Mudhoney


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Superfuzz Bigmuff (1988), 7/10 (EP)
Mudhoney (1989) , 7/10
Every Good Boy Deserves Fudge (1991) , 7/10
Monkeywrench: Clean As A Broke-Dick Dog , 6/10
Piece Of Cake , 6/10
Sad And Lonelys , 5/10
Fall-Outs , 6/10
Here I Come And Other HitsSleep , 6/10
My Brother The Cow , 6.5/10
Tomorrow Hit Today , 5/10
Monkeywrench: Electric Children , 6/10
Since We've Become Translucent , 6/10
Steve Turner: Searching For Melody (2003), 5/10
Under A Billion Suns (2006), 4.5/10
The Lucky Ones (2008) , 4.5/10
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Mudhoney, Mark "Arm" McLaughlin's and Steve Turner's band, were, instead, garage-rockers. The incendiary, elementary sound inaugurated with the single Touch Me I'm Sick (1988), the EP Superfuzz Bigmuff (1988) and the album Mudhoney (1989) was an interesting blend of garage-rock cliches (visceral distortion, sloppy riffs, anthemic melodies) and hardcore cliches (thrashing rhythm, epileptic vocals, demented rigmaroles). Every Good Boy Deserves Fudge (1991) tidied up the mess and sprayed the stench, but, basically, one could claim that Mudhoney continued to play the same song over and over again.
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La grande tradizione del garage-rock di Seattle e` forse culminata nei Mudhoney, i suoi massimi esponenti nell'era del grunge.

Il complesso venne formato il primo dell'anno 1988 da Mark Arm e Steve Turner dei Green River e da Matt Lukin dei Melvins con Dan Peters alla batteria.

Il gruppo debutto` con due singoli leggendari, Touch Me I'm Sick/ Sweet Young Thing Ain't Sweet No More (1988) e You Got It/ Burn It Clean, che coniarono un sound incendiario che fa affidamento soprattutto su vibrazioni epidermiche e su una ripetizione ipnotica di poche, elementari frasi musicali. You Got It, in particolare, suona come un incrocio fra Grateful Dead, Free, Stooges e Hendrix. E Touch Me I'm Sick puo` essere tuttora considerato come l'epitome del loro sound.

L'EP Superfuzz Bigmuff (SubPop, 1988) consacro` quei principi mutuati da complessi di garage come i Blue Cheer con selvagge scorribande come No One Has e soprattutto In 'N' Out Of Grace, destinato a rimanere uno dei loro capolavori. Che i Mudhoney abbiano le credenziali in regola per fungere da leader carismatici e` dimostrato pero` soprattutto dalla ballata esplosiva If I Think e dal brano piu` carico di epos: Need.

L'album Mudhoney (SubPop, 1989) e` un campionario di stereotipi del garage-rock (feedback, riverberi, melodie "malate") ma trapiantati sul corpo dell'hardcore (cadenze thrash, incedere epilettico). Ne risulta una tensione nervosa molto piu` spasmodica: Arm urla come un ossesso il ritornello di This Gift, simile a quello di No Fun (Stooges), accompagnato da fratture ritmiche a valanga e da distorsioni maniacali della chitarra; bisbiglia il lamento psicotico di Here Comes Sickness in un diluvio di distorsioni chitarristiche creando la suspence per un crescendo apocalittico; si agita in un baccano sincopato al limite del piu` rude rhythm and blues in Get Into Yours (uno dei loro capolavori). La musica dei Mudhoney risulta comunque sempre gloriosa, trionfando anche negli episodi piu` concitati, e pertanto meno "grunge", come Flat Out Fucked (con un rovente assolo di chitarra), o in quelli piu` rallentati, come il deliquio blues-psichedelico di Come To Mind. L'episodio piu` orecchiabile e` forse Running Loaded, ballata ruvida e spigolosa, ma contrassegnata da riff furibondi e da un ritornello colmo di disperazione. Gli accordi reboanti e brutali di Turner (forse il maggior erede di Ron Asheton) hanno per i Mudhoney la stessa funzione che quelli pirotecnici e aristocratici di Page avevano nei Led Zeppelin.

Fra il 1990 e il 1991 escono diversi singoli (You're Gone, Hate The Police, She's Just Fifteen) che consolidano la leggenda.

