Seam
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Headsparks, 7/10
The Problem With Me, 8/10
Are You Driving Me Crazy?, 7/10
The Pace is Glacial, 6.5/10
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Il cantante Sooyoung Park dei Bitch Magnet, il bassista Lexi Mitchell dei Lilies e il batterista Mac McCaughan dei Superchunk formano i Seam nel 1990 a Chapel Hill (North Carolina). Il super-trio pubblica il primo singolo, Days Of Thunder (Homestead), nel maggio del 1991 e il secondo, Granny 9X (Merge), nel febbraio del 1992. Sono due melodie lentissime, avvolte in volute di distorsioni, che si ispirano ai Codeine e ai Galaxie 500.

Il sound di Headsparks (Homestead, 1991) e` contrassegnato da melodie dimesse e da accordi di chitarra fluttuanti. Nelle tessiture luccicanti di New Year's e Sky City i Seam usano una tecnica di "dissonanze melodiche" per spargere un denso impasto sonoro sul canto. L'anemia regna sovrana su gran parte del disco e, quando se ne libera, la musica viene afflitta da angosce ancor piu` profonde, come in Decatur, sovrastata da una lugubre distorsione. E` una forma di armonia che puo` prendere quota, ma senza mai galvanizzarsi, come in Grain. L'unica eccezione e` Pins And Needles, in cui si verifica una buona combustione powerpop. Park e McCaughan (che suonano strumenti diversi nelle rispettive formazioni di provenienza, entrambi cantanti e compositori) interpretano musicalmente languori e stanchezze esistenziali.

Quando il gruppo si trascerisce a Chicago, esce McCaughan e subentrano il batterista John McEntire e il chitarrista Ken Brown dei Bastro. L'EP Kernel (Touch & Go, 1993) un po' meno narcotico dell'album, ma annaspa sempre fra melodie ariose e atmosfere teneramente psichedeliche (la tintinnante title-track, l'epica e disperata Sweet Pea.

La formazione continua a cambiare, ma cio` non inficia il valore del secondo album, The Problem With Me (Touch & Go, 1993), che rimane anzi forse il migliore. I Seam (in pratica Sooyoung Park e collaboratori) perfezionano il loro folkpop sognante con una miscela di suoni lenti, di melodie avvolgenti, di scoppi chitarristici. Ancora una volta i Seam si affidano a una potenza e una lentezza che irradiano calore e passione. Le loro filigrane armoniche riescono ad assorbire schizofrenicamente tanto l'influsso del folkpop piu` lirico quanto quello dell'hardcore piu` bestiale. Queste canzoni ricordano l'esplosione di un vulcano filmata al rallentatore. E' tipica Bunch, che inizia cullando l'ascoltatore con una cantilena sognante in un lago di accordi paradisiaci e poi si impenna in un ritornello dinamitardo, senza peraltro mai cambiare la melodia. Cosi` anche Something's Burning, che procede in crescendo di pathos e di rumore come potrebbe fare un Lou Reed fra la veglia e il sonno. Road To Madrid e` una tenue ninnananna con il cuore in mano, una ballata acidrock d'altri tempi, con le parole quasi impercettibili. Canzoni come Stage 2000 e Dust And Turpentine sono persino negazioni della forma canzone (immergono una melodia senza grandi meriti in una tempesta strumentale). I Seam indulgono in "voli" psichedelici sempre piu` insistiti.

Dopo un ennesimo avvicendamento alla chitarra (Reg Shrader al posto di Craig White, che a sua volta aveva sostituto Ken Brown) e Chris Manfrin alla batteria, esce un terzo album, Are You Driving Me Crazy? (Touch & Go, 1995) che ripulisce ulteriormente il sound, sempre piu' nel segno del pop. Lo schema di base e' rimasto quello di accoppiare un rosario di rintocchi squillanti della chitarra a una ritmica calda, vaporosa, avvolgente, tenendo tutto sommato in secondo piano la melodia, bisbigliata in un registro suadente. I sussulti glaciali di Berlitz, il riff virulento di Hey Latasha, le risonanze assordanti di Haole Redux apportano piccole variazioni a un modello che potrebbe ripetersi sempre eguale per ore. E' comunque uno stile che si presta a meraviglia per incorniciare i soliloqui del cantante. Pezzi come Two Is Enough non hanno praticamente ne' riff ne' ritornello, soltanto un'atmosfera. I debiti nei confronti di Neil Young vengono fuori nella lunga visione di Port Of Charleston e nel lamento pastorale di Broken Bones. I Seam lasciano per ultima l'unica canzone veloce e pimpante del disco, Petty Thievery. Avendo deciso che questa e' la loro vocazione, il terzo album e' forse leggermente migliore del secondo, anzi quasi barocco nella sua perfezione formale.

The Pace Is Glacial (Touch & Go, 1998) esce dopo un lungo iato che aveva fatto presagire una crisi interna al gruppo. Shrader e Park, ben coadiuvati da uno dei batteristi piu` articolati in circolazione, hanno invece trovato un equilibrio che consente di spostare il baricentro del sound verso il pop atmosferico dei Mazzy Star (Little Chang Big City, Pale Marble Movie). Ogni brano e` arrangiato in maniera onirica dalle divagazioni della chitarra e dalle effusioni della batteria, fino all'accesso della lunga Nisei Fight Song. L'altrettanto lunga Inching Towards Juarez e lo strumentale Aloha Spirit che chiude il disco all'insegna di un minimalismo psichedelico, rimandano invece allo "slo-core" degli esordi, soltanto con maggior sicurezza armonica e destrezza strumentale. Le combustioni punk-pop di Get Higher e Intifada Driving School aprono pero` ben altro fronte. Benche' aggiustato alle tendenze del rock radiofonico, il sound di Shrader e Park non perde nulla ne' del suo potere suggestivo ne' (ahime` i loro conti in banca) della sua natura cervellotica.

I Seam continuano sostanzialmente la tradizione che e` stata di My Bloody Valenttine, Galaxy 500 e Codeine. I bisbigli di Park nel chiasso assordante e le sue cantilene sognanti sospese quasi nel silenzio, i fraseggi angelici e le languide distorsioni delle chitarre, le cadenze allucinogene della batteria, le progressioni incalzanti del basso e soprattutto quel brusco alternare l'"adagio" piu` tenue al "vivace" piu` irruente, hanno pero` acquistato anche un loro significato metaforico, un loro ruolo semantico, oltre che sintattico. Non sono pura decorazione, sono il messaggio; e si ha l'impressione che il messaggio sia profondamente esistenziale e pochissimo esibizionista.

Poche parole e molta musica: musica che allora deve per forza essere atmosferica al massimo, deve sapersi reinventare ogni secondo, come nelle jam soltanto strumentali. E tali sono, in fondo, le loro preziose e delicate Sweet Pea, Bunch e Something's Burning.

North Carolina's Seam, the project of former Bitch Magnet's vocalist Sooyoung Park, fashioned the floating timbres and shimmering textures of Headsparks (1991) but, more importantly, the unstable filigree of The Problem With Me (1993), a sedate but also forceful work that seemed to merge tender folk-pop and neurotic hardcore, and felt like the slow-motion replay of a volcano's eruption. Are You Driving Me Crazy? (1995) was both an even more personal show of the leader and a less abstract, almost "poppier" affair, which led to the atmospheric melodies of The Pace Is Glacial (1998).
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