Ryoji Ikeda


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+/- , 7/10
0 C , 6.5/10
99: 1999 , 6/10
20' To 2000 , 6/10
Matrix , 6.5/10
Cyclo (2001), 5/10
Op , 6.5/10
Dataplex (2006), 6/10
Test Pattern (2008), 5/10
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Ryoji Ikeda emerged as one of the most adventurous experimental composers with the austere and futuristic music of 1000 Fragments (CCI, 1995 - Raster-Noton, 2008), running the gamut from industrial music to ambient music, +/- (Touch, 1997), containing the turbulent metabolism of Headphonics, the static frequencies of -, the pulsing organism of + and the schizophrenic +/-, and 0 Degrees Celsius (Touch, 1998), the latter virtually a concerto for Morse signals. Equally creative was the minimalistic music of Time (1998) and Space, later re-released as the album Time / Space (Staalplaat, 2001).

99: 1999 (Noton, 1999) contains 99 brief tracks of minimal noise.

20' To 2000 (Noton, 1999) and Mort AUx Vaches (staalplaat, 1999) are Ikeda's contributions to popular series of avantgarde albums.

The double album Matrix (Touch, 2000), which concludes the ambitious trilogy begun with the first two albums, is a little self-indulgent, as the first half recalls LaMonte Young's living drones and the second half rehashes ideas from Alvin Lucier's music for brainwaves and sounds very much like Pan Sonic's glitch electronica. Each CD contains 10 pieces. The first CD (exactly on hour) opens and closes with the sharp-pitched radiations of 01 and 10. The relatively slow change within these compositions is balanced by the fast fluttering and lower-pitched 04, probably the hightlight of the album. The second CD (much shorter, only 31 minutes) opens with the heartbeat of 01, which gets accelerated in 02. Only the sharp-pitched frantic background beat survives on 03. The next track recovers the heartbeat and superimposes it to other "organic" noises, such as a reverbed blood-like dripping and a buzzing rhythm. It segues naturally into 05, that continues the exploration of the same sounds. Its fast beat dominates 06, which stands as the product of all previous experiments. The rhythm has become a somewhat danceable beat.

Cyclo (Noton, 2001) is a collaboration with Carsten Nicolai.

Op (Touch, 2003) abandons his usual electronic scenarios and focuses on compositions for strings (mostly for string quartet).

(Translation by/ Tradotto da Margherita)

Ryoji Ikeda si e' distinto per essere uno dei compositori sperimentali piu'avventurosi, grazie alla musica austera e futuristica di +/- (Touch, 1997), che contiene il metabolismo turbolento di Headphonics, le frequenze elettrostatiche di -, l'organismo pulsante di + e la schizofrenica +/-, e con 0 Degrees Celsius (Touch, 1998), l'ultimo potenzialmente, un concerto per segnali Morse. Ugualmente creativa era la musica minimalista di Time (1998) e Space, piu' tardi ri-riedito come album dal nome Time / Space (Staalplaat, 2001).

99: 1999 (Noton, 1999) contiene 99 brevi tracce di noise minimale.

20' To 2000 (Noton, 1999) e Mort AUx Vaches (staalplaat, 1999) sono i contributi di Ikeda alle famose serie di album d'avanguardia.

Il doppio album Matrix (Touch, 2000), che conclude l'ambiziosa trilogia cominciata con i primi due album, e' un po' auto indulgente, cosi' la prima meta' rievoca i living drones di LaMonte Young, mentre la seconda rimastica le idee tratte dalla musica per onde cerebrali di Alvin Lucier, e suona molto simile all'elettronica glitch dei Pan Sonic. Ciascun CD contiene 10 pezzi. Il primo CD (di un'ora esatta) si apre e si chiude con le radiazioni dal tono tagliente 01 e 10. La variazione relativamente lenta all'interno di queste composizioni e' bilanciata dal rapido svolazzare e dal tono piu' basso di 04, probabilmente il piatto forte dell'album. Il secondo CD (piu' breve, di soli 31 minuti) si apre con il battito cardiaco di 01, che viene accelerato in 02. Soltanto il battito convulso, dal tono penetrante, sopravvive in 03. La traccia successiva recupera il battito cardiaco e lo sovrappone ad altri rumori "organici", ad esempio allo sgocciolio, con riverbero, di qualcosa che potrebbe essere sangue, o ad esempio, ad un ritmo ronzante. Prosegue naturalmente in 05, che continua ad esplorare gli stessi suoni. Il suo battito rapido domina la 06, che risulta essere il prodotto di tutti gli esperimenti precedenti. Il ritmo diventato un beat piuttosto ballabile.

