Billy Bragg
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Life's A Riot (Utility, 1983), 7/10
Brewing Up (CD Presents, 1984), 6/10
Talking With The Taxman About Poetry (Go Discs, 1986), 6/10
Workers Playtime (Go Discs, 1988), 6/10
The Internationale , 4/10
Don't Try This At Home , 5/10
William Bloke , 5/10
Mermaid Avenue , 6/10
Mermaid Avenue II , 6/10
England Half English , 5/10
Mr Love & Justice (2008), 5/10
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Il cantautore inglese Billy Bragg, capace di comporre melodie superbe e di scrivere testi pregnanti, e` forse l'eroe che meglio impersona la parte piu` sana della rivoluzione punk. Mesto trovatore proletario di un epos universale, le sue ballate costituiscono forse il canzoniere piu` maturo e impegnato dai tempi dei Clash.

Bragg venne alla ribalta con Life's A Riot (Utility, 1983) come un punk solitario dedito a un'ossessionata e tagliente satira dei costumi contemporanei.

Siano inni generazionali (A New England, una delle sue signature songs) o satire pungenti (Busy Girl Buys Beauty), elegie struggenti (Milkman Of Human Kindness) o mesti ritratti di vita domestica (Lovers Town Revisited), i suoi pezzi, che si accompagnano unicamente alla chitarra, annunciano un bardo al tempo stesso profondo e impegnato. Nella sua spartana semplicita` Bragg, che si accompagna soltanto alla chitarra (con graffianti riff di rock and roll in cascata), riesce a fondere il talento melodico di Richman alla retorica polemica di Costello, passando per classici del folk di strada straccione e militante come David Peel e Country Joe.

La piu` introverse ballate di Brewing Up (CD Presents, 1984), rasentano talvolta le tetre ballate di Cohen (Man In The Iron Mask, another career highlight) e talaltra le vignette nostalgiche dei Kinks (Saturday Boy), ora confessioni adolescenziali (Love Gets Dangerous e A Lover Sings), ora adulte meditazioni (Brewing Up). Bragg e` una figura ambivalente, cantautore urbano e rocker di strada, cantastorie esitenziale e militante rivoluzionario, poeta maledetto e eroe proletario, ma ha il pregio di riuscire a fondere queste antinomie con una sincerita` e una passione davvero autentiche.

Le dolenti ballate sociali (Days Like These) e i marziali slogan politici (Between The Wars, il massimo hit della sua carriera) dei due EP del 1985 denotano un momento di transizione.

Su Talking With The Taxman About Poetry (Go Discs, 1986) inizio` finalmente ad arrangiare i propri brani e trovo` forse la forma migliore: la commovente odissea tragica di Levi Stubb's Tears (another signature song), l'ode apocalittica di Help Save The Youth Of America, la serenata di Greetings To The New Brunette, il sermone politico alla Bob Dylan di Ideology.

The Short Answer, Must I Paint You A Picture, She's Got A New Spell e Valentine Day Is Over sono i gioielli di Workers Playtime (Go Discs, 1988), un disco arrangiato finalmente in maniera rock.

Dopo la raccolta di canzoni socialiste di The Internationale (Utility, 1990), verra` il suo album prodotto in maniera piu` professionale, Don't Try This At Home (Go Discs, 1991), e le sue canzoni musicali, Sexuality e Accident Waiting To Happen, segno di come sono cambiati i tempi. North Sea Bubble e` uno dei suoi motivi piu` aggressivi, quasi uno scalmanato rock and roll, ma l'eccesso di arrangiamenti (quasi Spector-iani) impedisce a Cindy Of A Thousand Lives e You Woke Up My Neighborhood di esprimere il suo nobile cuore di capo-popolo.

