Tripping Daisy
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Bill , 6.5/10
Elastic Firecracker , 6/10
Jesus Hits Like The Atom Bomb , 6/10
Tripping Daisy (2000), 5/10
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I Tripping Daisy sono un gruppo di Dallas che appartiene alla scuola psichedelica, ma non a quella violenta e dissonante di Ed Hall e Vas Deferens, bensi` a quella soffice e melodica praticata soprattutto dal Brit-pop. Ritornelli memorabili suonati a tutto volume senza particolare destrezza: se i Jane's Addiction facessero delle cover degli Hollies, ne verrebbero fuori i Tripping Daisy.
Il singolo My Umbrella, cadenzato alla Cheap Trick dal chitarrone di Wes Berggren e cantato in maniera enfatica da Tim DeLaughter, lancia su scala nazionale la formazione. Su Bill (Dragon Street, 1992 - Island, 1993) ci sono canzoni ancor piu` pop, come One Through Four, e qualche eruzione alla Jane's Addiction che rende conto della loro fama dal vivo, come On The Ground e Blown Away. Il disco si chiude su un registro drammatico, con il blues-rock apocalittico di Triangle. Gli echi del Mersey-beat piu` serafico sono pero` fortissimi, tanto nelle armonie vocali quanto nelle progressioni ritmiche, un'influenza che il singolo Get It On ribadisce con prepotenza.

I Got A Girl e` la canzone orecchiabile di Elastic Firecracker (Island, 1995), ma a prevalere e` questa volta l'elemento selvaggio della loro musica, quello che in Rocket Pop e Step Behind fa parlare (un po' prematuramente) dei nuovi Jane's Addiction, e che nella lunga, agonizzante Prick (nove minuti) fanno tornare in mente i primi Led Zeppelin. La power-ballad Same Dress New Day promette comunque un futuro piu` adulto.

La rincorsa al successo commerciale porta alle aberrazioni di Jesus Hits Like The Atom Bomb (Island, 1998), alla sua melassa di Beach Boys, Pink Floyd e David Bowie e alla sua grandeur di arrangiamenti quasi auto-parodistici. Field Day Jitters tenta di rispolverare gli Hollies come sul primo disco ma i suoi riff esplosivi suonano stonati. Il melodismo esagerato di Sonic Bloom e Human Contact si ispira tanto alla musica leggera piu` melensa di Broadway quanto alle cantilene piu` languide di Bowie. I cani randagi di ieri si riconoscono a malapena nell'effervescente rock and roll di Mechanical Breakdown e New Plains Medicine, diventate pero` novelty spiritose. Gli eccessi sinfonici di Pillar, la filastrocca cadenzata di 8 Ladies e il valzer sgangherato di Your Socks Have No Name hanno un loro fascino, lo stesso fascino di operette come Abbey Road, ma soltanto nell'ambito di quel sottogenere. Alla fine sembra soltanto di ascoltare un gruppo di volenterosi principianti che si ispira in egual misura al rock nevrotico dei Pixies e al rock psichedelico dei Flaming Lips. La lunga ballad psichedelica Waited A Light Year (sei minuti) e` l'unico brano che suona sincero. Il resto e` un continuo sperimentare con la propria duttilita` paggi del produttore. Un disco di pura forma, privo di contenuto se non di ispirazione, che li allontana dalla loro base di fans e non riesce a propellerli nelle classifiche.

Guitarist Wes Berggren died of an overdose in 1999. Tripping Daisy dissolved after Tripping Daisy (Sugar Fix, 2000).

Tim DeLaughter formed Polyphonic Spree.

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