Every Good Boy Deserves Fudge (SubPop, 1991) mette ordine nel marasma con un sound piu` raffinato e controllato, arrangiamenti originali e produzione professionale. Un'ouverture quasi sinfonica (Generation Genocide, con una frase d'organo raga-psichedelica alla Pink Floyd) e la melodia quasi barocca di Let It Slide ne sono il primo risultato. Il canovaccio del gruppo e` comunque ancora i riff epidermici, le stoccate metalliche, le distorsioni incendiarie di Turner, i ritornelli sarcastici di Arm, il rombo propulsivo di Lukin e le cadenze tribali di Peters. Good Enough, Into The Drink, Who You Drivin' Now continuano a riciclare le atmosfere del beat, del surf, del bubblegum con il piglio dei punk.
Non stupisce pertanto di ascoltare schitarrate alla Chuck Berry in Thorn e un'armonica blues in Pokin' Around, peraltro sempre scorticate ed esplose al massimo di decibel e cardiopalmo. Per quanto suggestionati dai Sixties, i Mudhoney rimangono protagonisti di granitici muri di violenza alla MC5 (Shoot The Moon), di messe post-psichedeliche per feedback (Check-out Time) e di sarabande strumentali alla Stooges (Fuzzgun '91). Ma, perso l'attacco poderoso degli esordi e il fascino abrasivo del primo album, nell'arco di Every Good Boy i Mudhoney sembrano alla ricerca di uno stile diverso, sembrano sforzarsi di essere qualcun altro, e qualche canzone finisce per suonare del tutto insipida.

A lungo andare pero` i limiti del gruppo vengono a galla. Piece Of Cake (Reprise, 1992) continua la progressione verso un sound piu` professionale, ma finisce anche per assomigliare a tanti altri complessi che si sono ispirati alle stesse fonti. No End In Sight potrebbe quasi essere un rock and roll degli AC/DC, il ritornello e la frenesia di Living Wreck fanno rimpiangere gli Heartbreakers, il riff cattivo di I'm Spun l'avrebbe potuto inventare qualunque epigono dell'hard-rock degli anni '70. Canzoni ringhiate come Suck You Dry escono ancora dai turbolenti garage degli anni '60, ma c'e` un limita a quante volte si puo` riascoltare la stessa solfa. Blinding Sun vanta forse l'armonia piu` originale, con quello shuffle quasi country e quel lamento alla Tom Petty che si inalbera bruscamente in una frase epica. Ma in generale i Mudhoney ripetono stancamente un verbo che non era mai stato particolarmente geniale, e lo fanno con sempre meno convinzione.

Steve Turner e Mark Arm si concedono anche una pausa di lusso, registrando come Monkeywrench un album di blues alla loro maniera, Clean As A Broke-Dick Dog (SubPop, 1992), con Tom Price (Gas Huffer), Tim Kerr (Big Boys), Martin Bland (Lubricated Goat). L'opera conferma piu` che altro che i Mudhoney hanno esaurito le loro energie creative.

Sempre piu` garage-rock e` lo stile dell'EP Five Dollar Bob's Mock Cooter Stew (Reprise), in particolare In The Blood e Six Two One.

Turner e` anche protagonista di un garage-rock piu` convenzionale con i Sad And Lonelys (un album per la Super Electro del 1992) e con i Fall-Outs. Tanto i singoli Don't Want The Sun e This Is Mine quanto gli album di questi ultimi, prima Fall Outs (Super Electro, 1992) e poi Here I Come And Other Hits (Estrus, 1993), si affidano a quella semplice estetica, ignari di tutto cio` che e` successo al rock nel quarto di secolo successivo. Sleep (Super Electro, 1994) annovera soprattutto elementari ritornelli a tutto brio come Sleep e Something's Wrong, mentre i cadenzati e scattanti Seen The Light e All My Words rievocano i party degli anni '60. Il cantante Dave Holmes e` autore di quasi tutti i pezzi.

Mark Arm, a sua volta, aiuta i Bloodloss.