Dopo un lungo iato, durante il quale ha messo su famiglia, William Bloke (Cooking Vinyl, 1996) lo fotografa nei panni dell'adulto un po' patetico che forse e` stato superato dai tempi senza aver mai trovato la propria identita`. Upfield e` il singolo brioso di turno, tanto fuori misura quanto il precedente, mentre From Red To Blue e Pict Song sono le canzoni di protesta (stanche e ripetitive) a cui affida il messaggio per la fine del secolo. Bragg riflette malinconicamente in Northern Industrial Town e The Space Race Is Over, braccato dal tempo che passa e gli cambia le carte sotto il naso. Abbandonati gli arrangiamenti fuori posto del disco precedente, Bragg cincischia pero` con temi forse troppo personali.

Su Mermaid Avenue (Elektra, 1998) Bragg, accompagnato dai Wilco, mette in musica le ultime liriche scritte da Woody Guthrie. Sorprendentemente e` anche uno dei suoi dischi migliori. Bragg riesce a fondere l'epos socialista di Guthrie al suo spirito populista da pub, il rigore affranto del primo alla sua sarcastica rabbia, la saggezza composta del vate alla sua giovanile esuberanza. Bragg scorrazza dalle tirate satiriche di David Peel (Christ For President) ai proclami cadenzati di John Lennon (I Guess I Planted), dalla cantilena fiabesca di Way Over Yonder In The Minor Key fino alla solenne The Unwelcome Guest che chiude il commosso tributo. Bragg vorrebbe farci credere che l'anziano e austero Guthrie si sarebbe lasciato andare al coro e all'honky-tonk di Walt Whitman's Niece, o si sarebbe tuffato nel rhythm and blues scanzonato di Hoodoo Voodoo, o sarebbe compromesso con il mezzo pop di California Stars, ma si capisce che a battere e` il cuore del picciotto dell'Essex, non quello del bardo dell'Oklahoma.

Billy Bragg was the authentic, populist folksinger of the punk generation. Life's A Riot (1983) introduced a solitary bard devoted to an obsessive and scathing satire of contemporary customs (A New England, 1983; Man In The Iron Mask, 1984; Between The Wars, 1985; Levi Stubb's Tears, 1986).
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(Translation by/ Tradotto da xxx)

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Mermaid Avenue II (Elektra, 2000) boasts Bragg's heartbreaking rendering of Hot Rod Hotel (Chris Isaak, crossed with Jim Morrison and a spanish mandolin mixed with ghostly keyboards), My Flying Saucer (John Denver's nostalgy filtered through Buddy Holly's verve) Remember the Mountain Bed (a lengthy Dylan-ian dirge), Black Wind Blowing (a guitar-only number halfway between a Donovan lullaby and a middle-eastern psalm). Bragg's political persona erupts in You Fascists, played at the sound of a loud and pounding rock and roll.
Bragg's most eccentric number is Against The Law, an old-time ramble that borrows from Taj Mahal and Bob Marley.
Musically, Bragg's band has several moments of sheer post-modernistic genius: Airline to Heaven recalls the bouncing folk-rock rambles of Bob Dylan's Highway 61 Revisited, Secret of the Sea is an airy pastiche of Beatles' pop harmonies and Byrds' jingle-jangle, Someday Some Morning Sometime is a dreamy soft-jazz serenade. Jeff Tweedy and Jay Bennett steal the show and Bragg is left to sing their music. Except for Feed Of Man, a dark John Lee Hooker-style boogie, Blood of the Lamb, a slow marching-band waltz, the mood is rarely as depressed as Woody Guthrie would have wanted them. The performers are just too "musicians" to sink in the lyrics' abysses of sorrow.

England Half English (Elektra, 2002) is Billy Bragg's "world-music" album, not only because of the exotic instruments but mainly because of the rhythmic exuberance. The back-up band is top-notch, the material (that harks back to his militant roots) is not.

Must I Paint You A Picture (Rhino, 2003) is a career anthology.

After a six-year hiatus, Mr Love & Justice (Anti, 2008) is a bit too relaxed, as if it were a band playing at a barbeque. None of the songs is tedious, but none stands out either.

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