Gavin Friday
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Each Man Kills The Thing He Loves (1989), 6.5/10
Adam'N'Eve , 6/10
Shag Tobacco , 5/10
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Gavin Friday e` l'ennesimo intellettuale britannico che esordi` come giovane arrabbiato e intransigente e dopo pochi anni cambio` radicalmente faccia e divenne un cantautore tradizionale.

Friday era stato protagonista dell'avventura dei Virgin Prunes, uno dei complessi piu` originali degli anni '80. La sua carriera solista si connoto` subito come qualcosa di completamente diverso. A ispirarlo erano improvvisamente il cabaret tedesco di Weill, chansonnier filosofi come Jacques Brel, cantastorie noir come Tom Waits.

Each Man Kills The Thing He Loves (Island, 1989) ricorda la trasformazione compiuta da Marc Almond, anche se l'impronta del grottesco sound dei Virgin Prunes e` ancora avvertibile in diversi brani: il valzer traboccante di spleen della title-track, la polka sgangherata di Next. Lo chansonnier viene a galla in Apologia, talvolta mischiandosi al bluesman (Rags To Riches) e al glam- rocker decadente (Another Blow On The Bruise). La solenne meditazione di Death Is Not The End e il dancepop sarcastico di Man Of Misfortune delimitano gli estremi dell'operazione. Ad accompagnarlo sono nientemeno che Bill Frisell e Marc Ribot alle chitarre, Hank Roberts al violoncello, una formazione che lascerebbe pensare al non plus ultra dell'avanguardia jazz, ma il sound e` invece modesto e lineare.

Friday continuo` la sua parabola di riconversione al pop assorbendo anche l'influenza di Burt Bacharac su Adam'N'Eve (Island, 1992). I Want To Live sfoggia arrangiamenti lussureggianti, di spessore quasi sinfonico, con l'elettronica e i campionamenti a contrappuntare il tema decadente del canto. La fanfara guidata dal sassofono di King Of Trash si riallaccia invece al suo alter-ego da cabaret. La piu` comica in questo genere e` Why Say Goodbye, la cui fluente melodia e` punteggiata da una serie di arrangiamenti buffi. Piu` guitta ancora Fun And Experience, con chitarra hardrock, ritmica saltellante di piano e ritornello sbarazzino. Troppo serio e austero per essere ancora lui, quando esce dal varieta`, Friday va alla deriva.

Paragonato a quel lavoro ambizioso, Shag Tobacco (Island, 1995) e` un album dimesso e malinconico. In The Kitchen Sink Drama e` come se parlasse fra se` e se`, e The Last Song I'll Ever Sing non e` una minaccia ma un'ennesima bugia.

Friday returned after a long hiatus with the profound orchestral meditations of Catholic (2011).

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