Sixteen Horsepower


(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions )
Sackcloth & Ashes, 7.5/10
Low Estate, 6.5/10
Secret South, 6/10
Folklore , 5/10
Lilium: Transmission Of All The Goodbyes (2000), 6/10
Lilium: Short Stories (2003), 6.5/10
Woven Hand: Woven Hand (2002), 6.5/10
Woven Hand: Blush Music (2003), 6/10
Woven Hand: Consider The Birds (2004), 5.5/10
Woven Hand: Mosaic (2006), 7/10
Woven Hand: Ten Stones (2008), 6/10
Woven Hand: The Threshingfloor (2010), 6/10
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Colorado's Sixteen Horsepower attacked the sonic icons of America's rural traditions (whether Louisiana's zydeco or Kentucky's bluegrass) from the vintage point of California's "acid" folk-rock; and the painstakingly orchestrated elegies of Low Estate (1997) shifted the focus towards David Eugene Edwards' noble empathy.
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Nel panorama del roots-rock, inflazionato di ibridi e incroci d'ogni sorta, desta subito tentazione il tentativo dei Sixteen Horsepower, ragazzotti del Midwest il cui pedigree parla di bayou della Louisiana e di montagne del Colorado. Strimpellano alla maniera dei gruppi piu` "acidi" del folkrock, ma sempre ammiccando alle icone sonore delle tradizioni rurali, in gran parte per merito di tale David Eugene Edwards (languidi accordi di steel, frenetico picking di banjo, due note sul bandoneon), e intonano ballate dall'animo grande, che fanno pensare alla condizione umana e alle disgrazie dei piu`. Una musica sincera, grande, che a tratti richiama immagini del far west e a tratti fa meditare sul futuro dell'umanita`. Ad accompagnare l'eroe sono il batterista francese Jean-Yves Tola, laureato in jazz, e il bassista Keven Soll.

Il primo omonimo EP del 1995 (per la Ricochet), soprattutto South Pennsylvania Waltz e Straight-Mouth Stomp, mise in luce una buona disposizione per il country e il blues piu` arcani, nonche' per la strumentazione piu` arcaica.

Sackcloth & Ashes (A&M, 1996) fece ben di piu`, lanciando Edwards fra i grandi cantori del tormentato mondo dei vinti e dei dimenticati. Lo stile intenso e compassato di piccole grandi meditazioni sul destino come See What I Saw e Scrawled In Sap fa leva sul lamento acuto del cantante e sul confabulare nervoso della chitarra. Piu` che canzoni sono gridi di dolore collettivi, preghiere e anatemi di comunita` primitive per le quali il futuro non esiste da tempo immemore. Il cupo melodramma Prison Shoe Romp rappresenta forse il punto di massima depressione (lirica e sonora) del disco. L'effetto e` ancor piu` commovente quando l'elegia piu` struggente si accompagna a un'incalzante e sgangherata figura di valzer o polka alla fisarmonica, come in Harm's Way e American Wheeze. E diventa addirittura devastante quando, in Black Soul Choir e Heel On The Shovel, su quelle tetre rovine di assoluta disperazione, mentre Edwards strilla con fervore da predicatore, il banjo lancia un galoppante country & western. Al crescere della tensione cresce anche il senso di macabro, la puzza di putrefazione, l'ombra immane della morte.
L'alternanza di ritmi lenti e ritmi veloci giova alla dinamica del disco, conferendo un'aura epica al Calvario del redentore Edwards.
Edwards scrive liriche invasate degne di Nick Cave e le canta con lo spirito di un Jeffrey Lee Pierce (Gun Club) che avesse gettato il saio del punk e indossato una tuta da contadino degli Appalacchi. La sua opera e` un unico colossale requiem.

