Sonora Pine
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Sonora Pine, 6/10
Retsin: Egg Fusion, 6/10
Retsin: Sweet Luck Of Amaryllis , 6/10
Retsin: Cabin In The Woods , 6/10
Sonora Pine II, 6/10
Tara Jane ONeil: Peregrine , 7/10
Ida Retsin Family: Volume One , 6/10
Hall Of Fame , 5/10
Hall Of Fame: First Came Love Then Came The Tree , 5/10
Tara Jane O'Neil: In The Sun Lines, 7/10
Tara Jane O'Neil: Tjo Tko , 6.5/10
Tara Jane O'Neil: Bones (2004) , 4.5/10
Tara Jane O'Neil: You Sound Reflect (2004), 6.5/10
Samara Lubelski: The Fleeting Skies (2005), 6/10
Samara Lubelski: Spectacular Of Passages (2005), 6.5/10
Tara Jane O'Neil: In Circles (2006), 5/10
Tara Jane O'Neil: Wings Strings Meridians (2007) , 5/10
Tara Jane O'Neil: A Ways Away (2009), 6/10
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Half of Rodan, i.e. Tara Jane O'Neil (now on vocals and guitar) and Kevin Coultas, formed Sonora Pine with keyboardist and guitarist Sean Meadows, violinist Samara Lubelski and pianist Rachel Grimes. Their debut album, Sonora Pine (1996), basically applied Rodan's aesthetics to the format of the lullaby.
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Sean Meadows (June Of 44) ha formato i Sonora Pine a Louisville verso la fine del 1994 con due ex membri dei Rodan, Tara Jane O'Neil (adesso alla chitarra e al canto) e Kevin Coultas, con il bassista Bob Weston, con la violinista Samara Lubelski (ex Pacer e anche negli Hall Of Fame) e con la pianista Rachel Grimes. Le canzoni di Sonora Pine (Quarterstick, 1996). sono tutte eseguite all'insegna di una pigrizia sognante, che in Gin Mill rasenta il tono della "lullaby". Le altre ninnananne (Ooltench, The Hook, Compass Lute, Goldmund, One Ring Machine) scorrono fievoli e vergognose, consce della complessita` dei propri accompagnamenti e della pochezza delle proprie melodie. I brani strumentali, Owl's Nest e Hoya Carnosa, cercano un impossibile compromesso fra la musica ambientale, il rock da camera dei Rachel's e le partiture cervellotiche degli Slint.

Tara Jane O'Neil figura anche nei Retsin con l'altra cantante Cynthia Lynn Nelson. Il gruppo esordi` con le otto canzoni del mini-aulbum Salt Lick (Simple Machines, 1995), all'insegna di un country-rock "acido" (Country Style Spoonin', Pulp) e talvolta dissonante (Mary B, Unsavory). Egg Fusion (Simple Machines, 1996) e` invece un disco di ballate folk all'antica, calde e introverse, benche' arrangiate in maniera spartana. Fly South e Kangaroo echeggiano le Indigo Girls in versione underground. Duck Out e Barefoot & Stones utilizzano rumori surreali, nella tradizione del country eccentrico di John Fahey.

Su Sonora Pine II (Quarterstick, 1997) la formazione di O'Neil e` troppo intellettuale, e troppo conscia del proprio pedigree (Rodan e gruppi limitrofi) per riuscire ad emozionare davvero. Le soffici litanie di Eek e Long Ago Boy rircodano anzi piu` i Palace Brothers nei loro momenti meno coesivi che non i gruppi di Louisville (Slint, Rachel's, June Of 44, etc). Sono lente ballate in sottovoce che hanno ancora un pezzo di codice genetico del country-rock. Ma l'atmosfera e` tutto, stante anche la pochezza del canto (davvero un po' troppo "lo-fi") e l'approssimazione dell'arrangiamento. Snow's Cut Snapshot prende come spunto quella che sembra una filastrocca per bambini, ma subito deformata in un sotterraneo mugugno. A far librare la musica dovrebbero essere gli strumenti, che pero` raramente riesconoa a spingersi oltre il semplice cicaleccio di sottofondo. I contrappunti fra chitarra, violino, organo e basso conferiscono a Cloister un tono funereo e metafisico. Il lungo strumentale che chiude il disco, Linda Jo, ottiene forse i risultati migliori, con una peculiare fusione di musica ambientale e danza rurale, di Ry Cooder e di Slint.

