Satchel
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EDC , 7/10
The Family , 6.5/10
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Le radici dei Satchel affondano nella preistoria di Seattle, in quei Malfunkshun dai quali ebbero origine Mother Love Bone e Fire Ants.

Il batterista di quella formazione, Regan Hagar (batteria), infatti, formo` poi i Bliss e poi da quel nucleo i Brad con Stone Gossard dei Pearl Jam e con il cantante Shawn Smith, vero ideatore del progetto (e titolare in proprio dei piu' sperimentali Pigeonhed).

Smith e Hagar formarono poi i Satchel assumendo John Hoag alla chitarra e Cory Krane al basso. L'intento dichiarato era di ispirarsi al soul e al pop-jazz di fine anni '60, di forgiare una miscela caotica di Temptations, Steely Dan, Marvin Gaye e Prince, ulteriormente deformata da innesti robusti di psichedelia ed elettronica.

EDC (Epic, 1994), e` una interessante carrellata di canzoni sperimentali, tutte diverse una dall'altra. L'impianto di base e` la fusione fra soul e psichedelia, fra Prince e Pink Floyd, come dimostra Mr Brown, un incrocio fra Dark Side Of The Moon e Purple Rain; ma l'intuizione si spinge molto in la`, arrivando a lambire il jazzrock in 0, ma diluendolo in fiotti onirici di sassofono ed elettronica, o il raga in Built For It, propulso da un ritmo fitto ma leggerissimo; pennellando una ballata pianistica come Trouble Come Down, che diventa una nenia ipnotica. Il delicato fremito di Hollywood, in un rarefatto etere di tastiere dissonanti, ritmi jazzati ed echi galattici, potrebbe essere di Robert Wyatt. Quello di Taste It e di Mr Pink e` il grunge piu` distorto che si possa ascoltare nel 1994. Soltanto alla fine, in Suffering, il gruppo trova una compostezza classica, con Smith nei panni di un Van Morrison perduto fra flauti e pianoforti. Il fascino di questo disco e` dovuto all'accoppiata fra il falsetto romantico di Smith e gli arrangiamenti lambiccati del gruppo, all'atmosfera ultraterrena che si genera e all'assenza di energia che ne risulta.

Smith spartisce anche con Steve Fisk il progetto Pigeonhed.

Smith tocca su The Family (Epic, 1996) il vertice del suo romanticismo. Il pop da salotto di Isn't That Right sembra essere l'obiettivo dichiarato, ma il soul psichedelico di Without Love lo surclassa di gran lunga. Queste ballad molto emotive devono gran parte del loro fascino non tanto alle melodie, peraltro sempre eleganti, quanto a uno sviluppo che consiste in un lego certosino di gesti sonori. I loro costrutti drammatici possono raggiungere la sofisticazione solenne di Criminal Justice. L'atmosfera sognante di Breathe Deep e` dovuta a una sonata per pianoforte, tastiere spaziali e una corista angelica. A voler semplificare, quello di For So Long e` un soft-rock concettuale fra Elton John e Van Morrison. Il crescendo funky e hard-rock di Time 'O' Year sembra fuori luogo in tanto sentimento diluito fino alla nevrosi. Sulla scia dei loro amici Afghan Whigs, i Satchel abbandonano qualunque pretesa di fare musica rock, ma pervengono a una forma altamente sofisticata di canzone pop.

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