My Brother The Cow (Reprise, 1995) segna un'ulteriore regressione dei Mudhoney, che approdano finalmente al rhythm and blues. Se e` vero che affiorano di quando in quando residui di violenza incontrollata, di hardcore (Fearless Doctor Killers) e di MC5 (Execution Style), i Mudhoney della mezza eta` sono quelli di Into Her Shtik, che plagiano gli Aerosmith di Draw The Line e la J. Geils Band di Looking For A Love, o quelli di What Moves A Heart, che rubano il mestiere agli Stray Cats, o quelli di Generation Spokesmodel che sembrano fare la parodia di se stessi. Contendendo ai Surgery il primato di scossa epidermica con Judgement Rage Retribution And Thyme e suggellando con Today Is A Good Day la loro visione di un powerpop straripante di grinta e passione, i Mudhoney trovano una seconda giovinezza. In My Finest Suit e` una delle poche power ballad che facciano davvero accapponare la pelle, grazie a quei rintocchi marziali di chitarra e a quel riff in crescendo che sottolinea il ritornello "I got you/ I got a lot to lose". L'ipnotico raga psichedelico di 1995 riesce a fondere i King Crimson di 20th Century Man, l'Hendrix di I Don't Live Today, e, naturalmente, gli Stooges di 1969, nonche' un finale caotico alla Albert Ayler con tanto di sassofono, in un anthem che rischia di rimanere il loro capolavoro.

Following the single Night of The Hunted (Super Electro, 1998), the album Tomorrow Hit Today (Reprise, 1998) is a transitional work that rarely (A Thousand Forms Of Mind, Oblivion) clicks.

Following bassist Matt Lukin's untimely retirement, and drummer Dan Peters' numerous collaborations, Mudhoney went into hybernation. March To Fuzz (Subpop, 1999), a 52-song double album compilation, is a testament of the brutal, wild, animal roots of this band that, alas, fell victim to grunge grandeur. They were accidentally related to the pimpish Soundgarden and Nirvana sound. Their genes were the same of MC5 and Blue Cheer. The Mudhoney crew was coming from the same mental asylum that begat Killdozer and Laughing Hyenas: massive doses of rock and roll, savage guitar romps, groaning bass and tribal drums. Their songs exude a vitality that was missing from most of the Seattle movement. The compilation includes rarities such as Run Shithead Run.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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Steve Turner and Mark Arm resumed the moniker Monkeywrench for Electric Children (Sweet Nothing, 2000), a follow-up, eight years later, to their Clean As A Broke-Dick Dog. The line-up is identical, with Tom Price (Gas Huffer) and Tim Kerr (Big Boys) sharing guitar duties and Martin Bland (Lubricated Goat) pounding on drums. While it all sounds a little dated, the band's hard rock is an adult version of Mudhoney's garage-rock (In The City Tonight, From Now On, Around Again, Bring On The Judgement Day). But the dark, ominous, Doors-ian Weasels In The Barn and the grisly blues of Cherry Red build metaphysical atmospheres. And the nine-minute psychedelic jam In The Days Of The Five has the fury and the fuzz that the shorter tracks lack. (Translation by/ Tradotto da xxx)

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With matt Lukin replaced by former Lubricated Goat Guy Maddison, Mudhoney's Since We've Become Translucent (Subpop, 2002) is a mixed bag, running the gamut from the 1000th imitation of the Stooges' 1969 (The Straight Life, originally recorded in 2000) to the horns-driven rhythm and blues of Where The Flavor Is, to the "MC5-meets-Bo-Diddley" garage stomp of Our Time is Now, to the rowdy rave-up of Inside Job (another remnant of the 2000 sessions), to the voodoobilly cum horn section a` la Fleshtones of Take it Like a Man. Each of them is a convincing reminder of Mudhoney's formidable sound machine, but hardly a musical revolution. The band did mean to venture beyond their usual turf, though. The album's opener is actually an eight-minute free-form acid jam, Baby Can You Dig The Light, adorned with a Colosseum-style romantic-saxophone and distorted-guitar work-out (which, unfortunately, turns into a lame ballad towards the end) and the closer is a seven-minute space-boogie meditation a` la Hawkwind, Sonic Infusion. Both sound irresolute and insecure, a sign that it won't be easy for Mudhoney to abandon their roots. (Translation by/ Tradotto da John Politico)

Seguito al singolo Night of The Hunted (Super Electro, 1998), l'album Tomorrow Hit Today (Reprise, 1998) e' un lavoro di transizione che raramente (A Thousand Forms Of Mind) esalta.

