Truly
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Fast Stories, 6/10
Feeling You Up, 5/10
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Fra i tardi epigoni del grunge dei Nirvana si contano anche i Truly, formati nel 1991 da tre veterani della zona: il bassista Hiro Yamamoto (Soundgarden), il batterista Mark Pickerel (Screaming Trees), il chitarrista, tastierista e cantante Robert Roth (Storybook Krooks). Roth defini` il suono dei Truly come "post-grunge", e di questo genere semiserio i Truly possono davvero essere considerati esponenti emblematici, nel bene e nel male.

Due mediocri EP, Heart And Lungs (SubPop, 1991) e Leslie Coughing Up Blood (SubPop, 1993), fecero capire che il trio tentava di spingersi oltre gli stereotipi del genere. Il problema e` che gli stereotipi vinsero e i Truly finirono per ritrovarsi in retroguardia invece che all'avanguardia.

Fast Stories (Capitol, 1995), interamente composto in studio, con gran profusione di mezzi, li presenta nei panni di eclettici miscelatori di umori pop, hard-rock, psichedelici e persino progressive-rock. Il pretesto dell'album sono infatti i ritornelli orecchiabili di Blue Flame Ford e di Leslie Coughing Up Blood, urlati alla Cobain e puntellati da forti rumori chitarristici; ma il lato selvaggio del complesso ha modo di sfogarsi nelle scosse isteriche alla Led Zeppelin di Four Girls e nel rozzi bailamme alla Blue Cheer di Tragic Telepathic. Tutto e` pero` velato di psichedelia, di profumi dell'era hippie. Cosi` la carica boogie alla Rolling Stones viene attenuata dai giochi di feedback di Blue Lights, e il ruolo tradizionale della power-ballad viene preso da lunghe escursioni allucinogene come Hurricane Dance. Vertice melodico del disco e` anzi una If You Don't Let It Die che fa continuamente riferimento a canzoni dei Doors. L'elettronica spinge il sound verso orizzonti ancor piu` sperimentali, come quando un riff ruvido di chitarra alla Van Halen si accavalla agli accordi sontuosi del mellotron in Hot Summer 1991, o quando l'insieme si spinge a due passi dal synth-pop in Virtually. Non a caso il disco si chiude con una lunga Chlorine, ormai nel reame progressive-rock dei King Crimson. Il disco si fa pero` ascoltare a fatica, zeppo com'e` di luoghi comuni e di melodie stentate; roba da collezionisti accaniti di fossili grunge.

A conferma che dio non esiste a Seattle, i Truly trovano una casa discografica che concede loro di incidere un secondo disco, Feeling You Up (Thick, December 1997), in gran parte composto di materiale scartato dal disco precedente e registrato in maniera molto piu` umile. Robert Roth fa i salti mortali per diventare la nuova star della musica da classifica, anche se i veterani che lo accompagnano non hanno gran che` di vitalita` da offrire. Lo standard non e` cambiato di molto. Le loro nenie mescolano con nonchalance elementi di primo piano come l'hard-rock, le melodie pop, il mellotron del rock progressivo e le atmosfere psichedeliche. Ne viene fuori un incrocio fra Pink Floyd, Beach Boys e Led Zeppelin, che non fa particolarmente onore a nessuno dei tre. Roth e` chiaramente alla ricerca della violenza soffice soffice e della magia seduttiva di Public Access Girls. Non a caso ritorna nel ventre del folk-rock e degli arrangiamenti di Phil Spector con Leatherette Tears. Quando sfoderano un minimo di grinta, in Wait 'Til The Night, fanno persino il verso (involontariamente) ai Roxy Music. Se non altro Air Raid ha un ritornello orecchiabile e una cadenza in crescendo ed e` arrangiata in maniera un po' piu` spaziale, ma il resto scade nel comico (come la ballad Twilight Curtains, all'insegna del piu` triviale synth-pop da cocktail lounge, che persino Michael Jackson si vergognerebbe di cantare).

Roth riuscirebbe forse nel suo intento commerciale se si liberasse della zavorra (leggi: Yamamoto e Pickerel).

Twilight Curtains (Sweet Nothing, 2000) e` un'antologia di rarita` e inediti.

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