David Eugene Edwards torna con Low Estate (A & M, 1997), un'altra raccolta di elegie rurali, questa volta affiancato da un Jeffrey Paul che si alterna a violino, chitarra e organo. Anche quest'album puo` essere considerato un concept. Tutte le canzoni sono impostate sui toni dello spiritual piu` macabro, da Brimstone Rock, una specie di blues che vibra sulle corde di un banjo e s'innalza furioso sui riff delle chitarre, a Golden Rope, il pianto piu` tetro che coagula miracolosamente in un valzer maestoso.
Le orchestrazioni di queste tragedie morali sono magistrali. Il combo scende all'inferno per la marcia funerea di Low Estate, trafitta dai lamenti di organo, violino, fisarmonica, xilofono e pianoforte. La voce di Edwards declama solenne For Heaven's Sake, incurante dei taglienti fuzztone e feedback di chitarra e rincorsa dal galoppo della sezione ritmica. La melodia di Phyllis Ruth non esiste, ma gli strumenti si inseriscono uno alla volta e il muro di accordi che costruiscono vale piu` di un ritornello. La tensione e` sempre al massimo, grazie all'accorato crooning del leader e a una suspence calcolata nei minimi dettagli. Brani come Dead Run e vivono soprattutto del baritono enfatico di Edwards, a due passi dal Cave piu` invasato. Pure Clob Road si spinge persino oltre, con un delirio senza pause su un concitato magma di fisarmoniche.
A scuotere l'album dall'abulia sono un paio di intermezzi briosi, la scalmanata quadriglia di My Narrow Mind, il caracollante country & western di Ditch Digger e la comica canzonaccia di Hang My Teeth On Your Door, eseguiti da un gruppo di ubriachi del saloon. Ma anche questi brani piu` tradizionali violano la tradizione in innumerevoli modi. Tutto cio` che conta viene eseguito sopra le righe o fra le righe. Non c'e` nulla di letterale in questa musica.
Edwards e` un po' il Nick Cave del country-rock americano, un predicatore invasato alla disperata ricerca della redenzione. L'operazione che compie sul blues e sul country ricorda quella dei Gun Club, ma senza l'enfasi punk-rock.

The music on Secret South (Glitterhouse, 2000 - Alternative Tentacles, 2009) is so old-fashioned that sometimes (Praying Arm Lane, Straw Foot) it feels like they are playing covers (and in a couple of cases they are). But what they lack in style, they may be gaining in emotional depth: the stately, martial as well as neurotic Clogger (worthy of Stan Ridgway and Warren Zevon), the litany Silver Saddle (that blends Spanish melody and Indian droning), and the ballads (the piano-based Burning Bush, the vibrant Splinters) are impregnated with the fatal tone of noir cinema. The drawback of the album is that it is a bit too pensive and austere for its own sake.

Hoarse (Checkered Past, 2001) is a live album.

(Translation by/ Tradotto da Claudia Parma

Secret South (Glitterhouse, 2000) ha così il sapore d’altri tempi che alle volte (Praying Arm Lane, Straw Foot) sembra si tratti di covers (ed in un paio di casi la sensazione è giusta). Ma ciò che si perde in stile, probabilmente lo si guadagna nella profondità delle emozioni: la magnifica Clogger, marziale quanto nevrotica (degna di Stan Ridgway e Warren Zevon), la litania di Silver Saddle (che unisce melodia spagnoleggiante e mantra della tradizione indiana), e le ballate (il piano di Burning Bush e l’esuberante Splinters) sono pregne delle atmosfere cupe del cinema noir. Forse l’album risente un po’ troppo di accezioni oscure ed austere.

 

Hoarse (Checkered Past, 2001) è un album registrato dal vivo.

Woven Hand (Glitterhouse, 2002) debuted David-Eugene Edwards' alter ego. The songs composed a haunting journey through the lands of John Cale and Nick Cave that easily dwarfed the Sixteen Horsepower's recent album.
My Russia sounds like a bluesy version of Leonard Cohen's spectral odes. The emotional core of the project lies in the breezy folkish of Wooden Brother, in the emphatic The Good Hand, the agonizing Story and Pictures, down to the introverted Pail Blue Fever and the claustrophobic Your Russia. Edwards excels at crafting disturbing atmospheres. Musically, the most lively ideas are to be found in the locomotive-boogie of Glass Eye and the Celtic-tinged Arrow Head.

Blush Music (Glitterhouse, 2003), a theater piece, was more avantgarde.