Cyclo (Noton, 2001) e' una collaborazione con Carsten Nicolai.

Op (Touch, 2003) abbandona i soliti scenari e si focalizza sulle composizioni per archi (soprattutto per quartetto d'archi).

Dataplex (Raster, 2005), the first release of the "datamatics" series (which is actually a multimedia project, targeting the ecosystem of data that surrounds modern life), returned to his digital soundscapes and with a vengeance. The first tracks sound like raw digital data that are progressively manipulated to become soothing ambient music (Data Vortex, Data Matrix). Ikeda had reached the antithesis of his original thesis: absolute pure simplicity instead of industrial cacophony.

Test Pattern (Raster, 2008), the second installment of datamatics, is a more pedestrian application of the concept: Ikeda simply "streamed" text, sounds, photos and movies into a flow of digital sounds. Basically, the album makes us "listen" to the flow of data's elementary constituents (instead of hearing or watching the data as a whole, which is what our senses of hearing and sight do). The "music" that Ikeda produces challenges both the "fidelity" of audio equipment and the capacity of human perception. Alas, the frenzy of digital pulses is quite inscrutable.

See You At Regis Debray (Syntax, 2008) is a film soundtrack.

Dataphonics (Dis Voir, 2010) documents a series of ten radio broadcasts from november 2006 to july 2007, each one generated from non-audio file.

Ryoji Ikeda and Alva Noto composed "music" by manipulating a visual representation of sounds on Cyclo's Id (Raster-Noton, 2011).

Supercodex (Raster-Noton, 2013) documents an installation.

(Translation by/ Tradotto da Gioele P. Cima)

Dataplex (Raster, 2005), il primo lavoro della serie “datamatica” (che è di fatto un progetto multimediale, che si pone come bersaglio l'ecosistema dei dati che circonda la vita moderna), ritornò ai suoi sottofondi digitali e con una vendetta. Le prime tracce assomigliano a rudi dati digitali che vengono manipolati fino a diventare attenuante musica ambient (Data Vortex, Data Matrix). Ikeda ha raggiunto l'antitesi della sua tesi iniziale: pura e assoluta semplicità anziché cacofonia industriale.

Test Pattern (Raster, 2008), la seconda parte datamatica, è un'applicazione più prosaica del concetto: Ikeda riversò semplicemente testo, suoni, foto e film in un flusso di suoni digitali. Sostanzialmente, l'album ci permette di sentire il flusso che compone elementarmente i dati (anziché ascoltare o osservare i dati come un tutt'uno, che è ciò che fanno la nostra vista e il nostro udito).

La musica che compone Ikeda sfida la “fedeltà” sia delle attrezzature audio, sia della percezione umana. Ahimè, l'impeto degli impulsi digitali è pressoché imperscrutabile.

See You At Regis Debray (Syntax, 2008) è la colonna sonora di un film.

Dataphonics (Dis Voir, 2010) documenta una serie di dieci trasmissioni radio dal novembre 2006 al luglio 2007, ognuna delle quali prodotta da file non-audio.


Ryoji Ikeda e Alva Noto composero “musica” manipolando una rappresentazione visiva dei suoni in Id dei Cyclo. (Raster-Noton, 2011).


Supercodex (Raster-Noton, 2013) documenta un'installazione.

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