Spearhead
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Home, 5/10
Chocolate Supa Highway, 5/10
Stay Human , 6/10
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Spearhead e` il progetto che Michael Franti lancia nel 1994 dopo essersi separato da Rono Tse.

Home (Capitol, 1995), preceduto dal singolo People In The Middle, lo presenta in versione piu` "nera" che mai, ma ancora capace di inquinare i suoi rap con spezie soul, reggae e jazz. I suoi "racconti morali" si avvalgono di un tripudio di gesti sonori, immersi in una calda atmosfera da night club. Gli scenari "industriali" del sound degli Heroes si spopolano. Al loro posto vengono calati pannelli dai toni sfumati, che si rifanno al soul "dolce" di Philadelphia. Musicalmente, eccelle Positive, ma non e` quello il punto. Franti si ritaglia un profilo nobile con il lamento di Hole In The Bucket (dedicato ai barboni) e con gli altri sermoni sociali del disco (Caught Without An Umbrella e Of Course You Can). Ma troppo spesso (Runfayalife, Love Is Da Shit) sembra soltanto di ascoltare un Barry White aggiornato alle moderne tecniche di produzione.

Michael Franti e` un narratore nella tradizione intellettuale afroamericana di Gil Scott-Heron e Curtis Mayfield. Il suo sound si e` progressivamente inaridito, abbandonando le spigolosita` "industriali" dei Disposable Heroes a favore di un funky-soul soffice alla Barry White, il sound che dilaga su Chocolate Supa Highway (Capitol, 1997).
Le sue parabole sulla vita quotidiana del popolo afroamericano urbano tengono desta l'attenzione dei diretti interessati, ma rischiano di annoiare gli altri. Franti e` serio e addolorato quando recita il rap di Why Oh Why (uno dei pochi momenti "duri" del disco), ma non esce dagli schemi classici del genere. Quello di U Can't Sing R Song e` semplicemente il vecchio soul orchestrale. Forse il momento piu` persuasivo capita nella title track, quando Franti chiacchiera nel suo baritono profondo sullo sfondo di un coro gospel di voci femminili.
Altrimenti non resta che gustare i gesti subdoli di cui riempie le sue solfe: il sound "notturno" e sensuale di Keep Me Lifted che si riempie di voci femminili campionate e iterate in maniera meccanica e di piccoli disturbi elettronici in superficie; il controcanto di folksinger bianca che dirotta Wayfarin' Stranger; l'arrangiamento clownesco di Madness In Tha Hood. Maestro nel creare atmosfere alienate, Franti scodella forse il meglio della sua arte sul fronte drammatico, quando pennella il senso di tragedia che incombe su Tha Payroll e il dialogo psicanalitico con una donna nevrotica (e il suo controcanto angelico) su Comin' To Gitcha.

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Spearhead's Stay Human (Six Degrees, 2001) could be Michael Franti's best since the demise of his Disposable Heroes. The fusion of rap, rhythm and blues and reggae fuels songs and not just political speeches, while the sociopolitical theme (an indictement of the hypocrisies and the barbarism of the death penalty system) is mainly left to the spoken-work radio segments in between the songs (Franti plays a disc jockey on the radio station Stay Human, helped out by the Nubian Poetess). Except for the latin ballad Soulshine , the quasi-disco of Thank You and the opening rap of Stay Human, Franti uses soul and jazz (Curtis Mayfield, Gil Scott Heron, Marvin Gaye) to highlight the anthemic Rock The Nation, the acid jam of Oh My God, Listener Supported, Love'll Set You Free, Do Ya Love and We Don't Mind. As the title implies, this is a gentle and "human" Franti, who doesn't necessarily invite to violence but encourages you to reach inside your heart for the most compassionate feelings. This time Franti has written a harrowing soundtrack to intolerance and corruption, the two themes that have obsessed him all his life. (Translation by/ Tradotto da Antonio "Pibus" Abbotto)

"Stay Human" (Six Degrees, 2001) degli Spearhead potrebbe essere la prova migliore di Michael Franti dai tempi della cessazione dei Disposable Heroes.

La fusione di rap, rhythm and blues e reggae, e non solo argomenti politici, alimenta le canzoni, mentre le tematiche sociopolitiche ( un’accusa alle ipocrisie ed alla barbarie del sistema della pena di morte ) è, per la maggior parte, affidata alle parti parlate di una radio nei segmenti tra una canzone e l’altra ( Michael Franti interpreta un disc-jockey della stazione radio Stay Human, coadiuvato da La Poetessa Nubiana).

Con l’eccezione della ballad latina Soulshine, il quasi-disco di Thank You e l’apertura rap di Stay Human, Michael Franti usa soul ed jazz (Curtis Mayfield, Gil Scott-Heron, Marvin Gaye) per culminare nell’inno Rock The Nation, la jam acida di Oh My God, Listener Supported, Love’ll Set You Free, Do Ya Love e We Don’t Mind.

Come il titolo suggerisce, questo è un Franti garbato ed "umano", che non necessariamente invita alla violenza, ma che anzi ci invita a raggiungere l’interiorità del nostro cuore per trovare il sentimento che meglio esprima compassione.

Questa volta Franti ha scritto una straziante colonna sonora per l’intolleranza e la corruzione, i due temi che lo hanno ossessionato per tutta la vita.

Franti's solo acoustic Songs from the Front Porch (2003) was his attempt to reinvent himself as a singer-songwriter.

Spearhead's Everyone Deserves Music (2003) and Yell Fire (Anti, 2006) transitioned towards a less critical and more constructive message. Both greatly downplayed the kamikaze attack of earlier albums. The former had too much filler after the first few songs (, Time to Go Home and Yell Fire). The latter also introduced heavy doses of reggae, but no real show stopper.

Spearhead had by now reached his own form of nirvana, happy to continue preaching a better world while resigning himself to live in a terrible world, and The Sound of Sunshine (2010), in the usual hybrid language of hip-hop, reggae, and rock, reflects precisely that mental attitude.

The Sound of Sunshine (2011) was, instead, a sellout to mainstream pop.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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