Sneetches
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

Lights Out , 6/10
Sometimes That's All I Have , 6.5/10
Slow , 5/10
Blow Out The Sun , 6/10
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Gli Sneetches, stanziati a San Francisco, sono fra i piu` originali rivisitatori del sound psichedelico degli anni '60. Sul primo Lights Out (Kaleidoscope Sounds, 1988), che di fatto e` un album dei chitarristi e cantanti Matt Carges e Mike Levy, si misero in luce soprattutto come imitatori del Mersey-beat (I Need Someone, Don't Expect Her For You Lorelei).

Sometimes That's All I Have (Alias, 1989), forte di una maggiore fantasia armonica, prese invece a modello di riferimento Syd Barrett. Nacquero allora composizioni briose come Nowhere At All o Please Don't Break My Heart (dall'EP omonimo del 1989). Echi dei Soft Boys e dei DB's rendono il disco ancor piu` pregiato.

Slow (Alias, 1990) si adagia invece in un pop melanconico da salotto. Things We'll Never See e What's In Your Mind vantano melodie e arrangiamenti professionali, ma soprattutto un sound onirico che potrebbe essere sfruttato in maniera piu` proficua (come avviene invece con la surreale Broke Up In My Hands e l'epica Heloise, uno dei loro cavalli di battaglia).

Storia a parte fanno i singoli, che verranno raccolti su Obscure Years (Creation, 1994), e fra i quali si contano piccole gemme come A Good Thing e This Time.

Ci vorranno quattro anni perche' il complesso torni sulle scene, con l'umile Blow Out The Sun (Spin Art, 1994) e altre brillanti imitazioni del Merseybeat come All Of Everything, I Light On Above, What I Know.

L'EP Starfucker (Bus Stop, 1996) tiene viva la formazione con almeno una pregevole Watch Me Burn.

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