Consider The Birds (Soundsfamilyre, 2004) continued Woven Hand's dark journey into the psyche but with mixed results. Sparrow Falls and The Speaking Hands are emphatic for the sake of being emphatic, and end up sounding a bit verbose, but the slow piano pace and guitar reverbs of Bleary Eyed Duty evoke voodoo rituals, while Edwards sings in a shamanic register a` la Doors's Jim Morrison. The solemn melody of Oil On Panel strives to achieve an epic dimension, but it is the multi-layered rhythm of To Make A Ring that creates the most powerful atmosphere, and it is the surreal and underdeveloped Tin Finger that captures the imagination, followed by the spartan and anemic closer Into The Piano for pianola, found voices and little more. The feeling is that Edwards tried a bit too hard to craft songs based on the sound without adequate melodies or arrangements.

Sixteen Horsepower's Folklore (JetSet, 2002) is chamber music for an existential thriller. The playing is impeccable and the arrangements are tasteful. Unfortunately, it contains mostly covers.

Lilium, i.e. bassist Pascal Humbert, released the all-instrumental album Transmission Of All The Goodbyes (Glitterhouse, 2000 - Smooch, 2005), that collects home recordings of the previous decade and introduces an evocative and psychedelic folk sound in the vein of Souled American and Calexico; and especially Short Stories (Twist & Shout, 2003 - Smooch, 2005), a group-oriented effort (this time fronted by a vocalist, the raspy Kal Calhoone) that used the same kind of gloomy ambience (Calexico, Black Heart Procession) to pen intense existential ballads.

Woven Hand, aka David Edwards, achieved a tragic synthesis of sorts of all its influences on Mosaic (Sounds Familyre, 2006), another bleak fresco of the contemporary world highlighted by a calm mastery of the folk tradition and by a tormented brand of existential mysticism. Edwards work his way through magic/gothic atmospheres with terrifying elegance: Winter Shaker sets his Nick Cave-esque declamation in a field of eerie electronica and exotic dance; Elktooth drops his damned lament into a percussive inferno; Little Raven mixes a naive carillon and a psychedelic shamanic invocation; and the six-minute Slota Prow - Full Armour abandons any pretense of song and sets in motion a suspenseful chamber drama that towards the end segues into a flute-driven hard-rocking voodoo dance (Full Armour).
At the same time Edwards' "scenic" skills are at their best. The solemn threnody Swedish Purse contrasts an undulating church organ and a tinkling mandolin, i.e. the somber ambience of a monastery and the lively spirit of a folk dance, and ends up sounding like a male version of Nico. Twig is the soundtrack for a Freudian nightmare, a condensed and twisted version of the Doors's The End. while in the poignant elegies Whistling Girl and Truly Golden he sounds like a colloquial version of Van Morrison or Bruce Springsteen. The brief instrumental Bible And Bird blends the spiritual element of gospel music and the populist element of country music, and perhaps best represents his philosophical viewpoint. The pathos of Edwards' odyssey peaks with the driving Bob Dylan-esque apocalypse of Dirty Blue, that incorporates Slavic dance and anthemic singalong.
Edwards never misses a step and rarely uses more instruments than needed.

Edwards' booming croon had acquired the apocalyptic quality of the gospel preachers of the Far West on Ten Stones (Sounds Familyre, 2008). Generally speaking, the album displays a more aggressive stance, starting with the whipping guitar riffs of The Beautiful Axe. The album maintains an emotional and sonic core centered around the pounding and dissonant boogie White Knuckle Grip and the frenzied madcap hoedown Kicking Bird. Cohawkin Road embodies much of the spirit of Woven Hand's music, but it is one of the exceptions to the rule, a cross between Ennio Morricone's atmospheric soundtracks and Bruce Springsteen's aching meditations. Another "soft" moment comes with the stately psychedelic chant His Loyal Love. On the other hand, poignant songs like Kingdom Of Ice, Horsetail and Not One Stone do not retain the spontaneous horror of Mosaic Instead they try to involve and engage by piling up hard and loud sounds. In other words, it sounded like the continuation of Consider The Birds.

The Threshingfloor (Sounds Familyre, 2010) was perhaps Woven Hand's most eclectic album, with songs ranging from the poignant and forceful The Threshingfloor to the gloomy Raise Her Hands, from the touching acoustic ballad Singing Grass, to the garage anthem Denver City.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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