Mother May I
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Splitsville , 5/10 Links:

Mentre gli USA riescono a rimanere immuni dal revival del pop che imperversa in Gran Bretagna, qualche gruppo (Supernova) ottiene in sordina risultati felici che quasi riscattano l'intero movimento. Sulla scia di questi cantori minori, i Mother May I di, fondati dal chitarrista e cantante Damon Hennessy a Washington, esordiscono con un EP su Crackpot. La loro generica imitazione dei modelli degli anni '60 (o, meglio dei loro epigoni dei primi anni '70, Big Star e Badfinger e cosi` via) ha il pregio della professionalita`, ma e` difficile distinguere un brano dall'altro.

Qualche canzone di Splitsville (Chaos, 1995) ci prova rifacendosi in maniera piu` esplicita alla tradizione dei Replacements. Forse, pero`, sarebbe bastato pubblicare Poison Dart come singolo. Puo` darsi che prima o poi imbroccheranno il ritornello da alta classifica (Teenage Jesus, alla Tommy, Birthday Wish, In A Box, In Between... tutte intercambiabili). Rischiano di non avere pubblico: troppo scialbi per l'elite alternativa, troppo principianti per la massa.

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