Charlatans


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Some Friendly, 7/10
Up To Our Hips, 5/10
Between 10th And 11th, 5/10
Charlatans, 4/10
Tellin' Stories, 4/10
Us And Us Only , 5/10
Wonderland , 4/10
Burgess: I Believe (2003), 5/10
Up At the Lake (2004), 5/10
Simpatico (2006), 4/10
You Cross My Path (2008) , 4/10
Who We Touch (2010) , 4/10
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I Charlatans di Tim Burgess si presentarono sulla scena di "Madchester" al momento opportuno per strappare ai veterani locali lo scettro della scena rave. Perfettamente in regola (abbigliamento, lingo e atteggiamenti) con la moda del momento (un ennesimo "Sixties revival"), si affermarono con un trio di hit banalissimi al limite del plagio (organo alla Steve Winwood, cantilenare "lisergico", armonie vocali alla Hollies, cadenze pulsanti): Indian Rope (il primo singolo, uscito proprio quando gli Stone Roses cominciavano ad aver successo), The Only One I Know, una litania psichedelica cadenzata dall'organo in maniera jazzata, e Then, gia` molto piu` confusa. Il secondo era destinato a rimanere la loro canzone piu` celebre.

I Charlatans approfittarono del momento di crisi dei cugini e rivali Stone Roses per piazzare l'album Some Friendly (Dead Good Dead, 1990) al primo posto in classifica: You're Not Very Well, un altro nostalgico soulrock organistico, Polar Bear, un torrido ballo psichedelico, Believe You Me, con le sue bordate funky di chitarra e l'organo scatenato in assoli viscerali, il ritornello "spaziale" di Flower, sono i piu` brillanti tributi ai loro antenati. Il metodo strumentale, sensuale e sonnolento, tocca l'apice nel jamming di chitarra e organo di Sproton Green.

Il declino sara` tanto rapido quanto l'ascesa. I singoli Over Rising (in cui risuona Gary Numan) e Me In Time ripetono il trucco fino ad annoiare anche i fan piu` accaniti. Between 10th And 11th (Beggars Banquet, 1992), prova a dare piu` spazio alla chitarra, ovvero al rock, in I Don't Want To See The Sights e Weirdo (peraltro un piccolo capolavoro all'organo Hammond di Rob Collins). L'apoteosi e` questa volta quella di Can't Even Be Bothered (liberamente ispirata a Under My Thumb dei Rolling Stones).

Up To Our Hips (Beggars Banquet, 1994) riporta il gruppo alle sue radici, rinunciando ad ambizioni che forse non sono alla sua portata. I Charlatans eccellono nell'imitare i gruppi britannici degli anni '60 che suonavano blues con un approccio melodico e psichedelico, con un organo Hammond in primo piano, ovvero in Come In No 21 e Can't Get Out Of Bed. Di fatto, tanto nelle armonie della title-track quanto nella partitura strumentale di Feel Flows, si assiste a un matrimonio fra il soul di Memphis e la psichedelica californiana. Il problema e` che cio` toglie al sound gran parte della sua effervescenza. Patrol e Jesus Hairdo sono le uniche canzoni briose.

Charlatans (Beggars Banquet, 1995) li presenta nei panni di vecchi hippie inebetiti dall'acido che continuano a sorridere malgrado vivano di stenti. Just Lookin' e Just When You're Thinkin' Things Over (un'altra imitazione degli Stones) ripetono un trucco che non ha mai funzionato troppo bene e stentano a trovare ancora fans sprovveduti. L'ouverture Nine Acre Court e lo strumentale Thank You, che pure sfoderano idee interessanti, non bastano a salvare il disco.

Morto Rob Collins in un incidente d'auto nel luglio 1996, i Charlatans seguirono fino in fondo la parabola dei loro padri, abbandonando l'acid-rock a favore del blues-rock. Con Tellin' Stories (MCA, 1997) si spengono pertanto le luci psichedeliche e si accendono i grandi fari nella nebbia di Rolling Stones e Free (How High), per non parlare di Bob Dylan (North Country Boy e Get On It), i fari che rimangono sempre dopo ogni diluvio. Il quinto album, orfano delle tastiere di Rob Collins, il Brian Jones della situazione (gia` assente da Up To Our Hips per problemi con la giustizia e deceduto l'estate scorsa in un incidente automobilistico), si affida al canto di Tim Burgess (non il massimo di originalita` o potenza) e alla chitarra di Mark Collins (non il massimo di virtuosismo o coraggio). D'altronde gia` One To Another (ultimo singolo registrato da Collins, destinato a diventare il massimo successo della loro carriera) segnava una svolta, lontano dal "Madchester" degli Stone Roses e verso un suono ancora funky ma altresi` vigorosamente rock, forse quello tracciato nello strumentale space-rock Area 51.
Il problema e` che gran parte del disco, dall'iniziale With No Shoes alla title-track, procede semplicemente per inerzia, lungo le coordinate di canto lezioso e viluppi di chitarre. Come esercizio postmoderno sul cadavere di Bob Dylan, e` senza dubbio interessante.

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Melting Pot (Beggars Banquet, 1998) e` un'antologia dei singoli con numerose rarita`.

Us And Us Only (Universal, 1999) is an adult album that reneges on everything they have done as young, reckless hipsters. Musically, it can only improve over the previous album, and it does so thanks to an atmospheric use of organ and acoustic guitars. Lyrically, it is almost spiritual and erudite compared with anything they have done before. And Burgess, now a Los Angeles resident, has become a truly elegant crooner, who does more than just appropriate Bob Dylan's music.

On Wonderland (MCA, 2001) the Charlatans seem to be trying too hard to rival the Chemical Brothers (Judas, I Just Can't Get Over Losin' You) and the pop songs (Love Is The Key, And If I Fall, Right On, Wake Up) are a bit too obviously referring to Curtis Mayfield (Burgess' falsetto) and Sly Stone (funk rhythms all over the place). Keyboardist Tony Rogers now rules. This sounds like a band of beginners trying to find a way to break through.

Songs From The Other Side (Beggars Banquet, 2002) collects B sides of their singles.

Burgess' solo album I Believe (2003 - Koch, 2005) is a relaxed MOR effort in the vein of Fleetwood Mac, less pretentious but possibly more entertaining than the Charlatans' latest albums.

If nothing else, Up At the Lake (Universal, 2004) is a carefree melodic merry-go-round, with at least one amusing novelty (Feel The Pressure) to justify the band's survival.

Simpatico (Sanctuary, 2006) is a confused hodgepodge of styles, perhaps simply a collection of leftovers and under-developed ideas that accumulated over the years.

The Charlatans were still on top of their game on You Cross My Path (2008), another album that contained two or three exuberant songs. Who We Touch (2010) was pleasant but irrelevant.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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