarno (Motion).
L'equilibrio fra i malinconici solfeggi di Lynn Canfield, la ritmica complessa di Brendan Gamble e i trepidi fraseggi chitarristici di Henry Frayne ha gia' raggiunto livelli magico-onirici, degni degli Hugo Largo. A "portare" questi angelici madrigali e' il canto, nella piu' arcaica tradizione folk, mentre gli strumenti intrecciano soffusi raga, improvvisano con intensita' religiosa sul tema di pochi accordi fissi o emettono fiochi, intermittenti segni di vita. Le poetiche visioni di Confield sono immerse in scenari sonori ai confini con l'avanguardia elettro-acustica, come in Her House, avvolta in una delicata brezza di riverberi, o in Straw Donkeys, scandita da ipnotici e impercettibili minimalismi. Quella di Paris Luna e' una forma di Lied a meta' strada fra la Nico piu' esotico/decadente e la new age sinfonico/orientaleggiante, una forma colta e austera, che e' parente soltanto di sfuggita della canzone rock (loro vertice filosofico il verso "We are only the way we are for a while").
Nonostante cio', la musica dei Moon Seven Times conserva sempre una sua intrinseca semplicita' e immediatezza, soprattutto nei brani che rinunciano a qualsiasi vanita' armonica, che si afflosciano in un deliquio sonnambulo (Dear Joe), quando non lambiscono l'inedia swingante dei Cowboy Junkies (Motion). Qualcosa di U2 e Pink Floyd inonda invece My Medicine, la canzone piu' vivace.
La processione di soavi e lente melodie passa per il ritratto psicologico di Miranda, carico di vita vissuta e di tragici presentimenti (con versi degni dei poeti romantici: "Oh how sweet this in-between/ could be my toes/ caught among the stones/ will let me drop unseen/ let me cross alone"). Acquarelli impressionisti, murali di Monet, ispirano queste solenni recite dell'aldila', e la lunga Surrender su tutte.

Analogamente su 7=49 (Roadrunner, 1994) e' probabile che il meglio stia nei blues timidi e sonnambuli alla Cowboy Junkies di Crybaby e soprattutto Pavement Shines. Fra ritornelli ipnotici da Cocteau Twins come Knock e Curling Wall si fa largo, soprattutto in Guppy e John, una forma di ballata folk soave che incrocia Pretenders e Joni Mitchell. Il disco va in gloria con la visione incantata di I'll Gather Flowers, vertice di lirismo e di dissolvenza.
Con un pizzico di Belly per condimento, il sound dei Moon Seven Times risulta pertanto al tempo stesso romantico e vigoroso, naif e maturo, sperimentale e classico.

Sunburnt (Roadrunner, 1997) conferma una rapida conversione al pop soffice da classifica. Il contralto fumoso di Canfield lambisce i toni della piu` sensuale e confessionale Natalie Merchant in Further e per lo piu` fa le fusa in ballad da chanteuse fatale come Thirteen Days. Il gruppo sembra impacciato quando tenta gli arrangiamenti jazz di Bug Collection.
La musica si adagia in cuscini di melodie soporifere, il tenue onirismo di un tempo ridotto a mera superficie timbrica. I momenti piu` toccanti sono quelli in cui il limpido classicismo del quartetto si allontana dai canoni stilistici della canzone, come quando il canto s'impenna sull'organo gospel di Some Of Them Burn, e soprattutto nel madrigale di Nashville per melodia alla Yesterday dei Beatles, strimpellio di chitarra acustica e rombo di violoncello.

Henry Frayne e` anche titolare del progetto Lanterna.

If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
Lanterna is a side project of guitarist Henry Frayne and drummer Brendan Gamble. The 70-minute debut album, Lanterna (Parasol, 1995 - Rykodisc, 1998) is mainly atmospheric instrumentals in the vein of Scenic. After a long hiatus, the idea was reprised for Elm Street (Badman, 2001). (Translation by/ Tradotto da Nicola Mecca)

Lanterna un progetto del chitarrista Henry Frayne e del batterista Brendan Gamble. Il primo album, da 70 minuti, Lanterna (Parasol, 1995 - Rykodisc, 1998) composto principalmente da brani strumentali nella vena degli Scenic. Dopo un lungo silenzio, lidea viene ripresa su Elm Street (Badman, 2001).

What is unique about this music database