Almamegretta
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Animamigrante (1993), 5/10
Fattall… (1994), 3/10
Sanacore (1995), 6.5/10
Lingo (1998), 5/10
4/4 (2000), 6/10
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Almamegretta coined a new form of world-music with an ambitious encyclopedic revision of traditional codes that bridged the ancient folk tradition of Napoli (Naples), electronic dance music, dub production techniques and Middle-Eastern scales.

The EP Figli di Annibale (1992) and debut album Animamigrante (1993) enhanced the group's melody (skillfully delivered by vocalist Raiss) with arrangements that borrowed elements of funk, reggae, pop sprayed them all with atmospheric electronics. After Fattall… (1994), an awful collection of rarities, the group found a magic balance of all those elements on Sanacore (1995), a work that was more electronic and drenched in the sound of dub music. Lingo (1998) pushed the envelop in several directions, but had to work with much weaker material. 4/4 (2000) returned the band to a high level of musicianship, but the vocalist left after Imaginaria (2001).

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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Alamamegretta: Sanacore (1995)
Dopo aver destato l'interesse di pubblico e critica con "Animamigrante", il loro primo album, nel 1995 gli Almamegretta danno alle stampe uno dei dischi pi— originali del panorama italiano degli ultimi anni. La band napoletana parte per un viaggio che ha come destinazione Bristol, passando per la Grecia e facendo sosta a Marrakesh dopo aver attraversato tutto il mediterraneo. Il leader carismatico del gruppo, Raiss (al secolo Gennaro Della Volpe), e' reduce dalla collaborazione con i Massive Attack per la versione anglo-partenopea di "Karmacoma" e l'esperienza inglese ha lasciato segni indelebili. I colori e i paesaggi di questo disco sono scuri, cupi, ma improvviasmente si aprono in sgargianti e solari sfumature, la nebbia inglese che si mescola al calore del Europa meridionale. I ritmi vellutati, i bassi costantemente in primo piano, i suoni dell'Africa, la voce potente del Raiss che tesse trame vocali tanto inaspettate quanto emozionanti. E' il mediterranean-dub, genere che nasce e muore nello spazio di un album: "Sanacore" (che tradootto significa guaritrice del cuore). La compattezza del disco Š sorprendente, un continuum che parte con la linea di basso penetrante di "'o sciore cchiu' felice"(il fiore piu' felice) e si chiude col suono quasi psichedelico di "Tempo", manifesto del disco, una dichiarazione d'intenti parlata .. "noi preferiamo la lentezza". Tutto Š dilatato, riverberato, trascinato, "pe' dint' e viche addo' nun trase 'o mare","ammore nemico","se stuta 'o fuoco","scioscie viento", si muovono al ritmo di un carretto tra le automobili. Mille suoni diversi, ad ogni ascolto spunta un campionamento, un sospiro del mare, c'Š spazio per tutto tra le onde e i paesaggi creati dagli Alma. L'aria salata delle citta' di mare, l'antimilitarismo, la malinconia di un sentimento che si spegne inesorabilmente, l'alienazione delle giornate di lavoro. Il lavoro di mixaggio a cura di Adrian Sherwood e Andy Montgomery in quel di Londra Š a dir poco perfetto, gli arrangiamenti sontuosi, il suono terribilmente allineato ai battiti del cuore. I brani si snodano tra le calde atmosfere di "maje" animate improvvisamente da una tastiera ipnotica e l'antica filastrocca della title-track, su sfondo elettronico essenziale. Tra i canti popolari africani di "Ruanda", brano strumentale di 7 minuti che si regge sul dialogo tra l'ispiratissimo basso di Mario Formisano e la tastiera di Pablo; fino adarrivare al capolavoro nel capolavoro: "nun te' scurda'". Introdotta da una scarica del batterista e mente del gruppo Gennaro T., si dimena al ritmo di un'antica danza, riveduta e corretta in chiave dub; la linea di basso traccia il percorso che il canto di Raiss segue trovando gli gli spiragli tra l'eco degli accordi della tastiera e il fantasioso uso di percussioni e campinamenti. E' un inno al piacere fisico, al diritto delle donne di godere del proprio corpo in una cultura bigotta che scimmiott… la modernit… e reprime i suoi istinti nel nome di un'immagine ipocrita, ma pulita in superficie. "Sanacore" Š un viaggio, un disco importante ed imperdibile. Voto 7,5.
Davide Lavecchia
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