Velocity Girl
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Copacetic , 7/10
Simpatico , 7/10
Gilded Stars And Zealous Hearts , 6/10
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Washington's Black Tambourine was fronted by vocalist Pam Berry and featured Whorl's Mike Schulman and Brian Nelson. They played British-inspired shoegaze-pop ditties that were later compiled on Black Tambourine (Slumberland, 2010). Archie Moore and Brian Nelson then formed Velocity Girl. (Translation by/ Tradotto da xxx)

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Maryland's Velocity Girl synthesized the new sounds of their time: Sonic Youth's noise-rock, Uncle Tupelo's alt-country, Pavement's lo-fi dynamics. The dissonant pop of Copacetic (1993) was a study in contrast: effervescent tempos, wildly off-key guitars, Sarah Shannon's seductive pop-soul register, naive melodies; and Simpatico (1994) merely capitalized on the primitive style of strumming/jamming that they had invented to produce postmodernist dissection of pop, soul and even jazz clickes.
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I Velocity Girl furono fra i portavoce del lo-fi pop quando ancora non si chiamava cosi`. Di fatto funsero da raccordo fra il noise-rock dei Sonic Youth e l'alt-country degli Uncle Tupelo ai tempi in cui regnava il college-rock. Fornirono insomma una sintesi del loro tempo, e lo fecero senza sacrificare troppo l'aspetto lirico.

Il gruppo si formo` a Silver Spring, nel Maryland, sulle ceneri dei Big Jesus Trashcan. Archie Moore (chitarra), Kelly Ryles (basso) e Brian Nelson (chitarra), un batterista e una cantante registrarono i singoli Clock (Slumberland) e I Don't Care If You Go, entrambi con Bridget Cross al canto (futura Unrest), e soprattutto My Forgotten Favorite, motivo melodico sostenuto da un forte rumore chitarristico, prodotto in maniera volutamente amatoriale, che divenne subito un bestseller dei circuiti alternativi.

Le prime registrazioni vennero raccolte sull'EP Velocity Girl (Slumberland, 1993). I tratti distintivi di quelle canzoni erano due: il soprano di Sarah Shannon, capace di spaziare dal tenue sperimentalismo di Elizabeth Frazer (Cocteau Twins) al feroce registro soul di Sinead O'Connor, e le armonie chitarristiche, che vantano un campionario praticamente inesauribile di distorsioni, arpeggi, tremoli e trucchi assortiti, nella tradizione degli "shoegazer" britannici. L'accoppiata fra i gorgheggi rinascimentali della prima e i tumulti dissonanti dei secondi costituiva l'essenza delle loro canzoni.

Quel pop dissonante ed eseguito in maniera volutamente amatoriale venne consacrato dall'album Copacetic (SubPop, 1993), un esercizio quasi archetipico nell'avvolgere un sudario di "texture" chitarristiche e ritmi spigolosi attorno a una melodia accattivante. Il nuovo hit e` Crazy Town, un'effervescente filastrocca della chitarra accompagnata da gorgheggi soul del canto, con un andamento ondeggiante che si presta al ballo. L'idea e` persino orecchiabile in Pop Loser. Il brano ad effetto e` invece Pretty Sister, in cui il contrastro fra il canto aulico e le devastazioni strumentali da` luogo a una sequenza mozzafiato di pause ed esplosioni. A funzionare e` pero` soprattutto la suggestione del canto straniante e seducente di Shannon, che in A Chang viene lasciato libero di librarsi nel registro di soprano piu` acuto su una nuvola di riff turpissimi, e nell'atmosfera onirica di Here Comes canticchia in trance una ninnananna alla Velvet Underground.
Il tornado cacofonico alla Sister Ray di Living Well e il girotondo di 57 Waltz, sommerso nelle distorsioni, rappresentano invece il lato piu` violento della loro arte, fino all'apice sperimentale di Catching Squirrels, sorta di White Rabbit con Shannon al posto di Slick, ma un analogo incedere circolare ed ipnotico. Vertice di rumore (e di pressapochismo) e` lo strumentale Candy Apples, suonato come un nastro stropicciato. Il pop frizzante e adolescenziale di Audrey's Eyes e` in effetti l'unico caso in cui i Velocity Girl rispettano le convenzioni del genere: in generale nel loro opus a stonare non e` il rumore degli strumenti, ma il canto intonatissimo di Shannon. Quel canto e` spesso lasciato in secondo piano, dietro il disordine strumentale, completamente slegato dal resto, appena percettibile, quasi fastidioso nella sua perfezione timbrica.

Simpatico (Subpop, 1994) e` un lavoro molto piu` musicale, anche se forse meno "anthemico": porta a maturazione quel sistema armonico, privilegiando l'aspetto melodico sullo spirito "giovanile" e irriverente del primo album. In There's Only One Thing Left To Say i Velocity Girl si ispirano alle loro canzoncine esuberanti dei Belly, in Tripping Wires sembra di ascoltare una soffice aria di Broadway degli anni '50, in I Can't Stop Smiling le eteree armonie vocali dei Mamas & Papas, e in Rubble lo spensierato romanticismo di Dusty Springfield. Non tutto e` cosi` semplice: dalla parentesi tragica di Drug Girls a Labrador, che ritorna ai toni estatici del primo album, da The All-Consumer, una ballata che piacerebbe a Juliana Hatfield, al jazz notturno di Hey You Get Off My Moon, da far invidia a Rickie Lee Jones, il gruppo dimostra di avere molte carte da giocare per il futuro della propria carriera.
Il ruolo della chitarra e` ora preminente: e` il suo strimpellio da trance a rendere originali e personali quelle canzoni, sono i suoi ritornelli a dettare la melodia principale. Sorry Again, adatta alla diffusione radiofonica di massa, rappresenta la perfezione di quel metodo pop. In un certo senso a farne le spese e` il canto, che non e` piu` protagonista, ma semplice veicolo per le melodie. Disco piu` professionale, che centra tutti i bersagli, Simpatico sembra l'album di una promessa dell'AOR invece che di un gruppo alternativo. In tal senso segna un netto progresso ma anche un mezzo tradimento.

Continuando quella parabola, i Velocity Girl divennero definitivamente adulti con Gilded Stars And Zealous Hearts (SubPop, 1996), album eseguito da una prospettiva piu` adulta e tradizionale. Il pop di Gilded Stars e Zealous Heart suona cosi` altisonante. Lo spirito sbarazzino di un tempo si ritrova per qualche istante in Finest Hour e Go Coastal, ma poi viene sommerso da canzoni sempre piu` pompose. Il ritornello piu` orecchiabile, quello di Nothing sa di elegia country, e non e` un caso: l'intero disco da` la sensazione di un ritorno alle radici, di una attempata ravvedutezza, che le armonie vocali di Just Like That e It's Not For You proiettano nel mondo domestico e rurale, ben lontano dai quartieri punk.

Nel frattempo il chitarrista Archie Moore ha gia` formato gli Heartworms. Il batterista Jim Spellman, la cantante Sarah Shannon e la bassista Kelly Ryles formano gli Starry Eyes a Seattle. Archie Moore will resurface on bass with the Saturday People (Slumberland, 2001), a project led by singer-guitarists Terry Banks and Greg Pavlovcak.

Sarah Shannon's solo albums, Sarah Shannon (Casa, 2002) and City Morning Song (2007), saw the Velocity Girl singer turning to soft pop-soul a` la Burt Bacharach (I'll Fly Away).

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