Tara Jane O'Neil, who played bass in Rodan and sang in Sonora Pine, writes all music and plays most instruments (including piano, balalaika and banjo) on Peregrine (Quartersticks, 1999), a collection of simple, intimate, home-made ballads that are the natural continuation of Retsin's 1996 album (O'Neil's counterpart on that album, Cynthia Nelson, plays flute and harmonizes on two tracks).
O'Neil has the charm of a country girl and the phrasing of sophisticated soul-jazz singer (think Sade). The languid atmosphere and swinging rhythm of A City In The North Bullhorn Noon and 1st Street are rich in musical harmony as well as psychological depth. These are accessible compositions that can appeal to a much wider audience than the one granted by Sonora Pine's alternative rock.
But O'Neil's program is more ambitious. The quiet fairy tale of Sunday Song has a trance-like quality, a cross between Nick Drake and a Tibetan monk. And so does the six-minute long Asters, a kaleidoscopic composition that alternates a sleepy, jazzy refrain with psychedelic lulling and flamenco trotting. The surreal Ode To A Passing is well served by dissonant and disproportionate instruments. Chords float in the dilated harmony of The Fact Of A Seraph, not unlike Tim Buckley's dreamy songs. Here, O'Neill's art is better qualified as meditation, not just confession.
Hidden beneath the surface of O'Neil music is a convoluted mass of feelings, which are better expressed in the instrumental tracks: in the surreal guitar noises and colorful guitar tones of Another Sunday, and in the suave, quasi-classical sonata for guitar, piano and violin that closes the album, A City In The South. Thus... third, but not least, this is also a composer's album.
O'Neil has managed to produce a highly personal statement and a complex work of art with the most modest of means. It would not be surprising to find her in the league of the major songwriters of the next decade.
(Translation by Riccardo Previdi/ Tradotto da Riccardo Previdi)

Tara Jane O'Neil, che ha suonato il basso nei Rodan e cantato nei Sonora Pine, scrive musica e suona diversi strumenti (compresi anche balalaika, piano e banjo) su Peregrine (Quartersticks, 1999), una raccolta di ballate fatte in casa semplici e intimiste che sono il naturale seguito dell'album dei Retsin del 1996 (la sua partner su quel disco, Cynthia Nelson, suona il flauto e cura le armonie in due tracce). O'Neil ha il fascino della ragazza di campagna e il fraseggio di una cantante soul-jazz sofisticata (tipo Sade). Le languide atmosfere e i ritmi swinganti di A City In A North Bullhorn Noon e 1st Street sono musicalmente ricchi di armonie e psicologicamente profondi. Le composizioni sono accessibili a un piu` vasto audience a differenza del rock alternativo dei Sonora Pine. Ma il progetto di O'Neill e` piu` ambizioso. La calma fiabesca di Sunday Song e` meditativa e ipnotica, tra Nick Drake e un Monaco Tibetano. I sei minuti di Asters sono un composizione caleidoscopica che alterna un ritornello jazz sonnolento a una ninnananna psichedelica ad un andante flamengo. La surreale Ode To A Passing e resa tale dalle sproporzioni dissonanti degli strumenti, in The Fact Of A Seraph gli accordi fluttuano nelle armonie dilatate in un modo non molto diverso dalle canzonoi sognanti di Tim Buckley. In questi casi l'arte di O'Neill si esprime meglio come meditazione che non come confessionale. Sotto l'apparenza della musica di O'Neill si nasconde un complicato coinvolgersi di sentimenti, che sono resi al massimo nelle tracce strumentali: nella surreale chitarra fragorosa e colorata di Another Sunday, nella soave, quasi classica sonata per chitarra, piano e violino che chiude l'album, A City In The South. Cosi`....terzo, ma non da meno, questo e` anche un un album di un compositore. O'Neill e` riuscita a creare una espressione strettamente personale e a produrre un complesso lavoro artistico con pochi mezzi. Non sarebbe sorprendente ritrovarla nel gruppo dei maggiori cantautori della prossima decade.