A seguito del prematuro ritiro del bassista Matt Lukin,e alle numerose collaborazioni del batterista Dan Peters,i Mudhoney andarono in ibernazione. March To Fuzz (Subpop, 1999), un doppio album di 52 canzoni, e' un testamento delle brutali,selvaggie, animali radici di questa band che,ahime',cade vittima del grandeur grunge.Loro erano,accidentalmente,imparentati al sound di Nirvana e Soundgarden.I loro geni erano gli stessi di MC5 e Blue Cheer.I Mudhoney erano venuti dallo stesso asilo mentale da cui derivavano Killdozer e Laughing Hyenas: dosi massime di rock and roll,assalti feroci di chitarra,basso gemente e batteria tribale.Le loro canzoni trasudano una vitalita' che era mancata alla maggior parte del movimento di Seattle.L'album include rarita' come Run Shithead Run.

Steve Turner e Mark Arm riprendono il progetto Monkeywrench per Electric Children (Sweet Nothing, 2000), un seguito, otto anni dopo, al loro Clean As A Broke-Dick Dog.La formazione e' identica,con Tom Price (Gas Huffer) e Tim Kerr (Big Boys) con compiti di chitarrista aggiunto e Martin Bland (Lubricated Goat) martellante alle batterie.Nonostante il tutto suona un po' datato,l'hard-rock della band e' una versione adulta del garage-rock dei Mudhoney (In The City Tonight, From Now On, Around Again, Bring On The Judgement Day). Ma l'oscura,sinistra,doorsoniana Weasels In The Barn e il macabro blues di Cherry Red costituiscono atmosfere metafisiche.E la jam-psichedelica di 9 minuti In The Days Of The Five ha la furia e la "peluria" che nei brani piu' corti mancano.

Con Matt Lukin rimpiazzato da uno dei due Lubricated Goat Guy Maddison, Since We've Become Translucent (Subpop, 2002) a nome Mudhoney e' un miscuglio, dalla 1000esima imitazione degli Stooges di 1969(The Straight Life, originalmente registrato nel 2000)al rhythm and blues ,spinto da corni, di Where The Flavor Is,al garage pesante d'incrocio fra MC5 e Bo Diddley di Our Time is Now, alla turbolenta festa scatenata di Inside Job (un altro resto delle sessioni del 2000),al voodoobilly alla Fleshtones d= i Take it Like a Man.Ognuno di questi e' un convincente promemoria della formidabile macchina da suono dei Mudhoney,ma difficilmente e' qualcosa di rivoluzionario.Tuttavia,la band faceva intendere di avventurarsi oltre il loro solito campo musicale .L'apertura dell'album e' a dire il vero una acid-jam free-form di otto minuti,Baby Can You Dig The Light,adornata dal sassofono romantico stile Colosseum e l'allenamento di chitarra distorta(che,casualmente,si trasforma in una ballata zoppicante verso la fine)e la chiusura e' una meditazione space-boogie di sette minuti alla Hawkwind, Sonic Infusion. Il loro sound e' allo stesso tempo indeciso e insicuro,un segno che non sara' facile per i Mudhoney abbandonare le loro radici.

Steve Turner's first solo album, Searching For Melody (Roslyn, 2003), an effort in the vein of singer-songwriters of the 1970s. And His Bad Ideas (Roslyn, 2005), instead, steals the sound from the most electric Neil Young and from the Rolling Stones. New Wave Punk Asshole (Funhouse, 2007), also credited to the Bad Ideas, is equally bluesy if less energetic, making it sound more like a ubiquitous garage-rock band of the 1960s.

Mudhoney added political concerns to their blend of power-pop and rhythm'n'blues on Under A Billion Suns (Sub Pop, 2006). The last thing one would like to do is listen to the lyrics of Mudhoney, but there is little else to do while listening to their predictable melodies and riffs. Only Endless Yesterday (with xylophone) and Hard-On for War cause a minor excitement.

The Lucky Ones (2008) might win a prize for sincerity and passion, but not for inspiration (The Lucky Ones, Tales of Terror, I'm Now).

Steve Turner and Mark Arm resurrected Monkeywrench for a third album, Gabriel's Horn (Birdman, 2000), again released eight years after the previous one, and again devoted to routine blues-rock jams.

Head On The Curb (Sutro Park, 2011) collects rarities.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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