Hall Of Fame (Amish, 1997) is Dan Brown (God Is My Co-pilot) and Samara Lubelski (Sonora Pine). Their music is more similar to Sonora Pine than GIMC. Better structured songs and subtle instrumental passages create atmospheric wordless ballads. First Came Love Then Came The Tree (Amish, 1999) further develops that style at the border between acid jam and post-rock, and, again, the instrumental scores are worth a lot more than the songs.

Samara Lubelski has also released the solo album The Fleeting Skies (Social Registry, 2004)

(Translation by/ Tradotto da Maria Dolores Perriello) Hall Of Fame (Amish, 1997) e` opera di Dan Brown ( God Is My Co-pilot) e Samara Lubelski (Sonora Pine). La loro musica e` piu` simile a quella di Sonora Pine che a quella di God Is My Co-pilot. Canzoni meglio strutturate e sottili passaggi strumentali creano ballate d'atmosfera, non cantate. First Came Love Then Came The Tree (Amish, 1999) sviluppa ulteriormente questo stile al confine fra acid jam e post-rock; ancora una volta le composizioni strumentali valgono molto piu` delle canzoni.

The duo of Cynthia Nelson and Tara Jane O'Neil, aka Retsin, released the pop-jazz sendup Sweet Luck Of Amaryllis (Carrot Top, 1999) and Cabin In The Woods (Carrot Top, 2001). The latter retreats to a set of intimate folk ballads, under the shadow of O'Neill's typical deconstruction experiments and with Ida Pearle's violin replacing the rhythm section (Southwater, Carnival).

Volume One (Muss My Hair, 1999) is a nine-song mini-album credited to Ida Retsin Family, which is a collaboration between Retsin and Ida

Il duo di Cynthia Nelson e Tara Jane O'Neil, ovvero Retsin, ha anche registrato in seguito la parodia pop-jazz Sweet Luck Of Amaryllis (Carrot Top, 1999) e Cabin In The Woods (Carrot Top, 2001). Il secondo segna il ritorno alle intimistiche ballate folk, nella scia dei tipici esperimenti di destrutturazione di O'Neill e con il violino di Ida Pearle che rimpiazza la sezione ritmica (Southwater, Carnival).
Tara Jane O'Neil's In The Sun Lines (Quarterstick, 2001) is another quiet and surreal act of contrition. O'Neil is a gifted narrator and a creative (to say the least) arranger and this album certainly proves how one can create mesmerizing texture with limited means. Her weak point is the voice, a fragile whisper that rarely communicates any emotion at all. She smartly buries it under the instruments, but doesn't have enough of them to reduce the burden on the vocals. The Winds You Came Here On is typical of how she leverages on a carefully assembled soundscape to amplify the message. High Wire is fascinating for its open structure, somewhat reminiscent of Tim Buckley, that lets notes float freely around the voice. She gets the most of her limited technique and her even more limited orchestra. The trancey, eight-minute lullaby This Morning achieves the most abstract structure, surpassing John Fahey's transcendental folk with delicate sonic tapestries of piano, guitar and tom-toms.
While intricate and, in many ways, bizarre, this is not some convoluted avantgarde theory. Check the classical, dreamy, music box theme of Your Rats Are, how it leans on a quasi-raga jingle-jangle and how the ghostly harmonica rises out of the subdued mayhem. It is tender, not cerebral.
At her best, O'Neil composes chamber music that could easily do without the lyrics. Check how, within the instrumental All Jewels Small, a languid violin melody is contrasted with a sharp guitar dissonance while a harmonic is left to resonate in the background. New Harm is three minutes of repetitive chords that create a bleak atmosphere but then slowly reveal a radiant vision. And the closing A Noise In The Head (the nadir of her paranoia) is an absurdist mini-piece scored for found noises. Lend her an orchestra and she will compose a symphony.
(Translation by/ Tradotto da Walter Consonni)

In The Sun Lines di Tara Jane O'Neil's (Quarterstick, 2001) è un altro atto di contrizione intimo e surreale. O'Neil è una narratrice dotata ed un'arrangiatrice creativa (come minimo) e questo album prova certamente come si possano creare composizioni ipnotizzanti con mezzi limitati. Il suo punto debole è la voce, un fragile bisbiglio che raramente comunica qualche emozione. O'Neil la seppelisce elegantemente sotto gli strumenti, ma di questi non ne ha abbastanza per ridurre il peso della voce. The Winds You Came Here On è tipica di come l'artista si avvalga di un paesaggio sonoro accuratamente assemblato per amplificare il messaggio. High Wire affascina per la sua struttura aperta, che talvolta richiama alla mente Tim Buckley, che permette alle note di fluttuare liberamente attorno alla voce. O'Neil ottiene il massimo dalla sua tecnica limitata e dal suoi ancor più limitati strumentisti. L'estatica ninnananna di otto minuti This Morning raggiunge il massimo livello di astrazione della struttura, superando il folk trascendentale di John Fahey con delicati ricami di pianoforte, chitarra e tam tam.
Quantunque intricata e per molti aspetti bizzarra, questa non è contorta teoria avanguardistica. Si guardi come il classico e sognante tema da carillon di Your Rats Are, volga verso un jingle-jangle quasi-raga e come l'armonica spettrale emerga dal caos controllato. È delicata, non cerebrale.
Al suo meglio, O'Neil compone musica da camera che potrebbe facilmente fare a meno delle liriche. Si guardi come, nello strumentale All Jewels Small, una languida melodia di violino venga contrastata da una tagliente dissonanza chitarristica mentre un'armonica risuona sinistramente in sottofondo. New Harm è composta da tre minuti di accordi ripetitivi che creano un'atmosfera lugubre ma che poi lentamente rivelano una visione radiosa. Ed il brano che chiude l'album, A Noise In The Head (il nadir della sua paranoia), è una mini-piece assurda assemblata con rumori casuali. Datele un'orchestra e lei sarà in grado di comporre una sinfonia.

Retsin's five-song EP Moon Money Moon (Acuarela, 2002) marks the end of the parable that took the duo from the quirky post-folk of the early recordings to the flat acoustic country of the latest album (Pauline and Susie, Duck Out).

Tara Jane O'Neill's Tjo Tko (Mr Lady, 2002) is a masterful collection of chamber electronic folk music. By mixing eccentric sound effects a` la Solex and plaintive acoustic guitar, Choo, I Saw 3 and Juno refound her pastoral art in a more urban context.

Tara Jane O'Neill surprisingly converted to hard-rock with the EP King Cobra (Troubleman Unlimited, 2003), but Bones (Preservation, 2004) revealed instead a more traditional folksinger, delving into personal dramas and idyllic impressionism that quirky electronic arrangements do not negate but enhance (Enter This House). Most of the songs sound like leftovers from previous albums, though.

She also published Who Takes A Feather (Mop Press), a collection of her drawings and paintings.

Yet another Tara Jane O'Neill album, You Sound Reflect (Touch & Go, 2004), further confused the issues: Take The Waking is industrial ambient folk music and Tea Is Better Than Poison is psychedelic chamber folk music (both enchanting instrumental scores); Known Perils (the most conventional of the set) sounds like a solemn traditional; Howl sounds like Joan Baez singing atmopsheric easy-listening music; The Poisoned Mine is a nostalgic country lullaby and Love Song Long a hypnotic singalong; while Famous Yellow Belly emits a sweet melody over a pounding beat, and Without Push whispers dreamily over a dilated shuffle. The overall feeling is that O'Neill harks back (more or less consciously) to naive pop music of the 1960s while retaining her country roots and adding the sensibility of an avantgarde artist.

Samara Lubelski's first solo album, The Fleeting Skies (Social Registry, 2005) is a charming post-folk excursion that swings between old-time music and dream-pop. Her second solo album, Spectacular Of Passages (Social Registry, 2005), is instead a collection of slightly orchestral and mildly psychedelic tunes. The tasteful and eclectic orchestration breathes life into her naive folk ballads. Lubelski's vocals are front stage on Future Slip (Ecstatic Peace, 2009), another delicate and opulent exercise in dream-pop.

Tara Jane O'Neil's In Circles (Quarterstick, 2006) was an album in the spirit of the traditional folk-singers despite being one of her most personal. Ditto for Wings Strings Meridians (Square Root Books, 2007), that emphasized the coupling of audio and visual art.

Tara Jane O'Neil's A Ways Away (K, 2009) managed to convey an otherworldly atmosphere with her most colorful orchestration yet. The singer is still quite pedestrian. The songwriter is only occasionally above average. But now the producer has become a real master.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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